Cinema Margherita, arriva ''Dobbiamo Parlare'' di Sergio Rubini

Redazione Picenotime

26 Novembre 2015

Il Cinema Margherita di Cupra Marittima da Giovedì 26 a Lunedì 30 novembre presenta: Dobbiamo Parlare di Sergio Rubini, con Sergio Rubini, Isabella Ragonese, Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2015 Alaska di Claudio Cupellini, con Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim.

 Dobbiamo Parlare: Vanni, cinquant’anni, è uno scrittore di successo. Linda, più giovane di vent'anni, collabora nell’ombra ai suoi romanzi: convivono in un attico altoborghese nel centro di Roma. I loro migliori amici Costanza e suo marito Alfredo detto il Prof, al contrario, sono sposati e gestiscono la vita in comune come un’azienda familiare, ponendo il patrimonio sopra ogni cosa. Una sera il Prof e Costanza irrompono in casa di Vanni e Linda. Costanza ha scoperto che Alfredo ha un’amante. L'evento scatenerà una crisi che produrrà una reazione a catena rendendo quel comodo salotto uno scenario di guerra. Una commedia divertente e tagliente che procede inarrestabile tra colpi di scena che scavano senza pietà nei protagonisti. (www.trovacinema.it)

 “Dobbiamo parlare è stato provato prima a teatro: un attico con superattico e due coppie, lo scrittore in crisi Sergio Rubini (Vanni) e la molto più giovane compagna e collaboratrice Isabella Ragonese (Linda), il celebre cardiochirurgo Fabrizio Bentivoglio (Alfredo) e la seconda moglie, dermatologa, anche lei al secondo matrimonio, Maria Pia Calzone (Costanza). Già l'ambiente descrive i personaggi: Vanni paga un super affitto per un appartarnento dove nulla funziona ma dall'arredamento pretenzioso. Una grande fotografia di Mao conferma che questa è la casa di intellettuali, per di più di fiuttuante sinistra. La coppia innamorata e sbaciucchiante sta preparandosi per andare con amici a una mostra di Basquiat e poi a cena, quando irrompe Costanza fuori di sé: ha scoperto che il marito Alfredo la tradisce, naturalmente con «una zoccola sposata al Bulgari dei macellai». Si è amici no? Quindi si rimanda Basquiat per consolare la furente signora che, dopo aver loro rovinato la serata, se ne va, ma ecco arrivare il marito Alfredo dal pesante parlare romanesco, un fiume di accuse alla moglie, alla di lei figlia. zoccola naturalmente, avuta dal primo marito spiantato, ed è tutto un parlare del suo denaro speso dalle due donne, con cifre precise e fatture conservate. Alfredo e Costanza sono una coppia pariolina, molto denaro e poco interesse per la cultura. Ritorna Costanza e mentre i padroni di casa rinunciano anche alla cena con gli amici, la coppia continua a insultarsi senza sosta, ma il litigio scivola tra le due donne, con rivelazioni molto inopportune, per poi incendiarsi tra Vanni e Linda. Pare che sia tipicamente romano questo legame tra classi diverse: in questo caso i ricchi con barche e una folta servitù fihippina in casa, e quegli intellettuali un po' spiantati, ovviamente di sinistra, cui piace la vita danarosa. Non è il caso di Vanni, che un tempo comunista, vive da dieci anni con la sua ex allieva Linda, senza però separarsi dalla moglie ufficiale. Dobbiamo parlare potrebbe essere, il vero film di Natale, divertente, mai volgare. Facile, ben fatto, con attori credibili, con una sceneggiatura intelligente. È un ritratto verosimile che ricorda certe lettere alla posta del cuore, della coppia italiana di oggi. Uomini maturi che si prendono una ragazza con vent'anni di meno anche per sentirsi superiori ma non accettano che lei cerchi una sua strada, ragazze che non hanno il coraggio di pretendere il matrimonio e una loro libertà, professionisti che cercano nell'accanimento del lavoro, di dimenticare l'indifferenza di casa, l'assenza di sesso matrimoniale, il sentirsi solo un utile bancomat, donne di mezza età che vogliono il perbenismo della famiglia borghese unite ma si tengono l'amante. Il grande silenzio che cala spesso sulla coppia, giorno per giorno, nessun litigio, buone maniere e i dubbi e i desideri e le piccole amarezze inespressi che diventano invincibile rancore. Certo dovremmo parlare ma spesso se ne ha il coraggio troppo tardi.” (Natalia Aspesi - La Repubblica)

 Alaska: Fausto e Nadine si incontrano per la prima volta nei saloni di un grande albergo di Parigi, scoprendosi fragili, soli e ossessionati da un'idea di felicità che sembra irraggiungibile. Fausto è italiano ma vive a Parigi, nella speranza che un giorno la vita gli offra qualcosa di meglio del lavoro come cameriere. Nadine è francese e possiede una bellezza commovente. Dopo essersi conosciuti si perderanno, si ameranno e soffriranno. Il destino avrà in serbo non pochi ostacoli per il loro amore. (www.trovacinema.it)

 “Non c'è nessuna probabilità nell'incredibile susseguirsi di fortune e sfortune nella vita dei due ed è una delle prese di posizione migliori, l'aperta finzionalità di una storia che non somiglia alla vita vera ma semmai all'epica del cinema e per questo riesce così tanto a parlare del mondo che viviamo. Pur non essendo un film d'azione Alaska è lo stesso una storia di grandi eventi e clamorosi ribaltamenti, di inseguimenti forsennati e decisioni repentine. Traduce nel cinema drammatico il passo esagerato del cinema d'avventura.

A separarlo dal resto del cinema che vediamo dunque non sono solo i molti eventi ma anche la maniera inedita (per il nostro paese) con la quale sono osservati da un regista lontanissimo dai personaggi, il cui sguardo onnisciente ne segue le gesta quasi stupefatto quanto il pubblico. Non c'è nessuna adesione a loro, Cupellini sembra non essere nemmeno dalla loro parte (e del resto ne fanno di cose di cui non c'è da essere fieri). Solo questo assunto di partenza basterebbe per rendere questo uno dei film italiani "da vedere" della stagione, anche al netto della consueta visione esagerata dei sentimenti o della solita iperbolica voglia di gridare tutto. Una volta tanto si passa sopra volentieri alla recitazione presenzialista delle scene madri e dei tipici momenti in cui un attore mette in mostra se stesso invece del film.

Alaska sembra fregarsene di tutto (e finalmente!). Non vuole decidere un'ambientazione, non vuole decidersi a dare struttura alla sua storia, nè equilibrio ai suoi personaggi, si abbandona al caotico vortice della sceneggiatura (ovviamente molto rigorosa e ben scritta per riuscire ad ottenere quest'effetto) ripetendosi, ritornando su punti che pensavamo conclusi (le molte prigioni), uccidendo personaggi come fosse niente e abbandonandone altri senza troppi convenevoli. Ciò che altrove potremmo elencare come difetti qui sono pregi, perché questa qualità espressiva Alaska la mette a frutto, specie nella chiusa, quando vediamo per la prima volta del sentimento onesto e nudo, una dolcezza insperata che dopo un film di ottusa attrazione sembra spiegare tutto.

Come i migliori finali infatti anche questo disegna un raggio di sole tra le nuvole che cambia il senso di ciò che abbiamo visto fino a quel momento.” (Gabriele Niola – mymovies.it)

Anche per la stagione 2015-2016 il Cinema Margherita propone la Tessera Acec Marche. La tessera costa € 5, permette di avere 5 ingressi ridotti, più uno in omaggio, ed è utilizzabile in tutte le Sale Acec Marche.

 Ingressi: € 6,50 interi, € 5,00 ridotti

Ingresso universitari: € 4,00

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