Progetto Inrca, anziani in cattedra per dare lezioni d'impresa ai più giovani

redazione picenotime.it

25 Novembre 2016

Favorire il confronto tra imprenditori anziani e ragazzi fuori dal mercato del lavoro per trasmettere ai più giovani le competenze necessarie ad avviare un’impresa. È l’obiettivo dell’innovativo progetto avviato dall’Inrca – Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani - di Ancona per valorizzare l’esperienza imprenditoriale degli anziani acquisita nel corso della vita, e al contempo fornire ai giovani un’occasione di formazione per aprirsi al mercato del lavoro. Il progetto “Be the Change”, di cui si è tenuto il meeting inaugurale, è finanziato dal programma Erasmus Plus e si rivolge a imprenditori maturi e a giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEETs - Not in Education Employment and Training. Coinvolgerà in due anni oltre 70 imprenditori e 150 ragazzi in 5 Paesi europei. “Una sfida nella ricerca in campo sociale – spiega il Direttore scientifico Fabrizia Lattanzio – che proietta l’Istituto oltre il settore dei servizi diretti alla terza età per abbracciare anche le nuove generazioni con incubatori di idee per l’imprenditorialità”. 

Il progetto, dopo un’indagine sui bisogni formativi di giovani e anziani, sperimenta l’efficacia di un pacchetto di attività educative progettato per facilitare lo scambio di conoscenze in materia imprenditoriale. In una prima fase infatti, gli imprenditori frequenteranno un corso di formazione con psicologi, sociologi e pedagogisti, per apprendere strategie di insegnamento non convenzionali come giochi di ruolo e tecniche di narrazione, utili nel raccontare, ad esempio, la propria storia imprenditoriale. In un secondo momento, “saliranno in cattedra”, mettendo al servizio dei ragazzi quanto appreso. Nel corso delle lezioni, che si terranno in aula e con il supporto di una piattaforma e-learning interattiva, verranno trattati anche studi di caso, ponendo l’accento sulle qualità per guidare un’impresa: autonomia, creatività, spirito di iniziativa, controllo e tenacia. “L’apprendimento permanente – chiarisce Sara Santini, Centro studi economico-sociali per l’invecchiamento Inrca - è importante anche per gli anziani poiché costituisce un canale per invecchiare in modo attivo: possono allenare la mente, avere conferme delle proprie capacità, migliorare l’autostima e la propensione a socializzare”. Mediante questionari ed interviste, l’Inrca valuterà le competenze apprese durante i corsi e la rispondenza alle esigenze di entrambe le categorie. L’iniziativa ha anche un forte legame col territorio. “Veneto e Marche, aree dove verrà condotto lo studio in Italia, sono regioni in cui è diffusa la piccola media impresa, spesso a conduzione familiare, e dove gli anziani sono da esempio per i ragazzi”. 

“Ciò che manca – conclude Santini - è un sistema per la certificazione delle competenze acquisite in ambito formativi diversi dai circuiti scolastico e universitario, come ad esempio lavoro e volontariato”. Il progetto quindi, che vede la partecipazione dell’Università Cà Foscari di Venezia oltre che di diversi partner pubblici e privati, include lo sviluppo di Linee Guida Europee per il riconoscimento di tali abilità, in modo da poterle “spendere” più facilmente nel mondo del lavoro. Nel 2008 in Italia in giovani “inattivi” erano più di 2 milioni, il 23,9% della popolazione, mentre secondo uno studio del 2016 nei paesi dell’OCSE sarebbero 40 milioni.

Come partecipare: per raccogliere informazioni e proposte sui bisogni formativi dei giovani, tra dicembre 2016 e gennaio 2017 i ricercatori dell’Inrca condurranno due incontri. Per aderire è possibile telefonare allo 071 800 46 05.


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