I SEGRETI DEL NUOVO LIBRO DI MARCO SANTARELLI E MARGHERITA HACK

Redazione Picenotime

25 Gennaio 2013


Il Caffè Meletti, Domenica 13 Gennaio, ha avuto il piacere di ospitare (in collegamento via Skype) una delle più grandi scienziate che il nostro Paese ha il vanto di avere: Margherita Hack. In un dialogo con Marco Santarelli, docente universitario, filosofo e scienziato che si occupa di fisica sociale e di reti intelligenti applicate al comportamento e alle energie rinnovabili. "Sotto una cupola stellata", edito da Einaudi, è già il quarto libro che Santarelli scrive a quattro mani con la Hack.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione del Caffè Meletti, durante il suo saluto, ha ricordato quali altri personaggi illustri si fossero seduti in quel caffè: Sartre, Trilussa ed Hemingway, che tra l'altro aveva in comune con la Hack una grande passione per i gatti. Se dovessi indicare tutta la bibliografia di Margherita Hack forse non basterebbe la lunghezza di quest'articolo, perciò mi piace ricordare le opere che hanno visto menzione di questa sua grande passione per i felini: "L'amica delle stelle" (BUR, 2000), "Una vita tra le stelle" (Di Renzo Editore, 2006), "Qualcosa di inaspettato" (Laterza, 2007). Ma soprattutto "Il mio zoo sotto le stelle" (Di Renzo Editore, 2007) nel quale, come il titolo pre-annuncia, ci parla di questo amore per i gatti (ma anche per i cani) che fedelmente l'hanno accompagnata durante tutta la sua vita vivendo in casa con lei così come all'Osservatorio astronomico di Trieste che ha diretto dal 1964 al 1987 (prima donna a dirigere un Osservatorio astronomico in Italia) facendolo diventare un punto di riferimento a livello internazionale.

Nel libro "Sotto una cupola di stelle" ci racconta come questo interesse verso l'astrofisica sia nato per caso. "Mi è capitato di fare una tesi in astrofisica. In realtà io avrei voluto fare una tesi in elettronica. Era una scienza nuova, si cominciava a parlare di televisione, che in Italia sarebbe arrivata solo una decina di anni dopo. Si facevano esperimenti in laboratorio e io avrei voluto fare una tesi sperimentale". Il direttore dell'Istituto di Fisica, il classico barone (come lo appella lei stessa), la pose di fronte a due scelte: o una tesi in elettrostatica, argomento ormai ampiamente sviscerato nell'Ottocento o una tesi sperimentale (lei desiderava ardentemente fare una tesi sperimentale) all'Istituto di astronomia che era nella sede dell'Osservatorio astrofisico di Arcetri, luogo presso il quale inizia ad occuparsi di spettroscopia stellare, che poi diventerà il suo principale campo di ricerca. Si laurea nel 1945, a guerra finita, con una tesi in astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi.

Il libro "Sotto una cupola stellata" è un dialogo che affronta diversi temi: la cosmologia, la fede, l'etica, la scienza e la possibilità di un dialogo autentico tra queste sfere. Secondo i due autori un'etica senza religione può funzionare di più perchè "più pura e disinteressata di quella di un credente che si comporta bene perchè spera nella ricompensa e teme la punizione nell'aldilà". Dice Santarrelli: "Margherita, tu ribadisci da tempo che ti piace pensare di più all'aldiqua che all'aldilà". Il pensiero dell'aldiqua, di chiara matrice nietzschiana, ci anticipa il suo pensiero riguardo la morte condensato così bene nelle parole di Epicuro (nell'Epistola a Meneceo) che lei stessa cita più, volte nel corso del libro: "Fino a che ci siamo noi non c'è la morte, quando c'è la morte non ci siamo più noi". Favorevole all'eutanasia, dice: "La vita e la morte appartengono all'uomo e non a Dio".

La Hack in questo libro si definisce atea e laica. "Una persona completamente razionale dovrebbe essere agnostica, vista l'impossibilità di stabilire scientificamente l'esistenza o la non esistenza di Dio. Ma, malgrado ciò, io mi dichiaro atea in quanto non credo assolutamente all'esistenza di Dio e all'aldilà, e mi dichiaro laica nel senso che non pretendo di convincere nessuno del mio modo di pensare". Come ribadisce anche Santarelli nel corso della conferenza: "Lo scienziato cerca di spiegare il mondo con delle regole (il come) e non ha la presunzione dell'uomo di fede che cerca di imporre sia ai credenti che ai non credenti il perchè. L'uomo è un prodotto dell'evoluzione dell'Universo (e cercare di spiegarlo con Dio è troppo comodo)".

La Hack scrive: "Ci sono numerosi casi in cui si viola la libertà dei cittadini: leggi non fatte, diritti non riconosciuti da governi deboli nei confronti del Vaticano". Pensiamo alla posizione della Chiesa riguardo l'omosessualità: "Per la Chiesa l'omosessuale è un peccatore, mentre secondo la scienza è solo una variante minoritaria della specie umana". Santarelli: "Perciò per la questione gay e omosessualità in generale crediamo che sia importante dire che se il problema si sposta sempre verso le istituzionalità o burocrazie (nozze sì o no, adottare o meno dei figli) si nasconde abilmente il vero problema. Tutto va spostato sul lato etico, di naturalità, di rispetto e di presenza del mondo di ognuno di noi. Il sesso è qualcosa di naturale non di burocratico, quindi è naturale che possano esserci anche dei gay. Non bisogna scandalizzarsi affatto. I rapporti sessuali tra persone consenzienti, che siano di pari sesso o no, è una cosa più che naturale. Ognuno è libero di fare quello che vuole. Il sesso per chi è credente è un dono del Signore. E allora perchè si deve criminalizzarlo tanto? Che male c'è, tra persone consenzienti, anche se è sesso omosessuale? È giusto che omosessuali guadagnino meno in ambito europeo? Normale che gente scende in piazza per combattere la naturalità di queste persone?".

Un'altra offesa alla ricerca scientifica e a quei cittadini affetti da gravi malattie, che la Hack non manca di farci notare, è la Legge 40 sulla fecondazione assistita e la ricerca sulle cellule staminali embrionali. "La fecondazione assistita stabilisce norme che dovrebbero essere date dal medico in relazione all'età e alle condizioni di salute della donna e non dai politici che, per influenza del Vaticano, si preoccupano più di un essere non nato come l'embrione e della sua ipotetica anima piuttosto che di una persona nata e formata quale la futura mamma". Stesso discorso sul divieto di fare ricerca sulle cellule staminali embrionali, sempre per la ragione che gli embrioni avrebbero un'anima.

Insomma questo incontro è stato una vera e propria cura per tutti coloro che sono nostalgici di quei caffè letterari così noti nella letteratura del ´700. Il Professor Santarelli tornerà presto ad Ascoli con la criminologa Roberta Bruzzone per una conferenza su crimini e comunicazione.

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