DA SAN BENEDETTO IN AUSTRALIA PER LAVORARE TUTTI I GIORNI CON DEL PIERO!

Redazione Picenotime

08 Ottobre 2012


Quando nel Settembre 2010 arrivò in Australia mai avrebbe immaginato di lavorare tutti i giorni a stretto contatto con uno dei calciatori più famosi ed affermati a livello internazionale, Alessandro Del Piero. È la storia dell'ex portiere Davide Del Giovine, 37enne sambenedettese doc che fa parte dello staff tecnico del Sydney Football Club, nuova squadra di Pinturicchio. Una vita nel calcio dilettantistico piceno, tra i pali di Centobuchi, Sangiorgese, Acquasanta e Montegiorgio, poi l'avventura da preparatore dei portieri e l'approdo nell'emisfero australe. Contattato telefonicamente da Picenotime.it, Del Giovine ci ha confidato il suo stato d'animo proprio nel momento in cui il suo Sydney è salito alla ribalta delle cronache sportive mondiali.

Davide, come sei arrivato al Sydney Football Club?

Quando sono sbarcato in Australia due anni fa ho iniziato subito la mia collaborazione con la prestigiosa "Milan Academy" diretta dall'ex centrocampista rossonero Andrea Icardi. Poi Zeliko Kalac, che cura la fase difensiva e la preparazione dei portieri del Sydney, mi ha chiesto di lavorare con lui ed io ovviamente non ci ho pensato su. Sono entrato in pianta stabile nello staff tecnico, come assistente per la prima squadra ed allenatore dei portieri della squadra femminile e dell'Under 20.

Ripercorriamo in breve la tua lunga carriera nei campionati dilettantistici del Piceno

Dopo tanti anni spesi tra Eccellenza e Seconda Categoria ho iniziato a lavorare come preparatore a Sant'Omero, società che vanta uno dei migliori settori giovanili abruzzesi. Poi ho avuto l'occasone di collaborare a Montegiorgio con due ottimi tecnici come Consorti e Clerici ed infine ho avuto il piacere di lavorare nel settore giovanile della Sambenedettese, squadra per la quale faccio il tifo da sempre.

Che significa lavorare al fianco di un grande portiere come Zeliko Kalac, ex di Perugia e Milan?

È davvero una persona fantastica, disponibile e brillante, parla perfettamente la nostra lingua e lavorare con lui è come se stessi ancora in Italia... Stiamo insieme 10 ore al giorno, sempre con il sorriso sulle labbra, lui è rimasto molto legato all'esperienza che ha maturato nel nostro Paese e si nota perfettamente dai suoi metodi di lavoro.

Che livelli ha raggiunto il Sydney Football Club?

A livello organizzativo parliamo senza dubbio di una società di primissimo livello, che cura con precisione maniacale tutti gli aspetti legati al marketing, alla comunicazione e all'immagine, una bandiera di una grande metropoli come Sydney e dell'intera Australia calcistica. Negli ultimi 6/7 anni c'è stata una crescita anche a livello tecnico-tattico, con alcuni elementi che non sfigurerebbero nei campionati italiani di A e B.

Negli ultimi mesi siete saliti alla ribalta delle cronache internazionali per l'arrivo di Alessandro Del Piero, che ha significato per il vostro club?

Potete solo immaginare l'incredibile eco mediatico che ha avuto l'ingaggio di un calciatore dal curriculum così prestigioso. Grazie all'ex capitano della Juve ora la nostra squadra è conosciuta in ogni angolo del mondo, i tifosi sono letteralmente impazziti ed anche i club concorrenti sono corsi ai ripari ingaggiando elementi di spessore per non restare al palo e competere al meglio per la vittoria del campionato.

Hai avuto modo di interagire e conoscere meglio Pinturicchio?

Sin dal primo giorno abbiamo instaurato un rapporto bellissimo, anche perchè sono l'unico che parla l'italiano insieme a Kalac ed al suo preparatore personale Giovanni Bonocore. Ho la fortuna di lavorare con un grande professionista, una persona umile e non presuntuosa, che s'impegna al massimo negli allenamenti e che ha una gran voglia di ben figurare in una realtà per lui completamente nuova. Vi posso assicurare che Alex non è assolutamente venuto fin qua con spirito vacanziero...

Quali obiettivi vi siete posti dopo l'arrivo dell'ex numero 10 juventino?

Di certo siamo diventati la squadra da battere e tutti i nostri avversari si impegneranno allo spasimo per superarci. Insieme al Melbourne ci contendiamo i favori del pronostico per la conquista del campionato, il nostro obiettivo rimane arrivare tra le prime quattro in classifica per poi affrontare al meglio i playoff scudetto. Ragionando ad ampio raggio la speranza è quella di qualificarsi per la Champions League d'Asia e magari avere l'opportunità di partecipare ad un Mondiale per Club.

Nella prima partita in campionato è arrivata una sconfitta per 2-0 in casa del Wellington, come mai?

È stata una partita difficile che non abbiamo potuto preparare al meglio. Eravamo privi per infortunio di diversi giocatori e gli elementi nuovi si erano allenati poco nelle settimane precedenti la sfida, anche perchè siamo stati costretti ad annullare un paio di amichevoli. Con il Wellington nella scorsa stagione abbiamo perso 4 partite su 4, è una squadra tosta che ci ha dato sempre filo da torcere, ma sono certo che le nostre qualità verranno fuori. Alex si è ben disimpegnato ed ha già mostrato le sue immense doti, bisogna crescere sul piano fisico, non siamo ancora al top della condizione.

Come è la situazione del calcio australiano? È competitivo?

È cresciuto nelle ultime stagioni, soprattutto sul piano organizzativo e d'immagine. Fisicamente sono tutti ben attrezzati, anche grazie al prezioso lavoro di staff medici all'altezza e preparatori atletici eccezionali. Da un punto di vista tecnico-tattico c'è da lavorare ancora tanto, anche perchè i migliori talenti vanno subito a giocare all'estero sin da giovanissimi. Ma l'arrivo di campioni come Del Piero di certo favorirà l'innalzamento dello standard qualitativo del calcio australiano.

Davide, ti manca l'Italia? Se sì, cosa in particolare?

Certo che mi manca il mio Paese, soprattutto la mia famiglia e la bellissima San Benedetto del Tronto. Torno almeno una volta l'anno, di solito nei mesi di Giugno e Luglio, quando in Australia finiscono i campionati. Seguo sempre ciò che succede nel mio territorio, in particolar modo le vicende della Sambenedettese, che spero possa tornare presto ai livelli che merita.

(nella foto, da sinistra, Giovanni Bonocore, Davide Del Giovine ed Alessandro Del Piero)

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