Guerra presenta Bari-Ascoli: “Playoff utopia per i Galletti, già si pensa a prossima stagione”

Redazione Picenotime

10 Maggio 2017

Luca Guerra

Abbiamo affidato alla penna del giornalista Luca Guerra, collaboratore e inviato per Repubblica Bari, Radio Selene e Gianlucadimarzio.com, la presentazione dalla sponda biancorossa del match tra Bari e Ascoli Picchio in programma Domenica 14 Maggio alle ore 15 allo stadio "San Nicola" per la 41esima giornata del campionato di Serie B.


Bari, i playoff sono un’utopia: un occhio all’Ascoli e uno alla prossima stagione

Obiettivo minimo mancato e tempo di programmare il futuro. E’ l’aria che si respira in casa Bari a 180 minuti dal termine del campionato: il pareggio di Avellino, il terzo di fila dopo quelli a reti bianche contro Salernitana e Pisa, ha rappresentato con ogni  probabilità per il gruppo allenato da Stefano Colantuono la parola “fine” sulle possibilità di agganciare i playoff. E se la matematica –con lo Spezia, ottavo, distante 3 punti nonché favorito negli scontri diretti- non condanna ancora Galano e compagni, a farlo è la logica, con il terzo posto lontano 18 punti a fronte dei 14 che rappresentano il perimetro massimo per accedere agli spareggi promozione e una rosa dimezzata dagli infortuni.

Aprile nero

Una stagione partita in ritardo, complice l’avvicendamento societario tra Gianluca Paparesta e Cosmo Giancaspro, risalente al 22 giugno 2016, ha fatto sentire le proprie crepe con il passare dei mesi: la rosa allestita con non poca fretta dal direttore sportivo Sean Sogliano ha tardato a trovare il giusto amalgama, così il Bari è rimasto ai margini della zona-playoff fino all’inverno, quando la serie di 13 punti in 8 partite aveva permesso di archiviare il girone di andata in ottava posizione alla pari con la Virtus Entella. Il rimpasto partorito dal calciomercato di gennaio, con gli arrivi tra gli altri di Floro Flores e Galano, aveva portato nuova benzina nello spogliatoio biancorosso, con una classifica che a fine febbraio –grazie anche al tris di vittorie contro Ternana, Benevento e Brescia – appariva rosea. Al momento di accelerare, però, i biancorossi si sono sciolti come neve al sole: due vittorie nelle ultime 12 partite, con cinque soli punti nelle sette sfide giocate in quel mese di aprile che Stefano Colantuono aveva spesso marcato come “determinante”, hanno rappresentato il mancato aggancio all’ottavo posto, definito come step “minimo” nei parametri societari.

Rendimento interno ed esterno: dottor Jekyll e mister Hyde

A determinare lo stop anticipato ai sogni di grandeur della rosa biancorossa è stato in particolare il deficitario rendimento esterno: 14 punti in 20 partite, media da zona-playout. Numeri che hanno cozzato con il fortino eretto al San Nicola, dove i 39 punti conquistati hanno permesso a lungo di sognare i piani alti. La mancanza di costanza è stata però il neo principale della squadra: solo una volta il Bari ha vinto tre partite di fila, a dimostrazione di un organico che pur ricco di nomi di spessore, ha latitato quanto a personalità e leadership.  Calzanti, in tal senso, sono state cadute fragorose come lo 0-4 di Trapani e i ko a Latina e Chiavari: partite perse contro formazioni dal maggiore spirito operaio e dotate di più gamba rispetto ai biancorossi. A dimostrazione del fatto che l’età media elevata della rosa spesso non paga, soprattutto in un torneo usurante come quello cadetto.

Cambi di panchina, rendimento simile

Stefano Colantuono è solo l’ultimo degli allenatori che, prima durante la gestione di Gianluca Paparesta e ora sotto la guida di Cosmo Giancaspro, saluteranno il San Nicola senza aver lasciato il segno. L’allenatore romano, subentrato a Roberto Stellone il 7 novembre 2016, ha conquistato 37 punti in 27 partite, cifra che sommata ai 16 partoriti da Stellone nelle prime 13 giornate di campionato, non sono sufficienti per entrare in zona-playoff: 1,37 la media punti/partita ottenuta da Colantuono, superiore a quella del suo predecessore, ferma a 1.23. Per entrambi il futuro non sarà biancorosso: l’ex allenatore del Frosinone, complice il mancato approdo ai playoff della rosa, non vedrà esercitata la clausola che prevedeva il rinnovo automatico in caso di spareggi-promozione, mentre per Colantuono non scatterà la conferma, che sarebbe coincisa con la serie A. A meno di clamorose svolte in seno agli orientamenti societari, quello contro l’Ascoli sarà per l’allenatore romano il rendez-vous con i colori del Bari.

Verso l’Ascoli: infermeria piena

In vista della sfida contro l’Ascoli, saranno almeno sette gli indisponibili: sicuri del forfait Morleo, Brienza, Raicevic, Martinho e Sabelli, il cui ginocchio ha fatto crack ad Avellino (sarà operato lunedì prossimo a Roma dal professor Mariani). A parte lavorano ancora Tonucci, Fedele e Floro Flores, la cui disponibilità per l’impegno di domenica è in dubbio alla pari di quella del centrocampista Macek, vittima di un affaticamento agli adduttori che l’ha tenuto fuori dai giochi al Partenio-Lombardi. L’assenza di Maniero, squalificato, complica i piani di Colantuono in attacco, dove sono disponibili i soli Galano e Parigini: al centro potrebbe esserci spazio per il giovane Portoghese, prodotto della Primavera. A centrocampo nel 4-3-3 dovrebbe rivedersi Basha dopo il turno di squalifica. In difesa chance per Cassani a destra. Nei fatti, chi sarà chiamato in causa dovrà dare il massimo, per dimostrare di poter far parte della rosa del futuro.



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