Beppe Fiorello è Domenico Modugno, emozioni al Ventidio Basso

Redazione Picenotime

24 Marzo 2014

“Penso che un sogno così...” racconta il sogno mai realizzato del padre di Beppe Fiorello: calcare un palcoscenico. E grazie a Beppe questo sogno si è realizzato.
 
Beppe ci racconta la storia della sua vita dialogando con se stesso da piccolo e attraverso le canzoni di Domenico Modugno, affettuosamente detto “Mimmo”. Quel bambino di cui ci parla era il quarto figlio di una famiglia felice e numerosa.

I suoi fratelli sembravano essere più energici e talentuosi di quel piccolino introverso che invece spesso rimaneva in disparte. Quel piccino che invece aveva un cuore grande dentro di sé. E un profondo sentire che spesso non riusciva a dire perché credeva che la parola più poetica fosse proprio quella che non può essere detta.

Ma è proprio grazie a quel cuore grande che Franca Modugno, moglie di Mimmo, quando lo ha sentito cantare per la prima volta gli disse: “Tu hai molto in comune con lui. Ci metti il cuore in tutto quello che fai. Canti col cuore”.

Ed è col cuore che ha interagito col pubblico del Ventidio Basso, con battute e complimenti sinceri rivolti ad Ascoli e al teatro, definendolo un “gioiellino” della città. Destinando complimenti anche al sindaco Guido Castelli, constatando poi con piacere che era tra i palchi, e ringraziandolo perché è stato l’unico sindaco, in ottanta tappe, ad essere presente.

Uno spettacolo commovente e divertente al tempo stesso. Raccontando la storia di sé e della sua famiglia attraverso le canzoni di Modugno chissà quanti si saranno riconosciuti in qualche aneddoto felice o infelice. Ma anche quando il racconto scendeva nelle note della tristezza, non si riusciva mai ad essere infelici fino in fondo perché in quel tempo fatto di cose genuine c’era sempre qualcosa che ti spingeva a guardare avanti, a sperare in un futuro migliore che permettesse davvero di “Volare”.

Grazie Beppe, per le emozioni che ci hai fatto provare mettendoti a nudo su quel palco e grazie per quell’abbraccio a braccia spiegate che ci ha ricordato Domenico Modugno, quell’abbraccio così caldo e intenso che sono sicura sia arrivato ad ognuno.

© riproduzione riservata

Commenti (1)

roberto 25 Marzo 2014 13:42

Brava Valeria, un articolo gradevole da cui si evince perfettamente il piacere di aver assistito ad uno spettacolo di livello. Piccole nuove penne crescono, nel piattume generale (soprattutto nella nostra zona) è un segnale molto positivo che il vostro portale dia la possibilità di scrivere ad una ragazza così talentuosa.


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