Confindustria Centro Adriatico, Mariani: “Non possiamo rischiare di perdere presidi giudiziari”

Redazione Picenotime

13 Ottobre 2017

Simone Mariani

La riforma della legge fallimentare approvata mercoledì in Senato desta qualche preoccupazione tra gli imprenditori del territorio.

Infatti, seppur apprezzando il nuovo quadro normativo che introduce regole chiare e organiche per favorire la prosecuzione dell'attività aziendale, Confindustria Centro Adriatico esprime perplessità per la prevista riorganizzazione delle competenze in materia di procedure concorsuali che potrebbe penalizzare i tribunali minori come quelli di Ascoli Piceno e di Fermo.

La riforma introduce criteri puntuali che dovranno essere presi in considerazione dal Governo per la definizione delle nuove competenze territoriali come il numero delle imprese iscritte nel registro delle imprese, la popolazione residente nel territorio compreso nel circondario del tribunale, il numero dei giudici professionali previsti nella pianta organica, il numero delle procedure concorsuali sopravvenute e definite nel corso degli ultimi cinque anni.


In sede di approvazione al Senato della riforma, inoltre,  il Governo si è impegnato a mantenere la competenza solo per i tribunali che insistono su territori di almeno 200.000 abitanti ma saranno i decreti di attuazione che dovranno essere emanati nei prossimi mesi a stabilire la nuova geografia organizzativa.

Il rischio è quello di perdere le sezioni fallimentari di Ascoli Piceno e Fermo che potrebbero essere dirottate e concentrate altrove con un aggravio di costi per cittadini ed imprese del territorio e con un possibile allungamento dei tempi procedurali già oggi critici.

“Stiamo seguendo con molta attenzione l'evoluzione normativa della riforma della Legge fallimentare - afferma il Presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani -. Il pericolo di perdere due presidi giudiziari sul territorio è reale. Il declassamento dei nostri tribunali avrebbe ripercussioni in termini economici e sociali, provocherebbe disagi logistici e maggiori spese, priverebbe il territorio di un importante competenza giudiziaria che invece per la sua rilevanza deve essere il più possibile vicina alle imprese”.

“In una fase così delicata per il rilancio della nostra economia - continua Simone Mariani - con l'attivazione di strumenti statali straordinari come l'area di crisi industriale complessa e la zona franca urbana per le quali ci siamo battuti fin dal primo momento - è indispensabile accrescere e non diminuire i servizi a favore delle imprese e dei cittadini”.

“Non vorrei che l'eventuale perdita delle sezioni fallimentari portasse un domani allo smantellamento di tutte le competenze dei Tribunali di Ascoli Piceno e Fermo. Un pericolo - ribadisce il presidente Mariani - che dobbiamo assolutamente scongiurare con l'impegno di tutti gli stakeholder del territorio che devono convergere in una forte e decisa azione di lobby nei confronti del Governo che dovrà emanare i decreti attuativi”.

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