Visure catastali: pro e contro della presenza dei metri quadri

Redazione Picenotime

16 Ottobre 2017

A partire dal 9 novembre 2015 le visure catastali hanno subito un cambiamento davvero molto importante: finalmente riportano infatti la superficie catastale, espressa in metri quadri, reale e ai fini della TARI, dato questo che l’Agenzia delle Entrate ha estratto direttamente dalla planimetria catastale.

Il cambiamento che le visure catastali hanno subito deve essere considerato davvero molto positivo, in quanto si tratta di un primo passo in avanti verso quella Riforma del Catasto di cui tanto si parla, ma che ancora non è diventata effettiva. Nello specifico, uno dei pro più importanti di questo cambiamento è il fatto che i contribuenti hanno accesso a dei dati che prima erano messi a disposizione invece solo ed esclusivamente dei professionisti. L’accesso a questi dati inoltre risulta davvero molto semplice e veloce: richiedere infatti le visure catastali è semplice, sia che vi rechiate direttamente presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate, sia che invece effettuate la richiesta direttamente online anche tramite gli appositi portali che si occupano proprio di reperire documenti per conto di terze persone.

Ci sono però anche dei lati negativi che meritano di essere presi in considerazione. Anche se sono già passati circa 2 anni da questo importante cambiamento delle visure catastali, possiamo assicurarvi che per il momento l’Agenzia delle Entrate non è ancora riuscita ad aggiornare tutti i dati in suo possesso. Inoltre è stato necessario attivare una serie di verifiche, volte a controllare che i metri quadri catastali corrispondano effettivamente a quelli inseriti nelle planimetrie. Ovviamente è il contribuente a dover nell’evenienza provvedere a mettere in moto l’iter necessario per modificare la planimetria e segnalare la corretta superficie catastale del suo bene immobile. E capite bene che tutto questo comporta ulteriori rallentamenti. Importante inoltre sottolineare che per il momento non si sa sino a quando queste novità avranno valore, perché con la Riforma del Catasto che dovrebbe arrivare, sempre che non vi siano ulteriori ostacoli, tra il 2018 e il 2019, tutto potrebbe di nuovo cambiare.

Adesso che abbiamo chiarito quali siano i pro e i contro della presenza dei metri quadri nelle visure catastali, cerchiamo di comprendere meglio le informazioni che questo dato permette di ottenere e come leggerle:

     Metri quadri calpestabili. Il dato relativo ai metri quadri calpestabili prende in considerazione tutta la superficie del bene immobile, comprese anche le scale, l’atrio di ingresso, i balconi o i terrazzi, il ripostiglio. Non vengono prese invece in considerazione né le pareti divisorie né quelle perimetrali. Questo dato risulta particolarmente importante per i contratti di compravendita di un bene immobile, dove sarà possibile indicare senza più alcun tipo di errore i metri quadri effettivi dell’abitazione.

     Metri quadri a fini TARI, la tassa cioè sui rifiuti. In questo caso invece si contano i metri quadri esclusivamente dei vani interni alla casa, senza le zone esterne quindi come balconi e terrazze e senza i muri. Questo dato è importante perché finalmente si rende possibile evitare l’autocertificazione: il rischio che si possa commettere un qualche tipo di errore viene quindi eliminato alla radice.

Vi ricordiamo che invece per quanto riguarda IMU e TASI continueranno ad essere presi in considerazione i vani del bene immobile. Maggiori informazioni sulla visura catastale.

 

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