San Benedetto del Tronto, ordinanze su somministrazione alcolici e fuochi pirotecnici

Redazione Picenotime

22 Dicembre 2017

Pubblichiamo integralmente le ordinanze firmate stamane dal sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti in materia di somministrazione di alcolici e di esplodione di fuochi pirotecnici durante le feste di fine anno.


Originale

Ordinanza Sindacale

N. 54 data 22/12/2017

Classifica VIII

Oggetto:    DISCIPLINA DEGLI ORARI DI VENDITA DI BEVANDE IN CONTENITORI DI VETRO O LATTINE E DI SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE ALCOLICHE E SUPERALCOLICHE NELL'AMBITO DI ALCUNE AREE DELIMITATE DELLA CITTÀ, NONCHÉ DI CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE IN LUOGHI PUBBLICI O APERTI AL PUBBLICO NELLE ORE SERALI E NOTTURNE, IN OCCASIONE DELLE FESTIVITÀ NATALIZIE E DI FINE ANNO 2017/18.

 

 

 

IL SINDACO

PREMESSO che:

> in occasione delle festività natalizie e di fine anno l’Amministrazione comunale ha programmato fino al 7 gennaio 2018 una serie di eventi, riuniti nei cartelloni denominati “Città in festa 2017-18” e “Ice Village;

> nell’ambito delle politiche di animazione delle proprie attività, ai sopracitati eventi si affiancherà tutta una serie di iniziative promosse dai singoli locali per festeggiare l’arrivo del nuovo anno;

> i suddetti eventi, previsti in modo particolare nel centro cittadino, richiameranno un numero significativo di persone, tra cui molte famiglie che affolleranno i locali e gli spazi pubblici;

CONSIDERATO che:

> nel periodo in oggetto, il prevedibile e consistente afflusso di persone in detti luoghi,  richiede idonee e specifiche misure di prevenzione per scongiurare e, se del caso, reprimere comportamenti contra legem verso chiunque;

> è consolidata l'abitudine in questi giorni, da parte di numerose persone, soprattutto delle fasce giovanili, di portarsi presso i locali e le aree pubbliche, allo scopo di consumare bevande anche alcoliche, al fine di festeggiare le imminenti festività;

>      tali comportamenti, che spesso sfociano in atteggiamenti e condotte scorretti o prevaricanti, rendono evidente la necessità di coordinare interventi quotidiani di sensibilizzazione all’utilizzo appropriato degli spazi pubblici, reprimendo comportamenti illeciti e prevaricanti legati, nella maggior parte dei casi, all’abuso di sostanze alcoliche in un arco temporale tendenzialmente circoscritto;

> l’esiguità della superfici di somministrazione in rapporto al numero degli avventori dei pubblici esercizi che operano in zona genera, in queste circostanze, il verificarsi di assembramenti che i titolari delle attività non sono in condizione di gestire se non adeguatamente coadiuvati da personale addetto;

> questi assembramenti oltre a risultare d’impedimento per la circolazione stradale nelle vie interessate e per lo stesso accesso dei residenti alle proprie abitazioni, sono fonte di schiamazzi, urla, suoni e rumori molesti che arrecano disturbo alla quiete pubblica compromettendo il riposo delle persone ed incidono in maniera determinante sulle condizioni di degrado dei luoghi interessati e del contesto circostante al punto di costituire una vera e propria minaccia per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana;

> per motivi di ordine e sicurezza pubblica ed a tutela della pubblica incolumità nonché per prevenire possibili episodi di vandalismo e di violenza, l'utilizzo di contenitori in vetro o lattine può rivelarsi fonte di pericolo;

PRESO ATTO delle indicazioni espresse nella riunione del tavolo tecnico del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza riunitosi il 27 novembre scorso, nel quale, tra l’altro, è stata evidenziata la necessità di predisporre provvedimenti al fine di prevenire i fenomeni sopra descritti e nel contempo intensificare ulteriormente il già virtuoso circuito informativo-collaborativo tra le forze dell'ordine per implementare i servizi di controllo attraverso un dispositivo di prevenzione interforze per il periodo in oggetto nei punti più critici della Città;

RICHIAMATI:

> il D.L. 20/02/2017 n. 14, come convertito nella L. 18/04/2017 n. 48, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, nell'ambito degli interventi e degli strumenti volti a rafforzare la sicurezza in città e la vivibilità dei territori, nonché il mantenimento del decoro urbano, ha modificato gli artt. 50 e 54 del DLgs 18/08/2000 n. 267 “Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”;

> l’art. 50, comma 7-bis, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 Testo Unico delle Leggi sull'ordinamento degli enti locali, come modificato ed integrato dall’articolo 8 - comma 1 - lettera a/2 del D.L. n.14/2017 convertito con modificazioni nella Legge 48/2017, il quale dispone che “Il Sindaco, al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti nonché dell'ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, nel rispetto dell'articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.”;

> la Circolare n. 555/OP/0001991/2017/1 del 7/06/2017 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno ha posto l'attenzione sulla valutazione dei dispositivi e delle misure da predisporre per la salvaguardia dell'incolumità delle persone, in particolare in occasione di pubbliche manifestazioni. Tra i punti nodali oggetto di attenzione vi è quello della “valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità”;

> il comma 2 dell’art. 31 del D.L. n. 201/2011 conv. L. 214/2011, fissa i limiti possibili alla libertà di apertura degli esercizi commerciali nella tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente ivi incluso quello urbano e dei beni culturali;

> il comma 2 dell’art. 34 dello stesso D.L. n. 201/2011 conv. L. 214/2011 e, nello stesso senso anche il comma 4, rimarca che “la disciplina delle attività economiche è improntata al principio di libertà di accesso, di organizzazione e di svolgimento fatte salve le esigenze imperative di interesse generale costituzionalmente rilevanti e compatibili con l’ordinamento comunitario nel rispetto del principio di proporzionalità”;

> il comma 2 dell'art. 1 del D.L. n. 1/2012 conv. L. 27/2012 stabilisce che le “disposizioni recanti vincoli all’accesso e all’esercizio delle attività economiche sono interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale, alla stregua dei principi costituzionali per i quali l’iniziativa economica privata è libera secondo condizioni di piena concorrenza e pari opportunità….e ammette solo limiti, i programmi e controlli necessari ad evitare possibili danni alla salute, all’ambiente, al paesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e possibili contrasti con l’utilità sociale, con l’ordine pubblico, con il sistema tributario e con gli obblighi comunitari ed internazionali della Repubblica”;

> la Direttiva 2006/123/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio (c.d. Direttiva Bolkestein) riconosce, quali limiti di accesso alle attività di servizi ed al loro esercizio, i “motivi d'interesse generale”, riconosciuti dalla Corte di Giustizia Europea, tra i quali “l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza, l'incolumità pubblica, la sanità pubblica, la tutela dell'ambiente, incluso l'ambiente urbano, il mantenimento dell'ordine sociale, la sicurezza stradale”, riconoscendo alle autorità amministrative la facoltà di disporre le restrizioni rese a tal fine necessarie, secondo i principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione;

> la stessa Costituzione della nostra Repubblica all’art. 41 prevede la libertà di iniziativa economica privata, stabilendo che la stessa non possa svolgersi in modo tale da creare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, ed eventuali vincoli possono essere fissati esclusivamente per motivi imperativi di interesse generale e nell’assoluto rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione;

RITENUTO che:

>      per le ragioni sopra esposte sussista la reale necessità di contrastare i comportamenti prevaricanti, aggressivi e di sostanziale inciviltà, determinati solitamente dall’abuso nell’assunzione di bevande alcoliche, che sono oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini e degli organi di stampa;

>      il periodo nel quale si verificano i fenomeni descritti e nel quale è possibile contrastarli grazie agli interventi qui proposti possa coincidere, vista anche l’imminenza delle festività natalizie e di fine anno, con quello compreso tra il 23 dicembre 2017 e il 7 gennaio 2018;

PRESO ATTO di quanto ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 5 marzo 2015 n. 9633, “che la giurisprudenza di legittimità ha reiteratamente affermato che il gestore di un esercizio commerciale è responsabile del reato di cui all’art. 659 c.p., comma 1, per i continui schiamazzi e rumori provocati dagli avventori dello stesso, con disturbo delle persone. Infatti la qualità di titolare della gestione dell’esercizio pubblico comporta l’assunzione dell’obbligo giuridico di controllare che la frequentazione del locale da parte dei clienti non sfoci in condotte contrastanti con le norme concernenti la polizia di sicurezza. Perché, però, l’evento possa essere addebitato al gestore dell’esercizio commerciale è necessario che esso sia riconducibile al mancato esercizio del potere di controllo e sia quindi collegato da nesso di causalità con tale omissione.”;

CONSIDERATO che la totale liberalizzazione degli orari di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande non si esaurisce nel semplice rapporto fra imprese concorrenti e in quelle tra imprese e consumatori, ma implica tutta una serie di problematiche, quali i rapporti tra i tempi di vita e i tempi di lavoro, la sicurezza urbana, la quiete e l’ordine pubblico;

RILEVATO che, nel bilanciamento degli interessi in gioco, il diritto alla tutela della salute pubblica, del benessere psicofisico, il riposo e la quiete dei residenti e, più in generale, l’interesse al mantenimento di un adeguato livello sicurezza urbana e della incolumità pubblica, per i quali le circostanze di fatto ed i comportamenti sopra descritti costituiscono una seria minaccia, assumono un’obiettiva preminenza rispetto all’interesse/diritto allo svolgimento della attività d’impresa;

DATO ATTO che, stante l’oggettiva impossibilità di notiziare del presente provvedimento in forma specifica tutti i gestori di pubblici esercizi, circoli privati ed esercizi commerciali presenti nell’area di vigenza del presente atto, si provvederà ad informare circa i contenuti dell’atto medesimo le associazioni di categoria degli esercenti dei pubblici esercizi e degli esercizi commerciali interessati e a darne comunicazione sul sito istituzionale;

DATO ATTO altresì che:

> l'adozione del presente provvedimento è stata comunicata al Prefetto e al Questore di Ascoli Piceno;

> con la presente ordinanza il Sindaco interviene in assenza di una compiuta regolamentazione adottata secondo le modalità previste dalla vigente normativa;

VISTO l’art. 7bis del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267 che stabilisce le sanzioni per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti e delle ordinanze comunali;

VISTA la Legge n. 241/1990;

VISTO lo Statuto comunale;

O R D I N A

 

per i motivi indicati in premessa, negli ambiti territoriali sotto specificati ed in tutti i giorni della settimana:

a chiunque risulti, a vario titolo ed in forme diverse, autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande anche attraverso distributori automatici o in circoli privati, e/o alla vendita al dettaglio, anche in qualità di artigiano, di bevande confezionate in contenitori di vetro o lattine e/o alcoliche e superalcoliche:

> è fatto divieto:

1. di vendere per asporto bevande in contenitori di vetro e lattine dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del giorno successivo;

2. di somministrare o vendere bevande alcoliche e superalcoliche per l’asporto in qualsiasi contenitore dalle ore 24:00 alle ore 6:00 del giorno successivo;

> è fatto obbligo:

3. di prevenire o impedire la consumazione di dette bevande al di fuori del locale di vendita e/o somministrazione e al di fuori delle relative superfici attrezzate, pubbliche o private, di pertinenza del locale medesimo, dalle ore 24:00 alle ore 6:00 del giorno successivo;

4. di promuovere una campagna di sensibilizzazione sull'educazione al bere, sul contenimento delle emissioni sonore e sul contenuto della presente ordinanza, attraverso l'esposizione di idonea cartellonistica sulle norme di convivenza civile;

5. di provvedere alla completa pulizia ed igiene degli spazi esterni antistanti ed adiacenti agli esercizi, evitando esposizione o accumuli di rifiuti e mettendo a disposizione degli avventori idonei contenitori per i mozziconi di sigaretta, da svuotare costantemente;

6. di prevenire o impedire nelle ore serali o notturne comportamenti chiassosi da parte degli avventori nelle aree esterne l’esercizio, richiedendo, se necessario, l’intervento delle Forze dell’Ordine;

7. di provvedere, salvo impedimenti di carattere oggettivo, nell'orario di chiusura dell'esercizio e nei periodi di chiusura per ferie o di chiusura forzata per altri motivi, a rendere inutilizzabili da parte di eventuali passanti gli arredi, tavoli, sedie e ombrelloni, presenti all'esterno dei locali, avendo cura che le relative operazioni, specie se effettuate in orario serale e notturno, si svolgano in modo da non disturbare il riposo delle persone.

E’ altresì vietato, dalle ore 24:00 alle ore 6:00, il consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche o aperte al pubblico, ricadenti negli ambiti territoriali indicati nella presente ordinanza. Le bevande, prive di gradazione alcolica, potranno essere consumate nelle suddette aree, esclusivamente, se contenute in bicchieri di carta e plastica.

Limitatamente alle aree interessate dalla manifestazione “Capodanno in Piazza” ed esclusivamente per la notte tra il 31 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018 l’orario di vigenza del divieto di cui al punto precedente è posticipato alle ore 1:00.

Le prescrizioni di cui sopra si applicano nel periodo intercorrente tra il 23 dicembre 2017 e il 7 gennaio 2018 nelle porzioni di territorio di seguito indicate, come da planimetria allegata:

a) nell'area perimetrata a nord da Via Carducci e Via Marin Faliero, a sud dal Torrente Albula, a ovest da Corso Mazzini e Corso Cavour ed ad est dalla Linea di battigia e dalla Banchina di riva del porto;

b) nell'area ricadente nelle fasce di profondità pari a mt. 50 dai limiti della carreggiata ad est e ad ovest delle seguenti vie: viale Trieste – viale G. Marconi – viale Europa – viale Rinascimento – Piazza Salvo d'Acquisto - via S. Giacomo.

Si richiamano le disposizioni:

·   dell’art. 689 del Codice Penale e dell’art. 14-ter della legge 125/2001 contenenti il divieto di somministrare e vendere bevande alcoliche ai minori, ribadendo l’obbligo per il gestore di chiedere l’esibizione del documento d’identità in caso di incertezza sull’età dei richiedenti;

·   dell’art. 691 del Codice Penale che punisce, con l'arresto da tre mesi a un anno, chiunque somministra bevande alcooliche a una persona in stato di manifesta ubriachezza, comportando, qualora il colpevole sia il gestore, la sospensione dall'esercizio;

·     dell’art. 6 – comma 2 – del D.L. 117/2007 convertito in Legge 160/2007, come modificata dall’art. 54 della Legge 120/2010 che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 3:00 alle ore 6:00.

La violazione degli obblighi e prescrizioni della presente ordinanza, salvo che non costituiscono più grave reato, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 7bis del Dlgs 267/2000 da € 25,00 a € 500,00, in l’applicazione dei principi di cui alla Legge 689/1981.

Il presente provvedimento, reso pubblico mediante pubblicazione all’Albo Pretorio Comunale, viene trasmesso alla Prefettura per l’adozione - ai sensi dell’art. 13 della L. 121/1981 - delle azioni di coordinamento e delle necessarie comunicazioni alle Forze di Polizia, nonché alla Questura di Ascoli Piceno e al locale Comando di Polizia Municipale.

Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso entro 60 giorni dalla sua pubblicazione all'Albo Pretorio, avanti il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, ai sensi del D.Lgs. n. 104 del 2/7/2010. In via alternativa è proponibile, entro 120 giorni dalla stessa data, il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, ai sensi del D.P.R. 24/11/1971, n.1199. 


Originale

Ordinanza Sindacale

N. 55 data 22/12/2017

Classifica VIII

Oggetto:    DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI UTILIZZO E VENDITA DI FUOCHI PIROTECNICI.

 

 

 

IL SINDACO

PREMESSO che si è consolidata nel tempo l'usanza, nel corso delle festività natalizie e di fine anno, di utilizzare all'interno del territorio comunale artifici pirotecnici di ogni categoria;

CONSIDERATO che il miglioramento della qualità dell'aria attraverso la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera costituisce azione prioritaria ai fini della tutela e protezione della salute dei cittadini e dell'ambiente;

PRESO ATTO che:

·      con Deliberazione di Giunta Regionale n. 1629 del 27/12/2016, sono state stabilite le misure ed i provvedimenti contingenti da applicare, per la riduzione del rischio di superamento dei valori limite di concentrazione, nell'aria ambiente, del Pm1O e di NOx, nelle zone urbane del territorio regionale a rischio di superamento dei suddetti limiti di normativa, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull'ambiente nel suo complesso, e ciò in attuazione del Piano di Azione di cui alla DACR 52/2007;

·      con Ordinanza Sindacale n. 9 del 24/03/2017 sono stati adottati i provvedimenti contingenti per la riduzione della concentrazione degli inquinanti nell’area ambiente di cui alla DGR sopra citata;

CONSIDERATO che studi epidemiologici condotti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, stimano che il persistere delle alte concentrazioni dell'inquinante atmosferico Pm10 si rivela pregiudiziale per la salute, incidendo sfavorevolmente sulla qualità della vita di chi quell'aria è costretto a respirare;

TENUTO CONTO che:

·    in questa condizione è importante ridurre ogni ulteriore possibile fonte d'immissione di gas e particolari atmosferici. Tra queste fonti si richiamano, per il loro peso in termini quantitativi e qualitativi, i fuochi artificiali e i giochi pirotecnici di fine anno;

·    i predetti articoli pirotecnici rappresentano una fonte molto importante d'inquinamento e determinano il raggiungimento dei valori di picco elevati e un notevole peggioramento dei valori di qualità dell'aria in atmosfera nelle ore e nelle giornate immediatamente successive ai fuochi, con particolare riferimento alle polveri sottili (Pm10);

RILEVATO che, come evidenziato da diverse ARPA regionali, anche la qualità degli inquinanti prodotti negli scoppi (presenti nelle polveri sottili) è particolarmente nociva per la salute, contenendo valori non trascurabili di potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, bromo e piombo;

TENUTO CONTO dell'incremento delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera e la loro permanenza nel tempo dipendono anche dalle condizioni meteorologiche, è particolarmente importante limitare al massimo o vietare, anche ai sensi di quanto previsto dalla legge in ordine ai poteri attribuiti al Sindaco, l'utilizzo di articoli pirotecnici;

CONSIDERATO altresì:

- che la cronaca degli ultimi anni ha messo in evidenza come molti incidenti, in occasione dell’uso (spesso improprio o imprudente) di prodotti pirotecnici ad effetto scoppiante (botti, petardi e simili), siano fortemente legati ad una immissione, vendita ed utilizzo illegale di tali prodotti ovvero al loro uso da parte di minori o di persone che comunque non possiedono i richiesti requisiti personali o professionali per operare in sicurezza;

- che esiste un oggettivo pericolo, anche per i petardi per i quali è ammessa la vendita al pubblico, trattandosi, pur sempre, di materiali esplodenti, che, in quanto tali, sono comunque in grado di provocare danni fisici, anche di rilevante entità, sia a chi li maneggia, sia a chi ne venisse fortuitamente colpito;

- che tali prodotti pirici, seppure di libera vendita, sono comunque potenzialmente idonei a causare danni materiali e fisici se non impiegati nel rigoroso rispetto delle regole precauzionali previste in quanto sono in grado di produrre effetti di calore, luminosi, sonori, gassosi o fumogeni anche di particolare intensità, a causa delle reazioni chimiche dei loro componenti;

- che spesso gli utilizzatori di detti prodotti risultano essere soggetti minorenni che tendenzialmente trascurano più facilmente degli adulti l’osservanza delle misure minime di sicurezza stabilite al fine di evitare disturbo, pericolo e danni a se stessi, alle persone che possono trovarsi nelle vicinanze, agli animali e alle cose;

PRESO ATTO di quanto espressamente disposto dal Ministero dell’Interno con Circolare n. 557/PAS/U/017785/XV.H.8 del 6/12/2017 in relazione alla vigilanza sulla produzione, commercio e vendita di artifici pirotecnici in vista delle festività di fine anno;

CONSIDERATO inoltre in ultimo il valore dell'iniziativa che vorrà assumere anche in relazione al positivo effetto delle misure sull'incolumità e il benessere delle persone oltreché degli animali domestici e della fauna in genere nonché sulle cose e sul patrimonio pubblico e privato;

RILEVATO che:

- nella definizione delle misure di prevenzione occorre tenere conto che i Comuni, in base alla vigente normativa, non possono vietare, in via generale ed assoluta, la vendita sul territorio di artifici pirotecnici negli esercizi a ciò abilitati, quando si tratti di prodotti dei quali è consentita la commercializzazione al pubblico, purché, ovviamente, siano rispettate le modalità prescritte per tale vendita;

- comunque, occorre salvaguardare gli spettacoli pirotecnici autorizzati, realizzati da professionisti secondo i più stretti dettami di sicurezza, in quanto espressione di cultura e arte che sono universalmente apprezzate e che positivamente si ascrivono al bagaglio delle migliori tradizioni popolari;

- la Prefettura – U.T.G. di Ascoli Piceno, con nota inviata via PEC prot. n. 50368/2015/Area1 del 14 dicembre c.a., ha trasmesso a questa Amministrazione la circolare del Ministero dell’Interno n. 557/PAS./U/0017791/XV.H.8 del 9 dicembre 2015, che richiama l’attenzione sulla necessità di predisporre attività di prevenzione e vigilanza sulla produzione, commercio e detenzione di manufatti pirotecnici;

POSTO che l’Amministrazione Comunale, ritenendo comunque insufficiente e realisticamente non esaustivo il ricorso ai soli strumenti coercitivi, intende appellarsi soprattutto al senso di responsabilità individuale ed alla sensibilità collettiva, affinché ciascuno sia pienamente consapevole delle implicazioni e delle conseguenze che tale consuetudine può avere per la sicurezza sua e degli altri, e possa anche decidere, in piena libertà, di abbandonarla;

VISTI:

-il T.U.L.P.S. ed in particolare gli articoli da 46 a 57 in materia di materiale esplodente;

-in particolare il suddetto art. 57 che prevede: “Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa. E’ vietato sparare mortaretti e simili apparecchi.”

-gli articoli 659 (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) 674 (Getto pericoloso di cose) 679 (Omessa denuncia di materie esplodenti) e 703 (Accensioni ed esplosioni pericolose) del codice penale;

FERMO RESTANDO il divieto generale imposto dall’articolo 74 del Regolamento di Polizia Urbana, approvato con Deliberazione di C.C. n. 178 del 15.10.1969, e successive modificazioni di accendere polveri o liquidi infiammabili, fuochi artificiali, falò e simili senza l’autorizzazione dell’ Autorità di P.S. ;

PRESO ATTO che:

·        tra le considerazioni in premessa la Direttiva 2013/29/UE, al punto 16), si legge “L’impiego di articoli pirotecnici e in particolare di fuochi d’artificio rientra in abitudini e tradizioni culturali notevolmente divergenti in ciascuno Stato membro. Occorre quindi lasciare agli Stati membri la possibilità di adottare disposizioni nazionali per limitare l’uso o la vendita al pubblico di certe categorie di articoli pirotecnici, tra l’altro per ragioni di pubblica sicurezza o di salute e incolumità delle persone”;

·        l’art. 4 - comma 2 - della medesima direttiva recita inoltre: “La presente direttiva non osta a provvedimenti da parte di uno Stato membro volti a vietare o limitare il possesso, l’uso e/o la vendita al pubblico di fuochi d’artificio di categoria F2 e F3, articoli pirotecnici teatrali e altri articoli pirotecnici che siano giustificati per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza, salute e incolumità delle persone, o protezione dell’ambiente.”;

·        l’art. 1 - comma 3 - del Decreto Legislativo 29/07/2015 n. 123 “Attuazione della Direttiva 2013/29/UE concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici” ribadisce come:”Le disposizioni del presente decreto non ostano all’adozione di misure di pubblica sicurezza idonee a rafforzare la prevenzione e la repressione del traffico e dell’impiego pirotecnici.”;

ATTESO inoltre che le indicazioni contenute nell’allegato I comma 5 lettera b) punto i) e lettera c) punto i) del citato D.Lgs. 123/2015, indica in mt. 8 la distanza minima di sicurezza fissata per i dispositivi pirotecnici della Ctg. F2 ed in mt. 15 quella degli articoli di Ctg. F3, con conseguente intrinseca pericolosità per l’eventuale uso improprio in ambienti chiusi quali quelli che solitamente caratterizzano al loro interno le civili abitazioni, nelle quali oltretutto è frequente la presenza di minori e/o anziani;

CONSIDERATA, pertanto, l’opportunità di regolamentare l’impiego e la vendita dei prodotti pirotecnici a partire dalla data di pubblicazione della presente ordinanza e fino a tutto il 1° gennaio 2018, al fine di tutelare e proteggere la salute dei cittadini e dell'ambiente nonché contenere e prevenire le situazioni di pericolo e danno alle persone, agli animali e alle cose, di disturbo alla quiete pubblica;

VISTO quanto previsto dal comma 4° dell'art. 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il quale attribuisce al Sindaco il potere di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire gravi pericoli che minaccino l’ordine e la sicurezza urbana, dandone preventiva comunicazione al Prefetto;                                           

VISTO il Decreto del Ministro dell’Interno 5 agosto 2008 che prevede la possibilità per i Sindaci di intervenire con proprie ordinanze ex art. 54, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per prevenire e contrastare le situazioni che determinano lo scadimento della qualità urbana in relazione all’incolumità pubblica intesa come integrità fisica della popolazione;

EFFETTUATA comunicazione preventiva del presente provvedimento al Prefetto di Ascoli Piceno, ai sensi dell’art. 54, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

DATO ATTO che:

> l'adozione del presente provvedimento è stata comunicata al Questore di Ascoli Piceno;

> con la presente ordinanza il Sindaco interviene in assenza di una compiuta regolamentazione adottata secondo le modalità previste dalla vigente normativa;

VISTO il Decreto Legislativo 29 luglio 2015 n. 123 in materia di attuazione della direttiva 2013/29/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici;

VISTO l’art. 7bis del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267 che stabilisce le sanzioni per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti e delle ordinanze comunali;

VISTA la legge n. 689 del 24/11/1981 e successive integrazioni e modificazioni;

VISTA la Legge n. 241/1990;

VISTO lo Statuto comunale;

 

O R D I N A

a partire dalla data di pubblicazione della presente ordinanza

e fino a tutto il 1° gennaio 2018

 

 

1.  Il divieto di utilizzo, al di fuori degli spettacoli autorizzati agli operatori professionali di cui al D.Lgs. 29 luglio 2015 n. 123, di ogni tipo di fuoco d'artificio, in luogo pubblico e anche in luogo privato ove, in tale ultimo caso, possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici su luoghi pubblici o su luoghi privati appartenenti a terzi non consenzienti, nonché di articoli pirotecnici teatrali e di altri articoli pirotecnici per scopi diversi da quelli cui gli articoli stessi sono espressamente destinati;

2.  Il divieto di utilizzo di fuochi pirotecnici, non posti in libera vendita, nei luoghi privati, senza la licenza di cui all'art. 57 TULPS;

3.  Il divieto di vendita, in forma ambulante, di ogni tipo di fuochi d'artificio, ivi compresi gli ex fuochi di libera vendita ora obbligatoriamente classificati in una delle suddette categorie. In particolare è vietata la vendita di quelli che abbiano effetto scoppiante, crepitante o fischiante, tipo rauto o petardo ed esclusi i prodotti del tipo fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, petardini da ballo, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole e pallone luminose;

4.  Il divieto di vendita al pubblico dei prodotti destinati agli operatori professionali di cui all'art. 4 del D.Lgs. 29 luglio 2015 n. 123.

5.  Il divieto di cedere a qualsiasi titolo o far utilizzare in qualsiasi condizione a minori di anni 14 i fuochi d'artificio di categoria F1 e superiori e a quelli di anni 18 i fuochi d'artificio di categoria F2 e F3 e gli articoli pirotecnici teatrali di categoria T1 e P1 del D.Lgs. 29 luglio 2015 n. 123;

  D I S P O N E

che gli esercizi di vendita al dettaglio non muniti di licenza P.S. ex art. 47 T.U.L.P.S. (ad es. tabaccai, cartolerie, supermercati, ecc.) e non soggette a certificato prevenzione incendi, possono detenere articoli pirotecnici di cui alla lettera C) della Circolare del Ministero dell'Interno n. 557/PAS./U/0017791/XV.H.8 del 9 dicembre 2015, esclusivamente in locali (dove non è permesso l'accesso al pubblico) dotati di un idoneo apparecchio portatile di estinzione incendi. L'accesso allo stesso deve avvenire tramite porta incombustibile.

R A C C O M A N D A

a) di non raccogliere botti, petardi, o qualsiasi artificio inesploso, né tantomeno di provare a riaccenderli;

b) agli esercenti la patria potestà di vigilare affinché i minori non facciano uso o detengano materiali esplodenti, al fine di scongiurare i gravi pericoli derivanti da utilizzo improprio o maldestro;

A V V E R T E  C H E

Salvo che il fatto non costituisca reato, per le violazioni alla disposizioni contenute nella presente ordinanza si applica la sanzione amministrativa prevista dall’art. 7-bis del D.Lgs. 267/2000 da euro 25,00 ad euro 500,00, ai sensi e secondo le procedure previste dalla L. 689/1981.

In caso di inosservanza della presente ordinanza da parte di titolari di licenza di polizia, si procederà, oltre all’irrogazione della sanzione pecuniaria di cui sopra, a disporre la sospensione della licenza per giorni 10 (dieci).

Il presente provvedimento, reso pubblico mediante pubblicazione all’Albo Pretorio Comunale, viene trasmesso alla Prefettura per l’adozione - ai sensi dell’art. 13 della L. 121/1981 - delle azioni di coordinamento e delle necessarie comunicazioni alle Forze di Polizia, nonché alla Questura di Ascoli Piceno e al locale Comando di Polizia Municipale.

Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso entro 60 giorni avanti il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, ai sensi del D.Lgs. n. 104 del 2/7/2010. In via alternativa è proponibile, entro 120 giorni, il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, ai sensi del D.P.R. 24/11/1971, n.1199.

D E M A N D A

Alla Polizia Municipale di vigilare sull’osservanza della presente ordinanza e di applicare le sanzioni ivi previste, fatto salvo il rapporto all’Autorità Giudiziaria qualora il fatto costituisca reato.

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