Segnali estremamente positivi dalle valute dei mercati emergenti

Redazione Picenotime

16 Aprile 2018

Nel corso del 2018 queste valute potrebbe garantire utili degni di nota agli investitori che dimostrano di apprezzarle


Di fatto dati economici e valutazioni consentono di rilevare un'interessante opinione a favore delle valute appartenenti ai mercati emergenti.

Un apprezzamento che nel corso del 2018 potrebbe garantire utili degni di nota agli investitori che dimostrano di credere in queste valute.


All'argomento ha dedicato molto spazio Swissquote, grazie agli interventi di due analisti di pregio come Peter Rosenstreich, Chief FX Analyst, e Vincent Mivelaz Market Analyst.


"In mezzo a tutto il rumore, l’inflazione debole e la crescita globale solida sono positive per determinate valute dei mercati emergenti: si dovrebbero acquistare sui minimi MXN, THB, INR, IDR e ZAR" – ha sottolineato Peter Rosenstreich che ha proseguito parlando diffusamente dei timori di una guerra commerciale "rientrati dopo le parole concilianti e ottimistiche pronunciate dal presidente cinese Xi Jinping al Forum Boao per l’Asia".


Quello che attraversano i mercati è un momento estremamente complesso

E se "l’azionario globale ha compiuto un rimbalzo sulla reazione positiva del presidente USA Donald Trump ai commenti" quello che attraversano i mercati è un momento estremamente complesso.

Peter Rosenstreich, Chief FX Analyst presso Swissquote, spiega che i "mercati sono ancora nervosi, come dimostra l’USD/RUB, che ha superato quota 64,20. In generale, i mercati forex rimangono incostanti e difficili da decifrare".


Sui mercati pesano novità importanti, non ultime quelle relative ai dati resi noti in merito alla produzione manifatturiera nel Regno Unito diminuita dello 0,2%.


Sul fronte italiano tante incertezze

Il nostro paese attraversa chiaro un momento di incertezza, a parlarne è anche Vincent Mivelaz Market Analyst Swissquote.


"Dopo le elezioni di marzo – spiega dettagliatamente Vincent Mivelaz - e il lento processo per formare un governo, l’economia italiana mostra segni di debolezza. Il rallentamento dell’indice dei prezzi alla produzione e della produzione industriale di febbraio su base mensile, pari rispettivamente allo 0,30% e al -0,50% (dati precedenti: 0,80% e -1,80%) fa emergere una depressione del morale nel settore manifatturiero, dovuta all’attuale incertezza politica".


Di fatto, come si legge confrontando i dati "a restare indietro sono stati soprattutto i beni di consumo (-2,40%; precedente: +0,10%), invece l’energia è passata in territorio positivo (+8,10%; precedente: -6,90%). Gli indici di fiducia sul manifatturiero e sull’economia di marzo sono calati a 109,1 e 106 punti (precedente: 110,4 e 108,5), confermando una visione pessimistica sulla crescita".


In generale l'economia italiana vanta una situazione stabile

Osservando più da vicino l'economia italiana Vincent Mivelaz sottolinea che in generale si tratta di una realtà piuttosto stabile.

Entrando nel merito l'analista Swissquote sottolinea che "il tasso di disoccupazione è ai minimi da sei anni (10,90% a febbraio), l’inflazione sta accelerando (indice dei prezzi al consumo di marzo a/a: +1,10%) e sta migliorando la fiducia dei consumatori (a marzo 2018 pari a 117,50 punti, massimo dal 31 gennaio 2016)".


La situazione permette di dare credito ad visione positiva sull'Eurozona.


Il cambio "EUR/USD prosegue la sua traiettoria rialzista la coppia è rimbalzata dal minimo a 1,2215 e si sta dirigendo nel breve termine verso la fascia a 1,2390 (media mobile a 200 giorni: 1,1963)".


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