Sono oltre 2000 gli architetti residenti nelle Marche. Prima provincia Ascoli con 667 iscritti

Redazione Picenotime

29 Giugno 2018

Giuseppe Cappochin

Secondo l’ultima analisi redatta i primi di giugno 2018 dall’Albo Unico del CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori), gli architetti residenti in Italia sono oltre 155 mila e di questi 2898 sono nelle Marche. La provincia con il maggior numero di professionisti è quella di Ascoli Piceno, con 667 iscritti. Questi sono i numeri che emergono dallo studio effettuato in occasione dell’VIII Congresso Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani "Abitare il Paese Città e Territori del Futuro Prossimo" che si terrà a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, dal 5 al 7 luglio. Un appuntamento nel corso del quale - a dieci anni dall’ultimo Congresso tenutosi a Palermo - il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori intende offrire un significativo contributo sul futuro dell'abitare, delle città e dei territori, proponendo una nuova visione della qualità della vita urbana e illustrando nuovi progetti da presentare al Governo.  

Durante il Congresso saranno presentati principi per proposte di legge concrete, una sullo sviluppo della città e l’altra sull’architettura e sulla cultura dello spazio costruito e del territorio, per rispondere all’esigenza di disegnare con urgenza la nuova città digitale. Uno degli obiettivi principale del Congresso è, infatti, quello di far germogliare un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, armonizzando tra loro tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione e la tutela dell’ambiente come impegno a favore delle generazioni future.

“Abbiamo fortemente voluto questo Congresso – dichiara Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti – per promuovere, a larga scala, nell’interesse del Paese, una nuova cultura dell’architettura e della costruzione di qualità, che rafforzi attivamente la coesione sociale, garantisca la sostenibilità dell’ambiente e contribuisca alla salute e al benessere di tutta la popolazione e, conseguentemente, per riflettere sulle prospettive, opportunità e responsabilità che hanno in generale i professionisti e, in particolare, i giovani architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori che oggi si affacciano al mondo della professione: agli architetti di domani saranno richieste non solo una preparazione tecnica, ma anche competenze di gestione manageriale, tecnologica, digitale, di intelligenza artificiale. Così come è realtà il mondo dell’Industria 4.0, abbiamo avuto oggi la conferma che, anche per gli Studi e i singoli professionisti, si sia alle soglie dei Servizi 4.0.” 

Nelle Marche, come in tutta Italia, il numero degli architetti uomini è superiore a quello delle donne, ma le generazioni più giovani stanno facendo registrare un’inversione di marcia. Ad Ancona, per esempio, tra i professionisti “over 51” si contano 207 uomini e 84 donne, ma il dato cambia considerevolmente andando ad analizzare i numeri degli “under 30” che vedono le architette di molto superiori agli architetti, 21 contro 3. Le donne architetto nelle Marche sono 1.354, gli uomini, invece, 1.544.  

“Anche nel nostro Paese, così come avviene nella maggior parte dei Paesi europei, devono essere messi in atto imponenti programmi di rigenerazione urbana incentrati sulla cultura dello spazio edificato - afferma Giuseppe Cappochin - che richiede un giusto equilibrio tra gli aspetti culturali, sociali, economici, ambientali e tecnici della pianificazione, della progettazione, della costruzione e del riuso adattivo, nell’interesse pubblico del bene comune. Per realizzare rigenerazioni di città che diventino sempre più luoghi desiderabili dove vivere, lavorare, incontrarsi, formarsi, conoscere e divertirsi: un luogo attrattivo, dunque, da tutti i punti di vista. Una città che risponda alla nuova fase di trasformazione che stiamo vivendo attraverso fenomeni come la globalizzazione, la digitalizzazione e l’urbanizzazione che stanno modificando l’economia, la società, il quadro demografico e ambientale.  Tutto ciò – conclude Cappochin – con la consapevolezza della peculiarità e della eterogeneità delle città e dei territori italiani, dei loro bisogni e soprattutto di come la buona architettura rappresenti un bene comune dal punto di vista culturale, sociale ed economico.”

Al Congresso parteciperanno, tra gli altri, Paolo Stella Richter, avvocato cassazionista, Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Gil Penalosa, ex Sindaco di Bogotà, Direttore e Presidente del Consiglio Esecutivo 8-80 Cities su “Creating Vibrant and Healthy Cities for All”, Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme, Mario Abis, sociologo, professore di Statistica e Ricerche Psicosociali Università IULM di Milano, Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore; Michele Dall’Ongaro, Presidente – Sovrintendente Accademia Nazionale di Santa Cecilia, João Nunes, architetto, paesaggista, fondatore e CEO di PROAP, Andreas Kipar, architetto, paesaggista, fondatore e CEO di LAND, Hans Kollhoff, architetto e professore.


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