''Giornata Nazionale del Veicolo d'Epoca'' ad Ancona con auto da tutte le Marche

Redazione Picenotime

24 Settembre 2018

Il colpo d’occhio su Piazza Roma e Corso Garibaldi con le oltre sessanta colorate auto e moto d’epoca dei collezionisti marchigiani ha attirato l’attenzione degli appassionati venuti appositamente e i curiosi che non si sono fatti mancare i selfie tra gli splendidi esemplari in mostra. Tra le gradite visite quelle del vicesindaco di Ancona Pierpaolo Sediari che ha dimostrato interesse e vicinanza al movimento e le telecamere di Raitre per un servizio per il TG regionale. Tra le auto e le moto gli stendardi dei club marchigiani federati ASI, che hanno preso parte alla Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca indetta dall’Automotoclub Storico Italiano e festeggiata lungo lo stivale, in città e province sedi dei club. Tra le intenzioni degli organizzatori la volontà di valorizzazione la conservazione di un patrimonio storico, un autentico museo viaggiante di stile e tecnologia prodotto da case e firme che hanno dato lustro all’Italia nel mondo. Per questo c’è stato l’incontro nella sala ex-Cobianchi sotto Piazza Roma dove hanno preso la parola i presidenti del club CAEM/Lodovico Scarfiotti di Recanati, del CAMSA di Ancona, di Le Veterane di Fossombrone, la Scuderia Marche di Macerata, l’ASP/Dorino Serafini di Pesaro, La Manovella del Fermano, in rappresentanza anche degli altri otto club marchigiani e dei circa 6000 soci ASI.

All’incontro c’è stata la presenza, promossa dal CAEM, di Moreno Pieroni, assessore al turismo e alla cultura della Regione Marche, che ha recepito l’importanza e le peculiarità del motorismo d’epoca legato strettamente alla cultura, al turismo, alla conservazione di una storia tecnologica importante ed anche all’indotto creato dal settore. A breve i club marchigiani avranno la possibilità di sedersi ad un tavolo tecnico per risolvere le problematiche emerse.

Tra gli interventi dei presidenti quello introduttivo del padrone di casa Franco Casamassima (Camsa): “Grazie per l’adesione dei club all’idea lanciata da Carlorosi del CAEM, condivisa e apprezzata da tutti, conferendo maggior peso all’impulso sull’idea ASI. Qui in città abbiamo vicine le istituzioni, in particolare il vicesindaco e l’assessore Sparapani.”

Per Roberto Carlorosi (CAEM): “Il pensiero di unirci, che segue le precedenti riunioni tra tutti i club che abbiamo iniziato a fare due anni fa, deve contribuire a farci crescere per comuni obiettivi di prestigio. C’è inoltre da far valorizzare maggiormente il significato relativo al mantenimento di un patrimonio culturale e tecnologico e che da lavoro a tante eccellenze artigiane. Ribadisco la necessità di operare maggiormente in sinergia tra i nostri club, senza perdere le identità che ci caratterizzano.”

Per Maurizio Giovannelli (Le Veterane): “I club vivono grazie al volontariato, e le piccole entità come il nostro hanno accusato difficoltà economiche per il recente calo di iscritti. Va sicuramente studiato un accurato inserimento dei giovani, che difficilmente si appassionano del nostro settore, ma è una necessità sempre più importante da risolvere.”

E' stata poi la volta di Carlo Tamburini (ASP/Pesaro): “Da tempo stiamo organizzando eventi in collaborazione con altri club ed è una soluzione costruttiva e economicamente più premiante per i costi delle nostre attività. Va rilevato che il nostro lavoro di certificazione dei veicoli storici che ci assegna l’ASI continua ad essere volontario e gratuito, ma è un concetto da rivedere.”

Per il veterano Pino Nardi (Scuderia Marche): “Da tecnico all’interno dell’ASI sono a completa disposizione per qualsiasi consiglio riguardo i restauri e la documentazione necessaria. Va detto anche che il recupero o la conservazione dei mezzi storici anche di minor valore, ha la stessa dignità dei mezzi più importanti e apprezzati.”

Per Giovanni Ricci (La Manovella del Fermano): “Noi siamo stati in grado di avviare iniziative rivolte ai giovani ed abbiamo trovato rispondenza ed entusiasmo, questa è una strada da perseguire. Riguardo ai nostri politici regionali dobbiamo far valere l’importanza della nostre attività. Deve essere possibile abbassare i costi per chi cerca di mantenere esemplari di auto d’epoca più recenti, che altrimenti andrebbero perduti.”


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