FIGC, al Quirinale celebrati i 120 anni. Mattarella: ''Fiducioso per il futuro della Nazionale''

Redazione Picenotime

15 Ottobre 2018

Foto da Figc.it

“Pertini e Napolitano hanno assistito ai trionfi Mondiali del 1982 e del 2006, mi auguro che il mio successore possa avere la stessa sorte e credo sia possibile, vista l’ottima prova di ieri della squadra di Mancini. Sono fiducioso per il futuro della Nazionale”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato la delegazione della FIGC, ricevuta nel pomeriggio al Quirinale nell’ambito delle celebrazioni per i 120 anni della Federcalcio. L’incontro con il capo dello Stato è arrivato all’indomani del bel successo della Nazionale in Polonia, una vittoria che scaccia lo spettro della retrocessione in Nations League e permette alla squadra di Mancini di restare in corsa anche per il primo posto del girone che vale la Final Four.

Possono quindi sorridere gli Azzurri al cospetto del presidente della Repubblica, così come le ragazze della Nazionale femminile, capaci di raggiungere la qualificazione al Mondiale a vent’anni di distanza dall’ultima volta. La speranza per tutti loro è alzare un trofeo da festeggiare con i tifosi italiani, ripetendo un copione già recitato dai Campioni d’Europa del 1968 e dai Campioni del Mondo del 1982 e del 2006: da Dino Zoff a Gigi Buffon, da Gianni Rivera ad Andrea Pirlo, al Quirinale ci sono molti dei protagonisti delle pagine più belle scritte dalla Nazionale. In platea anche il Ct e il capitano della Nazionale di Beach Soccer fresca Campione d’Europa, Emiliano Del Duca e Francesco Corosiniti, e i Ct della Nazionale maschile e femminile di Futsal, Roberto Menichelli e Francesca Salvatore.

Nelle prime file, ad ascoltare le parole di Mattarella, ci sono il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti, il presidente UEFA Aleksander Ceferin, il numero uno del CONI e membro CIO Giovanni Malagò, il membro aggiuntivo della UEFA nel Consiglio della FIFA Evelina Christillin e i vertici della FIGC al completo: il commissario straordinario Roberto Fabbricini, i vice commissari Angelo Clarizia e Alessandro Costacurta, il direttore generale nonché vice presidente UEFA Michele Uva, gli ex presidenti federali Giancarlo Abete, Franco Carraro, Antonio Matarrese e Carlo Tavecchio, il candidato unico alla presidenza Gabriele Gravina e tutti i presidenti delle componenti federali. Non manca il gotha del mondo arbitrale, con i direttori di gara delle finali mondiali del 2002 e del 2014, Pierluigi Collina e Nicola Rizzoli.

Tanti i doni per il capo dello Stato, consegnati dai Ct Roberto Mancini e Milena Bertolini e da altre tre leggende azzurre come Gianni Rivera, Dino Zoff e Gianluigi Buffon: oltre alle maglie celebrative dei 120 anni delle Nazionali maschile e femminile e ad un gagliardetto autografato da tutti gli Azzurri, Mattarella ha ricevuto il Pallone della Salute, simbolo della battaglia contro il cancro portata avanti dalla FIGC insieme con la Fondazione presieduta dal Prof. Francesco Cognetti e il vino celebrativo dei 120 anni della Federazione prodotto dalla comunità di San Patrignano.

Nel suo intervento il presidente della Repubblica ha esortato a ricercare un punto di equilibrio tra gli interessi economici e l’aspetto sportivo, soffermandosi sul progresso del calcio femminile (“i sacrifici fatti resteranno, ma la sottovalutazione è scomparsa e questo è un grande risultato”) e sull’importanza di investire sui giovani: “I vivai non siano ambiti per guadagni futuri, ma luoghi dove far emergere i giovani talenti e diffondere lo sport tra tutti i ragazzi”.

“Il momento più alto delle celebrazioni per i primi 120 anni di vita della FIGC – le parole rivolte dal commissario straordinario Fabbricini a Mattarella - è rappresentato dall’essere qui oggi, grazie al suo gentile invito, ospiti nella Casa degli italiani. E questo, per tutti noi, è motivo di particolare emozione e di autentica gratitudine. Siamo qui oggi con i nostri gioielli di famiglia, una famiglia che è patrimonio della Nazione, che ha sempre rappresentato il nostro Paese regalando gioie ed emozioni, contribuendo allo sviluppo sociale e diventando uno dei simboli indiscussi della nostra amata Italia. Nel prossimo futuro speriamo di rivivere ancora altre Notti Magiche insieme al nostro presidente della Repubblica”.

In un fluente italiano, il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha speso parole d’elogio per il nostro Paese, portando il sostegno dell’organismo alla guida del calcio europeo e invitando l’Italia ad investire nelle infrastrutture sportive: “Si dice spesso che in Italia il calcio è una religione, io penso sia molto diverso. Penso che il calcio in Italia sia la più bella di tutte le storie d’amore, una storia infinita che dura da 120 anni. Una storia unica come il vostro Paese. Conosco l’enorme delusione provata dopo la mancata qualificazione al Mondiale di Russia, ma sappiate che non solo gli italiani, ma tutti gli amanti del calcio in Europa, si sono sentiti defraudati quel giorno”.

“A nome di tutto lo sport italiano – l’intervento di Giovanni Malagò - mi sento di dire che è una giornata molto bella e importante, che celebra questa lunga storia di amore e passione nei confronti dello sport più popolare. Venti regioni su ventuno vedono il calcio come la pratica più diffusa, ma non è solo un discorso di numeri e statistiche, ma anche di risultati. La prima vittoria di una squadra in un Mondiale è stata del calcio nel 1934, la prima vittoria olimpica di squadra arrivò nel 1936 sempre grazie al calcio e l’artefice fu Vittorio Pozzo, la cui storia è legata a quella del nostro Paese: parliamo di un alpino che aveva combattuto in trincea nella Prima Guerra Mondiale. Da Vittorio Pozzo a Biraghi (autore del gol decisivo ieri con la Polonia, ndr) tanti sono stati i protagonisti di questa lunga storia”.

Molto applauditi gli interventi dei capitani delle due Nazionali maggiori, Sara Gama e Giorgio Chiellini: “La nostra disciplina ha faticato a decollare e a vedersi riconosciuta – ha ricordato Gama - con le mie compagne possiamo festeggiare oggi noi stesse, i nostri sogni e chi ci aiutato a realizzarli. Grazie alle riforme attuate dalla Federazione negli ultimi tre anni, adesso tanta gente ci conosce e sa che dopo vent’anni torneremo a giocare un Mondiale”. “È un onore per tutti noi essere qui a rappresentare l’Italia calcistica – ha sottolineato Chiellini – un onore farlo da capitano raccogliendo l’eredità di Gigi Buffon. Le parole cardine sono due: unione e ripartenza, termini che possono essere riferiti anche all’Italia non calcistica. Noi come componenti della Nazionale abbiamo una grande responsabilità, essere portatori di quei valori che devono valere in ogni contesto, soprattutto nei confronti dei giovani".


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