Carabinieri Ascoli-Fermo: omicidio Maria Biancucci, arrestati anche i complici

Redazione Picenotime

21 Gennaio 2019

Dopo l’arresto avvenuto il 18/7/18 del quarantanovenne L.D., ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato della ottantenne Maria Biancucci, avvenuto a Montegiorgio l’11 marzo 2018, a culmine di una rapina in abitazione, cui si è sopraggiunti anche grazie alla prova scientifica del DNA (attività di analisi del Ris CC di Roma), i Carabinieri di Ascoli Piceno, in collaborazione con i militari della Compagnia di Montegiorgio, coordinati dalla Procura della Repubblica di Fermo, hanno proseguito le indagini per l’individuazione di tutti i possibili complici del L.D.. 

Sulla scorta delle dichiarazioni confessorie ed accusatorie rilasciate da L.D. a seguito del suo fermo, veniva individuata la figura del secondo complice, il 35enne P.S., nipote di L. D. residente ad Offida . Gli inquirenti si attivavano alla ricerca di elementi di riscontro alla chiamata in correità. 

Dall’analisi accurata dei filmati registrati dalle numerose telecamere installate sulle arterie stradali nei pressi del luogo del crimine, si accertava il transito dell’autovettura di P.S., nelle prime ore del mattino successivo al delitto, sul tratto di strada conducente all’ufficio postale di Porto Sant’Elpidio ove gli autori dell’omicidio utilizzavano la tessera postamat sottratta alla vittima; invero, i filmati del circuito di videosorveglianza dell’ATM postale riprendevano P.S. nell’atto di effettuare un prelievo dallo sportello. Sulla scorta di tali, ed altri, elementi di riscontro gravemente indizianti il GIP del Tribunale di Fermo, su richiesta della Procura della Repubblica (in persona del Procuratore della Repubblica Dott. Piscitelli e della dott.ssa Perlini, Sostituto Procuratore di Fermo e titolare del fascicolo d’indagine), emetteva nei confronti di P.S. un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in rapina e omicidio aggravati,  eseguita dai militari del Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno il 17 dicembre 2018. Nel corso della perquisizione locale eseguita nei confronti di P.S., i Carabinieri rinvenivano ulteriori e preziosi elementi di riscontro, come gli indumenti ed uno zaino utilizzati da P.S. sia durante il delitto, sia in occasione del citato prelievo al postamat.

Gli approfondimenti investigativi eseguiti dopo l’arresto di P.S. e le dichiarazioni confessorie ed accusatorie nei confronti dei correi dal medesimo rilasciate agli inquirenti, consentivano a loro volta  di appurare che l’intrusione dei due complici nell’abitazione della vittima era avvenuta impiegando una copia della chiave del portone di ingresso principale, di cui L.D. si era appropriato utilizzando un espediente per duplicarla, e che l’effrazione della finestra dell’abitazione era stato soltanto uno stratagemma per depistare le indagini.

P.S. consentiva anche di identificare il terzo ed ultimo correo, I.Z. 48enne ex compagna di L.D., avente il ruolo di autista e di palo, che aveva accompagnato L.D. e P.S. a bordo di una Y10 in prossimità dell’abitazione della vittima, attendendoli nei paraggi e monitorando l’eventuale sopraggiungere del figlio della vittima, per poi tornare a recuperarli al termine del colpo, previo segnale telefonico. Nel corso delle investigazioni, gli inquirenti trovavano riscontro a quanto riferito a carico di I.Z. raccogliendo a suo carico gravi indizi di colpevolezza che consentivano al GIP del Tribunale di Fermo, sempre su richiesta Procura della Repubblica di Fermo, di emettere nei suoi confronti ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita in data 16.1.19 dai militari del Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno. 

Con gli arresti di P.S. e di I.Z., la Procura di Fermo e i Carabinieri di Ascoli Piceno hanno messo il sigillo definitivo ad un’indagine delicatissima e complessa, relativa ad un grave fatto di sangue commesso in danno di una persona anziana e indifesa, che ha destato grande allarme sociale nel territorio.


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