Ascoli Piceno, al Teatro dei Filarmonici l'ultima tappa del tour dei Giardini di Mirò

Redazione Picenotime

16 Marzo 2019

Sarà ad Ascoli Piceno, nell'ambito del Klang Festival, l'ultima tappa del tour dei Giardini di Mirò, vera a propria leggenda della musica indipendente italiana, per presentare il nuovo disco "Different Times", uscito il 30 novembre per 42 Records.

La band emiliana sarà in concerto venerdì 22 marzo alle ore 21 al Teatro dei Filarmonici  (via delle Torri. Biglietti: 10 euro | 8 euro ridotto. Prevendite online: https://goo.gl/v6uJWp ). In apertura, i Giulia's Mother.

“Different Times” arriva dopo un’attesa lunga per una band dalla discografia sterminata, ma che nonostante gli lp, gli ep, le colonne sonore e le sonorizzazioni di film muti, non presentava un lavoro di inediti dal lontano 2012, con “Good Luck”.

Ma ora il tempo è giunto, e “Different Times” è pronto.

Ed è un ritorno in grande stile, che mantiene solidi legami con il passato ma proietta i Giardini di Mirò ulteriormente in avanti, verso un futuro luminoso e ancora da scrivere, anche grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album “Rise and Fall of Academic Drifting” e ”Punk… Non Diet!”, che da subito li avevano consacrati tra gli imprescindibili degli anni Zero.

Due anni di lavoro, la solita attenzione maniacale per i suoni, per ogni minima variazione, per ogni singolo dettaglio, il tutto finalizzato a ricreare quel mood oscillante tra post rock, psichedelia ed elettronica che da sempre rende i dischi dei Giardini di Mirò delle vere e proprie esperienze sonore, dei viaggi musicali che ogni tanto si mantengono su eccentriche forme canzoni, altre volte deragliano verso le direzioni più disparate.

Esattamente come per la title track: nove minuti in cui i Giardini di Mirò hanno voluto mostrare a tutti di essere più in forma che mai, più focalizzati che mai, sempre pronti a ipnotizzare le orecchie e ad incendiare i palchi italiani ed europei come fanno da almeno vent’anni.

Ma in “Different Times” c’è molto di più, ci sono nove brani incredibilmente densi e 50 minuti di musica, ci sono collaborazioni prestigiose, come quelle con Adele Nigro di Any Other in “Don’t Lie”, Robin Proper-Sheppard dei Sophia in “Hold On”, Glen Johnson dei Piano Magic in “Failed to Chart” e Daniel O’Sullivan nella finale “Fieldnotes”, c’è una compattezza liquida che in tanti negli anni hanno provato a replicare, ma che praticamente nessuno ha saputo eguagliare.

E poi ci sono i cambiamenti di questi vent’anni, e così “Different Times” vuole essere anche una riflessione sulla durata del tempo. Senza dare particolari giudizi, solo accettandone le regole e le sue conseguenze, con lo sguardo che si muove verso altre parti del mondo, su altre centralità, mentre inevitabilmente cambiano la geografia e l’importanza delle cose. Anche per questo lo scatto di copertina, ad opera di Simone Mizzotti, mostra un campetto da calcio sperso in una periferia qualunque. Solo che quella periferia è in Cina.

Ma dalla Cina si torna irrimediabilmente a casa, e allora ecco che le esperienze e le metamorfosi dei Giardini di Mirò, l’equilibrio tra il nucleo storico e i nuovi arrivati che negli anni hanno influenzato il percorso della band rendendolo sempre originale e mai uguale a se stesso, vengono raccontate anche nel libro omonimo (scritto da Marco Braggion e con la prefazione di Carlo Pastore), uscito il 29 novembre, giorno prima della release, per Crac Edizioni.

Insomma, c’è voluto parecchio tempo, ma in “Different Times”, nelle sue forme, c’è tutto quello che si potrebbe chiedere a un disco dei Giardini di Mirò, ai Giardini di Mirò.

Perché sono tornati, e sono tornati sul serio.

Biografia:

Con oltre vent'anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all'estero, i Giardini di Mirò sono un nome di punta della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. I Giardini di Mirò vengono da Cavriago, un comune a pochi minuti da Reggio Emilia, il cui sindaco onorario è, dal 1917, Vladimir Lenin.

Il nucleo storico, rimasto invariato, è formato da Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi e Luca di Mira; da qualche anno è subentrato alla batteria Lorenzo Cattalani, che ha sostituito Francesco Donadello. Nel corso degli anni hanno partecipato al gruppo anche Alessandro Raina, Andrea Mancin, Andrea Sologni, Laura Loriga.

Il progetto nasce nel 1994 da un’amicizia tra Corrado Nuccini e Giuseppe Camuncoli (oggi noto fumettista) nata tra i banchi della facoltà di Lettere a Bologna. Solo qualche anno dopo, con l'ingresso degli altri componenti, la band prende forma così come è nota oggi, e già dal primo "Iceberg EP" la storia dei Giardini di Mirò è stata un susseguirsi di album, concerti, tour.

La discografia è sterminata: oltre ai cinque album ufficiali "Rise And Fall of Academic Drifting" (2001), "Punk... Not Diet!"(2003), "Dividing Opinions"(2007), "Good Luck" (2012) e "Different Times" (2018), ci sono due sonorizzazioni -"Il fuoco" (2010) e "Rapsodia Satanica" (2014)-, la colonna sonora di “Sangue, la morte non esiste” (2005) con Elio Germano, ed una miriade di Ep, remix e raccolte di inediti, con etichette di tutto il mondo che hanno portato i Giardini di Mirò a collaborare con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri.

“Different Times” è il loro ultimo lavoro, ed esce in contemporanea con un libro omonimo edito da Crac Edizioni, scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che racconta tutta la storia della band dagli esordi fino ad oggi.

ASCOLTA “DIFFERENT TIMES”:

Spotify https://open.spotify.com/album/6Nu91SKkm3c3mtm6YLVBfo

Apple music https://itunes.apple.com/it/album/different-times/1442217106

Deezer https://www.deezer.com/it/album/78747102

Venerdì 22 marzo

ASCOLI PICENO – Teatro dei Filarmonici – Klang Festival

via delle Torri, ore 21

Evento: https://www.facebook.com/events/354223871971363/

Biglietti: 10 euro | 8 euro ridotto

Prevendite online: https://goo.gl/v6uJWp

COMUNICATO STAMPA AMAT
Venerdì 22 marzo KLANG altri suoni, altri spazi - rassegna musicale regionale nata con lo scopo di valorizzare esperienze musicali di qualità nazionali e internazionali su iniziativa dell’AMAT, del Loop Live Club, con la Regione Marche, il MiBAC e i Comuni del territorio – fa tappa al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno con i Giardini di Mirò, vera e propria leggenda della musica indipendente italiana, un ritorno in grande stile che parte dal passato e crea un ponte col futuro, caratterizzato dal loro post-rock corposo e legante.
A impreziosire la serata sul palco dei Filarmonici ci saranno anche i Giulia’s Mother, duo torinese composto da Andrea Baileni voce e chitarra (premio ADGPA Miglior Chitarrista Acustico 2013) e Carlo Fasciano (batteria), accostato spesso ad artisti come James Blake, Bon Iver e Antony and the Johnsons, che con l’album di debutto Truth del 2016 riceve consensi unanimi di pubblico e critica. Il concerto sarà l’occasione per ascoltare i brani dell’ultimo recente disco del duo Here, atmosfere, silenzi ed esplosioni sonore realizzate con una batteria, una chitarra acustica artigianale che suona anche come un basso e pedaliere ed effetti che armonizzano la voce.
I Giardini di Mirò hanno contribuito allo sviluppo della scena "indie-rock" italiana a cavallo tra fine Novanta e nuovo millennio. Dal post-rock degli esordi, la loro musica si è progressivamente evoluta, assorbendo influenze, soprattutto anglosassoni, ma senza rinunciare a una sua peculiarità tutta italiana. Oggi, per i cinque di Cavriago, è il momento della maturità. Le parti di chitarra, lineari e melodiche, partono quasi sempre da arpeggi avvolgenti e si evolvono in una serie di esplosioni a catena, dove emergono brandelli ben metabolizzati di Sonic Youth e suggestioni psichedeliche. Una formula che ha subito negli anni progressive contaminazioni ed evoluzioni.
Per i Giardini di Mirò ora è la volta di un ritorno in grande stile con l’album Different Times: dopo quasi 15 anni tornano con un primo album di inediti dai tempi di Good Luck (2012) e calcano alcuni dei palchi più prestigiosi d’Italia per una serie di concerti indimenticabili.
Con il nuovo disco i GDM sono tornati a collaborare con Giacomo Fiorenza, il produttore con il quale avevano realizzato i loro primi due album (Rise and fall of academic drifting e Punk... not diet), due dischi fondamentali per la storia e l'evoluzione della scena indie italiana che guardava all'Europa come una possibilità concreta. Nuova, ma non troppo, è invece la label che ha pubblicato il loro ultimo disco, la 42 Records (che si era già occupata della ristampa di Rise and fall), una delle etichette più importanti del panorama nazionale (I Cani, Cosmo, Colapesce, Andrea Laszlo De Simone, Any Other, tra i tanti). Un equilibrio tra classicità e novità che attraversa tutto il nuovo lavoro e che ben traspare dalla title track: un viaggio strumentale di circa nove minuti dove il classico sound dei GDM viene screziato di suggestioni inedite e dallo spiccato sapore cinematografico.
Info: 0736 298770 - 334 6634432. Inizio concerto ore 21.

 

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