Ascoli, al carcere di Marino del Tronto boss indagato per un grave delitto a Bagheria

Redazione Picenotime

22 Marzo 2019

Foto da Carabinieri Palermo

I Carabinieri della Compagnia di Bagheria, nella mattinata odierna, hanno notificato, presso la casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo,  un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Palermo - Ufficio GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di E.P., 56enne di origini napoletane, da anni residente a Trabia, accusato, in concorso con altri soggetti noti, di omicidio volontario premeditato, aggravato dall’uso delle armi e del metodo mafioso.

E.P. è ritenuto colui che, nella notte tra il 24 ed il 25 ottobre 2009 ad Altavilla Milicia, esplose i colpi di pistola che assassinarono V.U., proprio sotto la sua abitazione. 

Per i stessi fatti, agli inizi del mese di marzo, era stato tratto in arresto, in esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla stessa  Procura DDA di Palermo, M.L., 32enne di Termini Imerese, ritenuto l’autista del commando omicida. 

La misura cautelare è stata emessa a seguito delle ulteriori risultanze investigative acquisite dai militari, a riscontro delle dichiarazioni fornite dai collaborazioni di giustizia L.F. e A.R. e R.M., tutti coinvolti, a vario titolo, nel delitto.

La notte tra il 24 e il 25 ottobre 2009 il commando attese il rientro a casa del giovane imprenditore ed esplose nei suoi confronti numerosi colpi di arma da fuco, causandone il decesso.

Nel gennaio del 2017 erano stati tratti in arresto, in esecuzione di custodia ordinanza cautelare, emessa dal Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura DDA, i citati L.F. e L.A., oggi collaboratori di giustizia, ritenuti i mandanti del delitto. 

Le attività investigative svolte all’epoca dalla Compagnia Carabinieri di Bagheria, attraverso l’assunzione di numerose testimonianze, attività tecniche e riscontri a dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia, già esponenti di spicco della mafia bagherese, consentirono di accertare come l’evento delittuoso fosse maturato nel contesto delle dinamiche interne alla famiglia mafiosa di Altavilla Milicia, retta in quel momento da L.F..

Il movente dell’omicidio è da ricondurre:

˗ all’indebita concorrenza lavorativa posta in essere da V.U. a discapito dI L.F. e L.A e di altri esponenti mafiosi del mandamento di Bagheria, i quali, al pari della vittima, svolgevano l’attività imprenditoriale di “movimento terra” nella zona di Altavilla Milicia e Palermo;

˗al forte risentimento dell’intero mandamento mafioso di Bagheria nei confronti dello stesso V.U., per il suo atteggiamento poco rispettoso e non compiacente nei confronti di alcuni capi storici della consorteria mafiosa.

Secondo le concordanti dichiarazioni di L.F. e L.A., la deliberazione del delitto veniva adottata tra vari componenti dell’associazione mafiosa, alcuni dei quali aventi un ruolo apicale nel mandamento di Bagheria e, in particolare, Z.F. (deceduto), G.P., G.L. e D.S.G. detto "Gxxo". Quest'ultimo, indagato nel gravissimo delitto di tipo mafioso in questione, è detenuto nel carcere di Marino del Tronto di Ascoli Piceno.



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