Coni, si rafforza progetto ''Sport in carcere'' nei penitenziari marchigiani

Redazione Picenotime

10 Aprile 2019

Si rafforza il progetto sperimentale “Sport in carcere”, frutto della collaborazione tra CONI Marche e Regione Marche che lo finanzia con 10mila euro all'anno. È stato presentato questa mattina nella sede regionale dal presidente della Giunta regionale, dal presidente del CONI Marche, Fabio Luna, e dal componente di Giunta del CONI Marche, Giulio Lucidi, referente del progetto. Presenti anche il vice presidente della Federazione Calcio, Ivo Panichi, il vice presidente nazionale della Federazione Scacchi, Lorenzo Antonelli, il presidente della Federazione regionale Rugby, Maurizio Longhi e quello della Danza Sportiva, Renato Camilli, ed alcuni tecnici sportivi.

"Sport veramente per tutti, l’impegno della Regione è a 360 gradi - conferma il presidente della Giunta regionale - in tutte le sue dimensioni, garantiamo lo sport come diritto per tutti i cittadini, a tutte le età, dagli anziani che recuperano qualità della vita e salute, ai bambini a scuola fino alle carceri. Un progetto questo in cui la Regione crede tantissimo, un piccolo contributo dal grandissimo valore per un’esperienza che assolve al meglio la funzione costituzionale del carcere come luogo di reinserimento della persona nel suo cammino giusto nella società, lo sport restituisce dignità, offre una seconda possibilità. Continueremo a sostenere questo percorso insieme al Coni, esperienza che vale per le carceri ma per tutta la regione nella misura in cui attraverso lo sport rilanciamo la nostra immagine, creiamo turismo, diamo opportunità di salute e futuro positivo ai nostri giovani". 

Nato nel 2012, come progetto pilota nel carcere di Montacuto ad Ancona, con il nome “TuttInforma”, esso prevedeva lo svolgimento di attività motoria e sportiva con il supporto e la guida di tecnici sportivi che facevano per la prima volta il loro ingresso nei penitenziari. Dal 2012 non si è più interrotto, divenendo un progetto strutturale, ampliando la sua offerta di discipline sportive, coinvolgendo più istituti penitenziari marchigiani e sempre più detenuti. Liberare la mente, avviare un percorso di reintegrazione sociale, favorire il rapporto con gli altri e migliorare la qualità della vita, questi i presupposti che nel 2012 hanno dato avvio all'esperienza. A consolidarla, la verifica sul campo del contributo che l'attività ha dato negli anni all'accrescimento di alcuni valori imprescindibili per una sana e civile convivenza: il rispetto delle regole, la socializzazione, una buona forma fisica per aiutare la mente, oltre al fatto che per i reclusi l'idea di avere un impegno fisso li coinvolge e li stimola. Dal 2013 hanno aderito poi al progetto oltre al carcere di Montacuto, quello di Barcaglione ad Ancona, la sezione femminile della casa circondariale di Pesaro, la casa di reclusione di Fossombrone, la casa circondariale di Ascoli Piceno, la casa di reclusione di Fermo. 

"“Sport in carcere” è un progetto sviluppato in collaborazione fra il Ministero della Giustizia-DAP- ed il CONI, a seguito della firma di un Protocollo d’intesa – ha spiega il presidente Luna – ed è diretto al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione carceraria attraverso la pratica e la formazione sportiva. Qui nelle Marche quest'attività che si è potuta effettuare con completezza grazie al sostegno che la Regione ha sempre dato sin dal primo anno. Questo progetto conferma ancora una volta – ha aggiunto Luna – quanto l'impegno del CONI non sia rivolto solo alla preparazione olimpica o ai grandi campioni, ma anche al sociale. Ringrazio il presidente Ceriscioli non solo per il sostegno economico, ma anche per questo momento di divulgazione di oggi, perché non sempre queste attività sono note ai più". 


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