San Benedetto: positivo incontro ad Ancona tra Piunti e Sovrintendenza a belle arti e paesaggio

Redazione Picenotime

08 Maggio 2019

Pasqualino Piunti

Si è svolto stamane ad Ancona, in un clima di cordialità, l’incontro tra il sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti e la dr.ssa Marta Mazza, nuova Sovrintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche.

Alla presenza dei funzionari delle rispettive amministrazioni, il sindaco e la nuova Sovrintendente hanno analizzato insieme le più rilevanti questioni di comune interesse. La dr.ssa Mazza, che arriva dal Veneto, non conosce la realtà sambenedettese ma ha manifestato profondo interesse per le vicende che sono all’ordine del giorno in città, sottolineando la volontà della struttura ministeriale da lei guidata di collaborare in modo propositivo avendo come principi di riferimento la norma e la tutela del notevole patrimonio storico, culturale e ambientale di cui è ricco ogni angolo di questa Regione.

Il confronto si è incentrato principalmente sul tema della proposta di regolamento per le occupazioni di suolo pubblico del quale i tecnici comunali e il sindaco hanno illustrato le caratteristiche. Dalla Sovrintendenza è giunta una valutazione positiva sul metodo utilizzato e sull’impostazione data allo strumento normativo, evidenziando la necessità di approfondire e meglio dettagliare alcune fattispecie, soprattutto per quanto concerne le occupazioni di spazi e aree verdi.

Elogi sono giunti anche per il modo con cui si stanno conducendo il lavori di riqualificazione degli spazi del Museo del Mare e dell’area archeologica del Paese alto, frutto di una accurata e minuziosa concertazione con l’organismo ministeriale.

Il sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti, sempre nella giornata odierna, ha scritto una nota ufficiale in memoria delle vittime delle stragi e del terrorismo: "Rinnovare il 9 maggio il ricordo di tutte le vittime del terrorismo e delle stragi non è solo in ossequio ad una legge dello Stato, la n. 56 del 2007, ma è soprattutto un modo perché non sbiadisca nel sentire generale il senso di quei fatti, il valore di quegli uomini e quelle donne che, nella gran parte dei casi consapevolmente, intrapresero battaglie di civiltà e di legalità sapendo di correre gravi rischi.  La data del 9 maggio è stata scelta come simbolo di questa commemorazione perché fu in quel giorno che si verificò una delle stragi terroristiche più impresse nella memoria di noi italiani, lo sterminio della scorta di Aldo Moro e il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana. Ma furono centinaia le vittime di quella sciagurata stagione della nostra storia, un’epoca di follia ideologica che si è lasciata dietro una scia di lutti e di pianto giunta fino a noi. Il terrorismo ha assunto negli anni forme diverse ad ogni latitudine, come purtroppo ci dicono le cronache quotidiane. Ma è possibile individuare un filo conduttore comune che supera i confini geografici e le motivazioni ideologiche: ovunque il terrorismo dispieghi i suoi effetti mortali, trae energia dall’obiettivo di seminare morte e distruzione, gettare nel panico le comunità colpite per tentare di sovvertirne gli ordinamenti costituiti. Quando questi ordinamenti sono ispirati al principio di libera convivenza civile, quando grazie ad essi nessuno può sentirsi superiore alla legge formatasi sulla base del consenso popolare, il terrorismo si fa strumento spietato del tentativo di abbatterne il carattere democratico per istituirne di autoritari e liberticidi. Ricordare le vittime degli atti terroristici significa dunque ribadire la nostra adesione ai valori di libertà e democrazia, da non considerare mai come acquisiti ma da custodire e tramandare anche non dimenticando chi è morto per difenderli".


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