Cai Ascoli, successo per il percorso ''Sentiero Italia'' ad Acquasanta Terme

redazione picenotime.it

24 Giugno 2019

Domenica, dopo un accurato lavoro dedicato alla sua riapertura e segnatura, circa 50 soci delle Sezioni di Ascoli e San Benedetto del Tronto hanno percorso in allegra compagnia il tratto del Sentiero Italia che cavalca la panoramica cresta di San Paolo nel territorio di Acquasanta Terme, Comune come tanti altri colpito dal sisma del Centro Italia. Un bellissimo itinerario su spettacolari arenarie lavorate dall’acqua che scivolano vertiginosamente in basso. E fin qui si potrebbe dire che ci siamo limitati a fare ... il Club Alpino Italiano. Metti però che stavolta gli organizzatori s’inventano qualcosa di diverso dal solito pranzetto fuori orario in una delle ottime trattorie locali. E così contattano l’associazione Villa Cagnano, un manipolo di abitanti del borgo di Cagnano (Cagnà), gioiellino acquasantano addormentatosi come tanti il 24 agosto 2016.

I Cagnanesi ci accolgono all’ombra di un bel gazebo donato dal Comitato Sisma Centro Italia, su un prato dove Luciano Dino e Gianni sono al lavoro sulla brace; mentre Emidio ci conduce alla scoperta della Villa addormentata, con le sue dimore signorili e le freschissime cantine dalle volte a botte, impassibili al terremoto; mentre Clara, Anna, Mirella, Marilena, Emo e gli altri danno inizio a un pranzo che ci lascia di stucco. Eppure non sono l’antipasto di bruschetta al pomodoro fresco e la focaccia con pecorino e lonza, o la gustosa amatriciana, o la frittata di uova freschissime per chi non mangerà la sbraciata accompagnata da insalata dell’orto, tutto annaffiato generosamente da bianco rosso e birra. Non è neanche ‘lu vì cuotte’ col doppio ciambellotto e il cocomero finale.

E’ tutto buonissimo, ma non è questo a colpirci. E’ che gli uomini e le donne di Cagnano ci stanno esprimendo un’accoglienza antica in cui rivivono i loro riti più cari, come la festa del Patrono San Giuseppe, o la più recente Ortolana. E anche l’abbraccio ai pellegrini che tornavano dal santuario di San Gabriele in Abruzzo, quando lungo il sentiero che scendeva dal valico di San Paolo, all’altezza della croce alle porte del paese, un canto attirava i bambini che sciamavano loro incontro. E forse anche allora, come in questo meraviglioso pomeriggio all’ombra dell’ultimo sole, qualcuno si assopiva con un solco lungo il viso, dopo aver rifocillato un fuggiasco di poche parole, magari un partigiano, senza nulla chiedere. Non ci sono ricchezze di metallo, quassù. Soltanto grumi di case in pietra che affacciano su piccole piazze silenziose e il cuore enorme della montagna, che le tiene in vita anche se dormono.



   






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