Sigarette elettroniche, uno studio inglese dimostra la riduzione del danno

Redazione Picenotime

19 Luglio 2019

Introdotte sul mercato più di dieci anni fa, le sigarette elettroniche hanno conosciuto un’ampia diffusione a livello globale. La comunità internazionale dello ‘svapo’, infatti, è in costante crescita, così come in Italia. Il successo dei dispositivi di nebulizzazione del tabacco risiede anche nell’effetto deterrente che questi sortiscono; in altre parole, spesso le e-cig possono essere utilizzate come uno strumento per una graduale, ma progressiva, interruzione completa del consumo di tabacco.

Anche per questo, in Italia – dove la comunità dei fruitori delle e-cigarettessi aggira attorno al milione di unità – acquistare i prodotti per il vaping è piuttosto semplice. Sia i device per la nebulizzazione del tabacco, sia le ricariche con i liquidi per la vaporizzazione, sono acquistabili sia presso i rivenditori fisici sia attraverso gli store online, come ad esempio Vaporoso, purché siano in possesso della certificazione rilasciata dai Monopoli di Stato (necessaria per i liquidi, che rientrano nei prodotti del Monopolio).

La sigaretta elettronica per la riduzione del danno

Come già accennato, molti tabagisti che intendano smettere di consumare tabacco da combustione effettuano il ‘passaggio’ alla sigaretta elettronica. Quest’ultima, infatti, è in grado di sortire un efficace effetto deterrente poiché, pur consentendo al fumatore di non abbandonare la gestualità tipica del fumo, permette – al contempo – di rinunciare parzialmente, o del tutto, alla nicotina, neutralizzando gradualmente la dipendenza dai prodotti nicotinici.

Ciò nonostante, i reali effetti delle e-cig sulla salute sono stati solo vagamente esplorati. Quello su cui la comunità scientifica pare essere concorde, è la sostanziale riduzione del danno che si verifica nel momento in cui si rinuncia al tabacco combusto per passare al consumo di quello nebulizzato.

A tal proposito, l’istituto superiori di sanità inglese (Public HealthEngland) ha pubblicato uno studio che conferma come le sigarette elettroniche siano del 95% meno pericolose di quelle tradizionali. “Molte persone credono che i rischi delle e-cigarettes siano gli stessi delle sigarette da combustione” – si legge nella nota introduttiva del report – e questo rapporto chiarisce la verità in merito a questo punto”.

In estrema sintesi” – prosegue il testo – “le migliori stime mostrano come le sigarette elettroniche siano il 95% meno pericolose per la salute rispetto a quelle normale e, quando supportate da un servizio di cessazione del fumo, aiutano molti fumatori a smettere di consumare tabacco”.

Il report mette anche in luce una serie di ‘messaggi chiave’ che gli autori della ricerca intendono sottolineare, per la loro primaria importanza nella corretta valutazione del raffronto tra sigarette elettroniche (EC) e non:

-          I fumatori che hanno tentato, senza successo, di smettere possono essere incoraggiati a passare alle sigarette elettroniche;

-          Incoraggiare i fumatori che non voglio o non riescono a smettere di fumare tabacco da combustione a passare alle e-cigarettes può ridurre le malattie legate al fumo;

-          Le sigarette elettroniche potrebbero contribuire al declino di quelle tradizionali, benché pochi sono attratti dalle EC senza averle mai provate prima;

-          Studi recenti dimostrano che le EC possono aiutare a ridurre il consumo di tabacco da combustione, benché ulteriori ricerche siano necessarie in questo ambito;

-          Usate nella maniera corretta, le sigarette elettroniche non pongono alcun rischio relato all’avvelenamento da nicotina per gli utilizzatori ma i liquidi per la ricarica dovrebbero essere venduti in confezioni ‘a prova di bambino’;

-          Negli ultimi anni si è registrato un generale cambiamento versa una percezione inaccurata della pericolosità delle sigarette elettroniche, in contrasto con i più recenti riscontri;

-          Le nuove regolamentazioni pianificate per la vendita delle e-cigarettes dovrebbero, da un lato, proteggere i minori non fumatori e, dall’altro, massimizzare le opportunità a livello sanitario delle EC; la serie dei punti focali della ricerca si conclude con la constatazione che, in questo ambito, serviranno ulteriori ricerche e controlli.


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