San Benedetto, al Circolo Nautico presentazione del saggio ''La violenza non ha sesso''

Redazione Picenotime

27 Agosto 2019

Il 29 Agosto alle ore 21:15, al Circolo Nautico Sambenedettese, si terrà la prima zazionale della presentazione del saggio "La violenza non ha sesso", un contributo alla crimino-genesi della violenza nella relazione affettiva, che propone una interpretazione innovativa che sconvolge l’ordinaria interpretazione della violenza, vista universalmete come unidirezionale (dell’uomo verso la donna) e proposta invece come dinamica bidirezionale: stravolge i rassicuranti confini tra il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, la normalità e la devianza ed impedisce di banalizzare questi atti cruenti come esiti di raptus, follia o violenza di genere.

Un saggio presentato dall’associazione "I Luoghi dell Scrittura", che la Alpes Italia Eitori (nota casa editrice di pubblicazioni scientifiche del mondo della psiche) non si è lasciata sfuggire e che ha pubblicato in tutta Italia il 25 Luglio scorso. Presentato da Mimmo Minuto, moderato dal Consigliere Comunale Gianni Balloni, all’evento interverranno anche due prestigiosi professori: Gilberto Mosconi dell’Università di Camerino e Ninfa Contigiani dell’Università di Macerata.

Antonella Baiocchi, affermata psicoerapeuta e specialista in criminologia, ritiene che il nucleo del problema sia nell’analfabetismo psicologico (piaga da sempre presente e non ancora debbellata nel terzo millennio e che riguarda ogni persona, indipendentmeente dal genere), che tra le gravose conseguenze, induce alla gestione dicotomica delle divergenze, “un vero e proprio programma infetto”, che prevede la prevaricazione di uno dei poli della relazione e il conseguente fallimento del reciproco rispetto: “Chiunque gestisce le divergenze in modo dicotomico (indipendentemente dal sesso, dall’età e dallo stato di salute), quando si troverà nella posizione di forza (fisica, economica, di ruolo, psicologica), tenderà a prevaricare l’interlocutore in posizione di debolezza: donne ed uomini ‘fragili’, bambini, anziani, animali”.

L’analfabetismo espone chiunque, quindi  al pericolo di diventare vittima o carnefice. Affermare che la violenza non è unilaterale «Uomo verso Donna» non è un atto ostile verso la donna. E’ innegabile che le donne siano socialmente svantaggiate e più esposte alla vittimizzazione anche criminale. Ma per debellare la violenza, è necessario capire che il problema non è il maschio ma l’analfabetismo psicologico di cui sono vittime sia gli uomini che le donne. L’autrice afferma che la violenza non ha sesso, né età, né cultura, né razza e suggerisce di sostituire la miriade di neologismi che si coniano per specificare i diversi tipi di vittime (femminicidio, femicidio, infanticidio, uxoricidio, etc.) con un neologismo unico rappresentativo di ogni tipologia di vittima: il termine "debolicidio", inteso come prevaricazione/uccisione di chi si trova in situazione di debolezza.

Il saggio punta l’attenzione anche su un aspetto oggi ignorato dalla nostra società: l’uomo che subisce violenza relazionale è attualmente tra gli esseri viventi meno tutelati in quanto, a causa dei retaggi culturali ha enorme difficoltà ad emergere dal silenzio e lo Stato non ha investito un euro per tutelarlo. 

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