Ascoli Piceno, custodia cautelare in carcere per maltrattamenti familiari

Redazione Picenotime

04 Settembre 2019

Pochi giorni la Questura di Ascoli Piceno ha dato conto dell’esecuzione di un’ordinanza di allontanamento dalla casa familiare e contestuale divieto di avvicinamento alle persone offese a carico di un cittadino polacco. Questa persona, da ormai alcuni mesi, maltrattava la moglie e le sue due figlie minorenni mettendo in atto in atto sia vessazioni psicologiche, che vere e proprie violenze fisiche, mai denunciate per timore di ben più gravi ritorsioni. Dopo neanche 24 ore dall’esecuzione della misura, l’indagato si è ripresentato di notte presso l’abitazione coniugale, mettendo in atto una vera e propria azione intimidatoria contro i suoi congiunti.

La moglie, prima che il marito compisse degli atti estremi, è riuscita però ad avvisare il “113” provocando così la fuga del coniuge violento. La pattuglia della Volante, a conoscenza delle problematiche della segnalante, immediatamente si metteva alla ricerca del fuggitivo, rintracciandolo dopo alcune ore dai fatti, che vagava nei pressi dello stadio cittadino, in preda ad un delirio autolesionista. L’uomo, considerato il suo stato di scarsa lucidità, è stato ricoverato presso il reparto psichiatrico.

Personale specializzato della Squadra Mobile, in applicazione delle recenti disposizioni emanate con il cosiddetto “codice rosso”, nel giro di poche ore ha raccolto gli elementi probatori, assumendo informazioni dalle parti offese, consentendo così alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno di chiedere un aggravamento della misura coercitiva a carico del cittadino polacco. Il GIP di Ascoli Piceno, valutando concreta la possibilità di recidiva di comportamenti violenti dell’indagato, ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere, ritenendo la stessa l’unica idonea per tutelare l’incolumità della donna e delle sue figlie minorenni vittime.

L’uomo, che da lunedì era ristretto presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno, nella giornata di oggi è stato posto agli arresti domiciliari, per seguire un programma rieducativo del maltrattante.





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