Ascoli-Pescara, Daspo per tifoso bianconero a causa di atteggiamenti intimidatori in Curva Nord

Redazione Picenotime

15 Ottobre 2019

Ascoli-Pescara (6 Ottobre 2019)

Il Questore di Ascoli Piceno Luigi De Angelis, a conclusione degli accertamenti condotti dalla Polizia di Stato, ha adottato un provvedimento preventivo di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive (DASPO) nei confronti di un ultrà ascolano resosi responsabile, in occasione dell’incontro di calcio Ascoli –Pescara, disputatosi Domenica 6 Ottobre allo stadio "Del Duca" per la settima giornata del campionato di Serie B, di una condotta  di gruppo, finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza, di minaccia e di intimidazione, tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica o a creare turbative per l’ordine pubblico. 

Le indagini in questione hanno infatti permesso di acclarare che al termine dell’evento sportivo un sostenitore ascolano che si trovava nel settore “Curva Nord” destinato alla tifoseria locale, cedendo alla provocazione dei cori dei tifosi pescaresi allocati nel vicino settore “Nord Est” e intenti nei festeggiamenti per la vittoria, si sfilava dai pantaloni la cintura e con fare minaccioso ed intimidatorio la brandeggiava in aria all’indirizzo della contrapposta fazione invitandola allo scontro. 

Nella circostanza, avvicinatosi minacciosamente al cordone di stewards schierati in corrispondenza del “vomitoio” della “Curva Nord” per impedire alle opposte schiere di tifosi di venire a contatto, continuava in tale condotta aggravandola oltremodo allorquando, con l’indice della mano sinistra, sempre all’indirizzo dei sostenitori ospiti, mimava esplicitamente all’altezza della propria gola il gesto dello sgozzamento.

A seguito dei fatti è stata anche redatta informativa di reato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno. Come noto il DASPO è una misura adottabile dal Questore anche a prescindere dalla eventuale commissioni di reati cosiddetti da “stadio” ed appunto diretta a colpire quei comportamenti che seppure non assurgono rilevanza penale, possono comunque mettere in pericolo la sicurezza pubblica o l’incolumità delle persone nonché creare turbative per l’ordine pubblico. 

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