Riccardo Orsolini: da Ascoli alla conquista della Serie A

Redazione Picenotime

16 Ottobre 2019

C’è un calciatore che nell’ultimo anno e mezzo ha dimostrato tutto il proprio potenziale, diventando in breve tempo uno dei pilastri del Bologna. Stiamo parlando di Riccardo Orsolini, talentuosissimo mancino che si appresta a sfidare la capolista Juventus nel prossimo turno in programma sabato dove la squadra emiliana, almeno secondo i pronostici calcio degli esperti di Bottadiculo.it, non ha molte possibilità di successo nel fortino bianconero. Ma si sa, soprattutto dopo la pausa per gli impegni delle nazionali, nulla è scritto e chissà che non sia proprio il nostro Riccardo a rendersi protagonista di una grande partita permettendo di strappare punti vitali per la conquista della salvezza.

Gli inizi ad Ascoli

Nato ad Ascoli Piceno il 24 gennaio 1997, Riccardo Orsolini dimostra subito di avere tutte le carte in regola per diventare un campione. A sette anni entra già nel vivaio dell’Ascoli. Con la stessa maglia esordisce in prima squadra nel 2015, a 18 anni, entrando nel secondo tempo della partita casalinga di Lega Pro contro la Pro Piacenza (1-1) disputata allo stadio Del Duca. A fine stagione i marchigiani guadagnano la Serie B, dopo la revoca della promozione al Teramo. La stagione successiva viene aggregato alla prima squadra, e il 26 marzo 2016 il tecnico Devis Mangia decide di farlo esordire dal primo minuto in Serie B, nella partita contro il Vicenza terminata con una sconfitta.

Nel 2017 arriva la chiamata della Juventus che lo lascia in prestito all’Ascoli. Nella stessa estate, il club torinese lo cede in prestito biennale all'Atalanta, con cui il successivo 17 settembre esordisce in Serie A, subentrando dalla panchina nella trasferta di Verona contro il Chievo (1-1); il 2 novembre 2017 fa invece il suo esordio nelle coppe europee, subentrando nella partita pareggiata sul campo dei ciprioti dell'Apollōn Limassol (1-1), nella quarta giornata della fase a gironi dell'Europa League.

Il 31 gennaio 2018 Orsolini lascia l'Atalanta per andare al Bologna, che si è accordato con la Juventus per un prestito di 18 mesi. Esordisce con il club felsineo il successivo 4 febbraio, nel derby dell'Appennino giocato sul terreno della Fiorentina.

Orsolini, però, si fa notare anche con la maglia della Nazionale italiana Under 20 in Corea del Sud, trascinando gli azzurrini alla medaglia di bronzo e diventando Scarpa d’Oro della competizione con 5 gol in 7 gare.

La sua esplosione avviene definitivamente nella stagione 2018/2019 grazie a Sinisa Mihajlovic. A Bologna realizza il primo gol in Serie A ed è stato protagonista con ben 10 reti in 37 gare stagionali. Il tecnico serbo ha creduto sin dall’arrivo sulla panchina del Bologna sul giovane calciatore e lo ha lanciato senza problemi nella mischia. Orsolini ha ripagato la fiducia ed ha trascinato il club felsineo ad una salvezza inizialmente insperata. L’ascolano ha sì ritrovato la sua collocazione naturale nel 4-3-3, ma tutto il Bologna ha assunto un atteggiamento più intraprendente: con il cambio di guida tecnica, il baricentro dei rossoblu si è alzato da 44,1 metri di media a partita a 46,5 metri; i recuperi palla nella metà campo avversaria sono passati da 10,8 a 12,6 a partita.

Per quanto riguarda le caratteristiche, dotato di grande tecnica e velocità, Orsolini preferisce ricevere palla sui piedi, piuttosto che sulla corsa o sopra la propria testa, e nonostante un contesto inizialmente sfavorevole è riuscito comunque a rendersi utile: la sua media di metri guadagnati in avanzamento, con un passaggio o una corsa, non è la più alta tra tutti ma, ad esempio, è superiore a quella di Palacio. Commette anche qualche errore di troppo, fidandosi troppo delle sue doti tecniche, ad esempio quando serve il pallone di prima a un compagno senza un controllo aggiuntivo, per anticipare il tempo della giocata anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Questo, però, è sintomo di personalità, dote che certo non manca al forte mancino ascolano.

Orsolini, infatti, quando ha la possibilità di rientrare sul sinistro, col movimento in profondità della punta che abbassa la difesa a creargli spazio, la varietà delle opzioni presenti nel suo bagaglio tecnico lo rende imprevedibile. Orsolini ha un ottimo tiro dalla distanza, e riesce spesso a creare un’azione pericolosa quando può servire l’esterno o il terzino opposti che tagliano alle spalle dell’ultimo difensore avversario.

Un ultimo dato interessante da citare riguarda il record negativo che Orsolini ha sui dribbling: quest’anno ne ha tentati 3,3 ogni 90 minuti, ma ha saltato l’uomo solo nel 42% dei casi. Non è quindi uno specialista alla Boga (7,8 dribbling tentati/p90 con il 65% di successo) o alla Douglas Costa (6,8 dribbling tentati/p90 con il 65% di successo). I suoi avversari conoscono la sua preferenza di piede e ormai lo chiudono sul sinistro. Orsolini è abile a saltare l’uomo su entrambi i lati, ma sa benissimo che non riesce a creare pericoli col destro tanto quanto riesce a fare col sinistro.

 

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