Ascoli Piceno, arrestato 57enne con un’arma clandestina e modificata in auto

Redazione Picenotime

17 Ottobre 2019

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Ascoli Piceno, comandata dal Luogotenente Ferdinando Filippelli, hanno eseguito un decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per minaccia grave. 

La perquisizione a carico di un 57enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, è stata effettuata con la collaborazione dell’unità cinofila del Nucleo Cinofili Carabinieri di Pesaro specializzato nella ricerca di armi ed esplosivi. L’uomo è stato rintracciato nei pressi della propria abitazione a bordo del proprio fuoristrada che è stato subito perquisito. Il cane ha percepito qualcosa all’interno della vettura e ha attirato l’attenzione dei militari operanti che hanno smontato l’abitacolo e rinvenuto in un’intercapedine tra il sedile posteriore e il cassone del fuoristrada, abilmente occultato, un fucile semiautomatico calibro 12 con matricola abrasa, canne tagliate e puntatore artigianale, completo di caricatore con 6 cartucce cal. 12 di cui una in canna. 

La perquisizione è stata estesa all’abitazione dove è stato rinvenuto un grosso pugnale e dei cartelli stradali appartenenti al Comune di Acquasanta Terme e alla Provincia di Ascoli Piceno, tutto sequestrato. Il 57enne è stato quindi condotto in caserma e arrestato per alterazione e porto di arma clandestina e ricettazione sia per l’arma che per i cartelli stradali. Il fucile sarà inviato per accertamenti tecnici al Ris Carabinieri di Roma per capirne la provenienza. Alla perquisizione hanno partecipato anche i Carabinieri Forestali della Stazione di Ascoli Piceno e la Polizia Municipale di Ascoli Piceno per verificare aspetti legali alle norme a tutela dell’ambiente e del territorio di loro specifica competenza.

L’azione dei Carabinieri, attenta e aderente ai bisogni del territorio, continuerà in maniera energica per contrastare i reati predatori e non solo, sempre a tutela della cittadinanza. Tutti sono, pertanto, invitati a chiamare subito il 112 come nel caso odierno, ovvero recarsi  personalmente in caserma per esporre denunce o soprusi di ogni genere, nonché contattare telematicamente l’Arma anche attraverso il sito www.carabinieri.it.

Si è tenuta poi nella mattinata di Venerdì 18 Ottobre, alle ore 11.30 presso la Casa Circondariale Marino del Tronto, l'udienza di convalida dell'arresto durante la quale l'indagato, difeso dall'Avv. Roberta Alessandrini, ha fornito al Gip Dott.Annalisa Giusti, la sua versione circa le contestazioni mossegli.

“La vicenda va necessariamente ridimensionata rispetto alle notizie fornite dalle forze dell'ordine - dichiara l'Avv. Alessandrini.  Nonostante da molto tempo non corrano rapporti ottimali tra l'uomo ed i suoi vicinati, si tratta di problematiche relative a terreni, confini, presunte usucapioni, interessi economici che hanno coalizzato i residenti contro “l'americano” tornato dopo tantissimi anni a vivere nelle proprietà di famiglia, che mai hanno interessato l'uso di armi da parte di alcuno dei soggetti coinvolti, compreso l'arrestato. Vicende per le quali pendono reciproche querele presso gli uffici competenti. Nessun pericoloso arsenale è stato oggetto di sequestro bensì due fucili risalenti all'incirca all'anno 1860, privi di polvere da sparo, che i carabinieri e gli altri operanti hanno trovato appesi al muro (compresi di catene di sicurezza), come si suole con gli oggetti antichi di famiglia, appartenenti al bisnonno di famiglia e soprattutto regolarmente denunciati. Circa il fucile trovato in auto e le stesse munizioni, l'indagato ha fornito esauriente spiegazione indicando il nominativo di chi glielo aveva dato per difendersi dai cinghiali che quotidianamente arrivano fino alla sua porta di ingresso e che incontra anche lungo la strada per e da casa. A tal proposito l'uomo aveva già attivato e concluso la procedura necessaria secondo la vigente normativa per poter intervenire contro i  cinghiali, come consentito dalla legge che li considera una razza in “sovrariproduzione”. Nessuna infausta intenzione. Al giudice l'arrestato ha fornito la denuncia inerente i due fucili antichi che aveva già mostrato alle forze dell'ordine durante la loro attività all'interno dell'abitazione. L'indagato non ha mai usato il fucile da quando lo ha ricevuto, non ha mai sparato e comunque lo ha conservato nelle condizioni in cui gli è stato dato. Eventualmente quindi di eventuali modifiche apportate all'arma o alle munizioni che gli sono state contestate,  non sarà  lui a doverne rispondere". A seguito dell'udienza di convalida, l'indagato è stato posto agli arresti domiciliari.


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