Cna Ascoli plaude al “Bonus facciate” ma chiede decreti attuativi per evitare blocco ristrutturazioni

Redazione Picenotime

31 Ottobre 2019

Ristrutturazioni edilizie, gli interventi per il risparmio energetico (infissi, impianti fotovoltaici; solare termico; stufe e camini a biomasse; coibentazione immobili), e sostituzione delle caldaie. La Cna ha calcolato che nella provincia di Ascoli Piceno, nel periodo 2018-2019, siano stati più di 1.800 gli interventi. L’importo medio dei lavori di ristrutturazione è stato di circa 20mila euro per un importo complessivo di oltre 30 milioni di euro. E tutti questi interventi sono stati possibili anche grazie alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie.

Ma, secondo la Cna, ora il mercato rischia di bloccarsi proprio a causa del cosiddetto “Bonus facciate”, il provvedimento inserito nella manovra economica del Governo, che tende a incentivare le ristrutturazioni per gli edifici nei centri storici e nelle periferie delle città che ha già congelato se non addirittura cancellato molti degli interventi di ristrutturazioni già programmati per novembre e dicembre. Si tratta di un vero e proprio paradosso che rischia di vanificare gli effetti benefici del “Bonus facciate”, una misura che pure la Cna ha salutato con entusiasmo. Ma è bastato il solo annuncio del provvedimento, per bloccare molti di quanti avevano già programmato degli interventi di ristrutturazione di qui alla fine dell’anno con le vecchie detrazioni previste (dal 50 fino all’85% con il bonus sisma)”.

Insomma, secondo la Cna di Ascoli, si è innestato un vero e proprio corto circuito legislativo che rischia di bloccare in questi mesi il mercato delle ristrutturazioni edilizie. E questo per un mero calcolo economico che, nella fattispecie, per i proprietari di immobili comporterebbe sgravi più pesanti nella considerevole misura del 40%. Non esattamente delle briciole. Come spiega la Cna, rientrano infatti nel bonus facciate non solo lavori di rifacimento di murature esterne riguardanti per l’appunto molte facciate ma anche le tinteggiature (uno degli interventi più frequenti). Ovvio che ai proprietari convenga avviare i lavori magari fra qualche mese con un bonus al 90% piuttosto che ora con un bonus fiscale al 50-65%. Seppur spalmato in 10 anni, calcolatrice alla mano, significa che su un semplice intervento di 20mila euro, se ne possono recuperare ben 18mila piuttosto che 9 o 13 mila.

Pur plaudendo al provvedimento - è il commento di Francesco Balloni, direttore della Cna Picena - che intende dare un nuovo volto ai centri storici e alle periferie, sul modello francese, chiediamo che venga pubblicata al più presto la circolare esplicativa della Agenzia delle Entrate e che il cosiddetto Bonus facciate contenga modalità, termini e specifiche tecnico-costruttive  che non vadano a penalizzare tutti gli altri interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico programmati”.

I DETTAGLI DEL “BONUS FACCIATE”. Il bonus facciate 2020 prevede un’agevolazione fiscale che ricopre fino al 90% della spesa sostenuta per la ristrutturazione della facciata di un condominio o dell’abitazione privata. Questa agevolazione interessa sia i grandi comuni che le piccole realtà, infatti, tutti la potranno richiedere. La ristrutturazione dovrà essere fatta secondo le norme di sicurezza e prendendo misure antisismiche. Inoltre, sfruttando l’ecobonus per interventi “qualificati” in condominio si potranno ottenere delle detrazioni di spesa tra il 70% e il 75%.


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