Empoli, il nuovo tecnico Muzzi: ''Mi piace il 4-3-1-2. Io una scommessa? Spero di vincerla...''

Redazione Picenotime

14 Novembre 2019

Roberto Muzzi (Empolifc.com)

E' Roberto Muzzi il nuovo allenatore dell'Empoli dopo l'esonero di Cristian Bucchi. Il 48enne tecnico romano ha parlato oggi in conferenza stampa allo stadio "Castellani" affiancato dal presidente Fabrizio Corsi. 

“Inizio andando a ringraziare Cristian Bucchi per il lavoro svolto – ha dichiarato il neo tecnico azzurro – e auguro e lui e a tutto il suo staff un grosso in bocca al lupo per il futuro. Dico poi grazie all’Empoli, al presidente e al direttore, per l’opportunità che mi viene data. Che tipo allenatore sono? Posso mettere sul campo la mia esperienza da calciatore e da allenatore, in Italia e all’estero, e di sciuro ci metterò il massimo impegno, sperando di riuscire a dare entusiasmo e grinta alla squadra. Modulo? Mi piace il 4-3-1-2, ho seguito Sarri, Giampaolo, Martusciello, studiando i loro allenamenti e il loro modo di fare e ho poi avuto un grande maestro come Andreazzoli, con cui sono tutt’ora in contatto, anche se dobbiamo dimenticarci il suo Empoli perché era una situazione diversa, con altri calciatore e un altro gruppo. La mia idea è quella di imporre il gioco: il primo passo è però di tastare la squadra in campo, li ho visti in video ma non voglio sbilanciarmi. Posso dire che abbiamo ottimi giocatori e in questi giorni parlerò ai ragazzi dicendo che se vogliamo la serie A dovremo meritarcela con certi atteggiamenti, dando tutto per questa maglia e usando sia il fioretto che la spada. Vorrei trasmettere questo, andando a toccare i tasti della voglia e del carattere per andare a raggiungere questo traguardo che non sarà facile. E accanto a questo voglio riportare entusiasmo, fiducia e sorrisi qui a Empoli perché se lo meritano tutti, dai tifosi, ai giocatori e alla società". 

Io una scommessa?  – ha proseguito Muzzi – Per certi versi non posso dire il contrario, ho sempre fatto il secondo e molti anni di settore giovanile. Sono una scommessa ma non mi tiro certo indietro e alla fine spero di vincerla, con il mio carattere e il mio modo di fare, dimostrando al presidente e alla società di aver fatto la scelta giusta. Un problema attaccanti? Il problema è di squadra, se i gol non arrivano non è solo colpa loro. Ci sarà un motivo e andrò a vedere il perché: quel che è certo è che abbiamo degli ottimi attaccanti e questo mi fa ben sperare”.

“Avevo due anni di contratto col Genoa e potevo stare tranquillamente a casa – ha concluso il tecnico azzurro -, ma non è il mio carattere e quando ho avuto questa opportunità non ci ho pensato due volte, firmando con l’Empoli per sette mesi. Cosa ho provato quando ha squillato il telefono? Sono rimasto un po’ sorpreso, ma allo stesso tempo contento: per me è un orgoglio esser richiamato e avere la grande opportunità di fare il primo a Empoli. Ho accettato subito, anche se non nascondo che, per il gran rapporto che ho con Cristian, ero forse in difficoltà. Sono contento di aver fatto questa scelta, qua sono stato pochi mesi ma ho conosciuto un ambiente spettacolare sotto tutti i punti di vista dove si può lavorare in tranquillità, con tifosi passionali e un presidente come ce ne sono pochi in giro. Darò tutto me stesso, con grande impegno e con la voglia di mettere tutte le mie conoscenze acquisite nel tempo a disposizione della squadra. La Serie A? L’obiettivo della promozione è comune ma per farlo abbia bisogno della vicinanza e del sostegno di tutti, in particolar modo nei momenti difficili che potranno arrivare”.



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