Gli itinerari più belli nelle Marche da scoprire in auto

Redazione Picenotime

06 Dicembre 2019

Le Marche rappresentano una delle regioni con la maggior concentrazione di piccoli ma deliziosi borghi di tutto il territorio italiano. Il fascino degli stili architettonici degli edifici che impreziosiscono i paesi, unito con il carattere accogliente della gente e i sapori della cucina locale, è un motivo più che sufficiente per decidere di concedersi un viaggio da queste parti. Per poter essere liberi di muoversi come si vuole e riuscire a raggiungere anche le località più isolate, però, il consiglio è quello di usare l’auto. I turisti che giungono nelle Marche in aereo o in treno possono prendere in considerazione l’ipotesi di noleggiare una macchina, e per spendere poco hanno l’opportunità di farsi aiutare da https://www.easyterra.it/, un comparatore che mette a confronto le tariffe di tutte le società di car renting presenti sul territorio di riferimento (in questo caso le Marche). In pochi clic gli utenti riescono a individuare i mezzi più convenienti e prenotare quello di cui hanno bisogno, per poi ritirarlo presso la sede desiderata.

Dove andare nelle Marche

Ma quali sono gli itinerari da non perdere nella Marche? La provincia di Macerata propone una straordinaria varietà di castelli e di rocche che sono depositarie della storia locale. Sulla città di Caldarola, per esempio, si affaccia il Castello Pallotta, che dà vita a una scenografia quasi da fiaba. Ma anche uscendo dal territorio maceratese ci si può imbattere in fortezze suggestive: è il caso della Rocca di Mondavio in provincia di Pesaro e Urbino, in cui è ospitata un’area riservata alle armi antiche. Falconara Marittima, invece, ospita Rocca Priora, che fu eretta dagli abitanti di Jesi nel XII secolo: la si può visitare anche all’interno, magari per scoprirne i cortili e i giardini. Proseguendo nell’esplorazione degli itinerari marchigiani, poi, vale la pena di fare un salto a Montecosaro, per ammirare la Basilica romanica di Santa Maria a piè di Chienti, o a Montecassiano, splendido paese in cui si susseguono chiostri e vicoli. Cingoli, invece, ha il soprannome più che meritato di balcone delle Marche.

Tra natura e storia

La natura del territorio marchigiano regala sorprese uniche: lo dimostra il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, che ospita le grotte omonime, un sistema di spelonche carsiche conosciuto in tutta Italia. Le grotte, che si trovano nel territorio comunale di Genga, rappresentano uno spettacolo naturale con stalattiti e stalagmiti che sono il frutto di stratificazioni di calcare che si sono susseguite nel corso di milioni di anni. Anche la parte superiore di Genga, per altro, non è da disprezzare, a cominciare dal suo castello medievale. E a proposito di castelli, ecco Gradara, borgo del XIV secolo in cui si ritiene sia andata in scena la tragica vicenda d’amore di Paolo e Francesca che Dante Alighieri ha raccontato nella Divina Commedia. Un altro personaggio marchigiano importante nella storia è stato Silvestro Amanzio Moroncelli di Fabriano, che nel 1713 ha realizzato uno dei mappamondi più grandi al mondo, oggi ospitato nella Pinacoteca di Fermo.

I teatri delle Marche

Le Marche sono note anche come la regione dei cento teatri: in effetti tra il XVIII e l’XIX secolo ce n’era uno quasi in ogni comune. Non tutti, purtroppo, si sono conservati, ma almeno un centinaio sì, ed essi fanno parte oggi di uno straordinario patrimonio per tutto il Paese, sia dal punto di vista architettonico che a livello culturale. Ad Ascoli Piceno si trova, per esempio, un teatro romano, ma vale la pena di ammirare anche quello di Ancona, situato sulla collina che si affaccia sul porto e costruito nel periodo augusteo. Decisamente più recente, ma comunque suggestivo, è lo Sferisterio di Macerata, che è stato inaugurato negli anni ’20 dell’Ottocento.

I parchi nazionali

La costa di Porto Recanati è la dimostrazione di come la natura sia stata molto generosa con la popolazione marchigiana. Ma al di là delle località balneari, la regione ospita anche sei riserve naturali, quattro parchi regionali e due parchi nazionali. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è senza dubbio il più importante: qui è presente il Monte Vettore, e a quasi 2mila metri di altezza si può ammirare il Lago di Pilato. Tra le pendici dei Monti Sibillini, a cavallo tra le Marche e l’Umbria, è possibile notare ancora oggi numerose testimonianze del Medio Evo, e in particolare del passaggio dei monaci benedettini: a questo proposito, non si può fare a meno di regalarsi un passaggio tra i borghi di Acquacanina e Montemonaco.


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