Gioco azzardo online in Italia e il divieto di pubblicità

Redazione Picenotime

19 Gennaio 2020

Il 2020 è cominciato ed è passato 1 anno rispetto alla legge sul divieto di pubblicità del gambling online in Italia. Tra chi si oppose, vi sono gli operatori del settore. Questi sostengono la tesi, supportata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, che i giocatori non siano influenzati dagli spot nella loro scelta di gioco.

Ma cosa dice la scienza a riguardo? A quanto pare non vi sono tantissimi studi scientifici sul tema, e nessuno che dimostri l’esistenza di una correlazione tra gioco e pubblicità. Tra gli articoli scientifici a disposizione ve n’è uno prodotto dallo psicologo Mark Griffiths della Nottingham Trent University. In questo studio non si parla di gioco d’azzardo online, ma si analizzano le correlazioni tra consumo di alcol e la pubblicità. Nell’articolo si menzionano studi precedenti in cui si stabiliva una relazione tra pubblicità e consumo di alcol. In altri studi, invece si evidenziavano effetti molteplici della pubblicità.

Un altro articolo citato da Griffiths, è relativo a interviste fatte nel 2001, a giocatori patologici. Qui il 46% dei soggetti ha dichiarato che gli annunci pubblicitari erano stati fattori scatenanti per giocare.

La pubblicità del gioco d’azzardo online ha effetto sui giocatori patologici?

Questa ricerca seppur datata, stabilisce una correlazione tra pubblicità e gioco d’azzardo. Tra le cose da evidenziare, il fatto che la pubblicità sembra avere effetto proprio sui giocatori patologici. Un’altra osservazione interessante riguarda il fatto che la ricerca è stata fatta in tempi in cui il gioco d’azzardo online non esisteva. Inoltre anche la tipologia e il volume della pubblicità erano molto diversi.

Una ricerca più recente è quella effettuata da Lopez-Gonzalez et al. nel 2017. Questa verte specificamente sulla pubblicità del gioco d’azzardo online, e mette in evidenza diversi fattori. Da un lato la pubblicità mira a trasformare un comportamento discontinuo, come una scommessa occasionale, in uno continuo. Inoltre la pubblicità porta ad associare il gioco d’azzardo online ad atteggiamenti positivi. In molti spot si tende a far passare l’azzardo come un facilitatore sociale, anche grazie alla presenza di celebrità che godono di ampio sostegno.

L’effetto “terza persona” e altri studi sul pubblicità e gioco d’azzardo online

Altri spunti emergono da uno studio del 2017, intitolato Online gambling advertising and the third-person effect: a pilot study (clicca qui per lo studio intero). Questo fa riferimento a una ricerca del 2015, che ha coinvolto 6mila norvegesi. Dallo studio sono emersi diversi elementi.

       I giocatori problematici hanno maggiore consapevolezza sulla pubblicità del gioco d’azzardo online

       I giocatori problematici ritengono che la pubblicità aumenti coinvolgimento e conoscenza sul gioco

       Chi riconosce gli effetti della pubblicità è più propenso a credere nell’efficacia dei divieti.

Un altro elemento interessante emerso dalla ricerca di Griffiths è il cosiddetto “effetto terza persona”. In pratica i messaggi pubblicitari di massa vengono percepiti come aventi un effetto su gli altri più che su se stessi. Si sovrastima l’effetto su altre persone e si sottostima quello che si ha su di sé.

L’effetto terza persona è stato approfondito anche in un articolo del 2017 di Guerrero-Solé, Lopez-Gonzalez, & Griffiths. Qui si afferma che la pubblicità del gioco d’azzardo online non sia determinante nel gioco patologico. D’altro canto però essa ha un effetto negativo sia come fattore scatenante, sia su chi tenta di smettere di giocare.

Come si può comprendere il tema è molto complesso, e va ancora approfondito. Di conseguenza non si può prevedere quale sarà l’effetto a lungo termine del divieto di pubblicità al gioco d’azzardo online e a tutti gli altri giochi.

Va ricordato inoltre che i siti informativi dedicati al gioco che offrono informazioni sui servizi di gioco online ma non fanno pubblicità ma offrono agli utenti online un mezzo per potere discriminare tra i casino legali e quelli non autorizzati. Rimane infatti prioritaria la necessità di tutelare i giocatori che vogliono giocare online indirizzandoli verso un gioco onesto e sicuro piuttosto che su piattaforme non certificate. Detto questo, i dati relativi alle modalità di gioco degli italiani, in seguito al divieto saranno molto interessanti. Va ricordato inoltre che Scoprire gli effetti di una misura simile, unica in Europa, servirà a stabilire le linee guida per altri stati che mirano a combattere il gioco patologico.


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