Ascoli-Frosinone, altri due Daspo per lancio materiale pericoloso e violenza verso steward

Redazione Picenotime

18 Febbraio 2020

Foto da Questura Ascoli Piceno

La Questura di Ascoli Piceno ha adottato altri due provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive (Daspo) nei confronti di ultras dell’Ascoli Calcio resisi responsabili degli episodi di violenza verificatisi nel corso della contestazione inscenata al termine dell’incontro di calcio Ascoli–Frosinone, disputatosi il 26 Gennaio 2020, presso lo stadio "Del Duca", a causa della sconfitta interna. Il prosieguo delle indagini curate dalla Digos in collaborazione con il Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, che nell’immediatezza dei fatti avevano già portato all’arresto fuori flagranza di un tifoso e all’emissione del relativo Daspo di anni e (tre) con obbligo di firma di un anno, ha permesso di identificare un altro sostenitore ascolano (56 anni) resosi responsabile del lancio di una bottiglia di vetro all’indirizzo di un mezzo dell’Arma dei Carabinieri nei confronti del quale è stato emanato un divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive della durata di un anno. Ben più grave, invece, la posizione di un terzo ultrà locale di 33 anni, che ha partecipato materialmente all’azione di protesta nel corso della quale, oltre al lancio di oggetti e due bombe carta, era stato impedito con la forza agli steward ivi preposti  la chiusura del cancello di ingresso della Tribuna Ovest. Nella circostanza lo stesso tifoso ha spintonato un addetto alla sicurezza dopo essersi travisato al fine di impedire la propria identificazione. Essendo soggetto recidivo è stato applicato un Daspo di 5 anni con obbligo di firma presso questo Ufficio della stessa durata, misura convalidata dal GIP presso il Tribunale di Ascoli Piceno. Come noto la legge 8 Agosto 2019 nr.77, di modifica della legge 401/1989, ha previsto l’adozione, nei confronti delle persone già destinatarie del Daspo, dell’obbligo di firma della durata minima di 5 anni ed il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive fino a 10 anni. 

Entrambi i tifosi sono stati inoltre denunciate in stato di libertà presso la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per rispondere, rispettivamente, del lancio di materiale pericoloso, di travisamento e violenza nei confronti del personale steward. Ad entrambi gli ultrà è stato infine  fatto divieto di accedere, per lo stesso arco temporale triennale, ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano od assistono alle medesime manifestazioni. La prescrizione in narrativa è stata altresì estesa al centro sportivo di Coverciano (Firenze) presso il quale si allena la Nazionale Italiana, nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno degli stessi e di ogni altro centro o impianto, per la medesima distanza, ove questa squadra si raduni per svolgere allenamenti, la preparazione pre-campionato, eventuali ritiri o per disputare gare in trasferta, compresi i luoghi ove la squadra dimori o prenda alloggio. In caso di violazione dei divieti citati  è prevista la reclusione da uno a tre anni, la multa da 10mila euro a 40mila euro, nonché l’ulteriore aggravamento del Daspo. Nei casi di flagranza è inoltre consentito l’arresto del trasgressore.


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