Cambiano le dinamiche della preparazione del cibo, alla scoperta dei nuovi microonde

Redazione Picenotime

19 Marzo 2020

Si dice che le scoperte migliori accadano per caso. Vero è che il caso ha ancora più efficacia se stimolato da intelligenza e curiosità, due ingredienti indispensabili per il progresso e l’innovazione. E un esempio di quanto ciò possa essere vero è l’invenzione di alcuni degli strumenti che tutti noi utilizziamo ogni giorno, tra questi il forno a microonde. Andando indietro nel tempo alla creazione di questo prodotto infatti si scopre che le intenzioni alla base della scoperta sono alquanto singolari e, soprattutto, l’intuizione che ha guidato il progetto è nata in un contesto del tutto inaspettato. Siamo negli Stati Uniti d’America durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1945, l’ingegnere Percey Spencer, impiegato nel settore della difesa, scopre casualmente i vantaggi provenienti dal trasferimento tecnologico delle microonde prodotte dai radar in un ambito del tutto differente, ovvero quello della cucina. Nello specifico, il compito da svolgere era la costruzione di magnetron, ovvero parti componenti dei radar ed è proprio durante la fase di sperimentazione del loro funzionamento che Spencer si accorge dello scioglimento improvviso della cioccolata nella sua tasca dei pantaloni.

Viene allora spontaneo domandarsi come sarebbero state le dinamiche di preparazione del cibo oggi se Spencer non avesse avuto una tavoletta di cioccolata in tasca durante la costruzione della valvola termoionica per radiorilevatori. È stato infatti un episodio banale come lo sciogliersi della cioccolata a proiettare nella sua mente la visione di un macchinario ancora inesistente. Così, esperimento dopo esperimento Spencer arriva due anni dopo, nel 1947, a brevettare il Radarange, primo forno con cottura a microonde. Tuttavia, le dimensioni mastodontiche unite al costo elevato rendono il prodotto poco accessibile e bisognerà aspettare ancora alcuni anni perché si diffonda a livello domestico. Inizialmente infatti il loro utilizzo era previsto solo nei ristoranti delle navi da crociera e dei treni a lunga percorrenza.

Ma innovazione dove innovazione il prodotto evolve sempre di più nella direzione di un uso democratico e accessibile, e nel 1955 l’americana Tappan Stove Company progetta il primo microonde per la casa. In seguito numerose aziende iniziano a mostrare interesse verso il progetto spostando gradualmente il suo uso dalle applicazioni industriali alle nostre cucine fino alla diffusione di massa anche grazie al conseguente abbattimento dei costi.

Da prodotto di nicchia il forno a microonde è diventato nel tempo un must have e ciò ha determinato la presenza sul mercato di un numero sempre maggiore di modelli diversi per prezzi, dimensioni e colori. Il forno a microonde continua a evolvere generando una vera e propria rivoluzione in linea con le necessità della società moderna puntando su tecnologie innovative per semplificarne l’uso e ampliare il range di funzioni disponibili, un design accattivante e lavorando sul progetto di microonde più piccoli sulla base delle scelte dei consumatori guidate dall’esigenza di riuscire a gestire in maniera efficiente uno spazio domestico sempre più ridotto.

Considerando la parte funzionale, alla possibilità di riscaldare, scongelare e cuocere il cibo, si sono aggiunte nel tempo opzioni come la funzione Grill che grazie alla presenza di un dispositivo a raggi infrarossi posto nella parte alta del forno permette di grigliare i cibi, e il piatto Crisp in materiale anti-aderente e specialmente indicato per la frittura in quanto favorisce il raccoglimento al centro del calore e il raggiungimento di alte temperature. Inoltre la funzione di ventilazione consente di conservare le pietanze asciutte all’esterno e umide all’interno favorendo una cottura dei cibi più uniforme e una migliore conservazione degli alimenti. Alle innovazioni funzionali se ne aggiungono altre tecnologiche riferite alla natura smart dei modelli più recenti disponibili sul mercato per cui è facilitata l’interazione con l’utente e il display consente ad esempio la lettura delle caratteristiche di quel determinato alimento dopo averlo selezionato e averne individuato le caratteristiche in modo tale da suggerirci modalità e tempi di cottura o scongelamento più adeguati.

Così come la flessibilità d’uso dal punto di vista strutturale è determinata dalle varianti disponibili con la possibilità di scegliere tra apertura frontale o laterale, forno da incasso o a libera installazione. Infine, dal punto di vista della sostenibilità, è bene considerare che si tratta di un prodotto in grado di ridurre sprechi di cibo, tempo ed energia non solo perché velocizza il processo di preparazione del cibo ma anche perché in molti casi si tratta di macchine dotate di elevata autonomia e in grado ad esempio di spegnersi automaticamente se non vengono usate per un lasso di tempo esteso, contribuendo in questo modo ad abbassare le spese di consumo delle nostre case.


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