Coronavirus, sindaco Ascoli: “Sapevamo che dato positivi sarebbe cresciuto. Dobbiamo resistere”

Redazione Picenotime

26 Marzo 2020

Marco Fioravanti

Il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti ha aggiornamento la cittadinanza sull'emergenza Coronavirus nella consueta diretta video social serale dalla propria abitazione.

"Il Gores ci comunica oggi che sono diventati i 111 casi positivi complessivi nella provincia di Ascoli Piceno. Il numero come sapevamo è destinato a crescere e quindi non dobbiamo spaventarci, sono stati fatti 210 tamponi nella nostra struttura che a regime ne potrà effettuare anche 700/800 al giorno - ha dichiarato Fioravanti -. Dobbiamo restare a casa e resistere nonostante le giornate e le settimane continuino a trascorrere, lo so che diventa sempre più difficile ma bisogna evitare assembramenti, credo che anche i muri abbiano percepito questo messaggio... Anche oggi ho tenuto la giunta comunale via Skype con tutti gli assessori per mettere nuove idee in campo, domani vi aggiornerò in tal senso. La diretta di stasera la voglio incentrare in particolar modo sulla lettera che ho voluto scrivere al premier Conte per tutelare i comuni ed i lavoratori in questa difficile fase di emergenza. Il centralismo degli ultimi anni ha portato a tante problematiche che con questa esigenza sono venute a galla in maniera incontrastabile. Bisogna ripartire dal capitale umano e da un Italia dei Comuni. Non basta la frase "non vi lasciamo soli", abbiamo bisogno che la politica parli per atti amministrativi e aiuti di cui c'è bisogno in questo momento. Capacità di ascoltare e capire sono necessità per ripartire e ricostruire un nuovo paese. Anche i comuni non possono avere ancora uscite senza un minimo introito. Dobbiamo dare respiro ai comuni in modo che possano avere disponibilità per riversare sui proprio territori aiuti e servizi. Velocizziamo i processi e gli appalti, anche attraverso commissari che possono essere i sindaci che sanno e conoscono come nel caso di Genova e del Ponte Morandi, un esempio virtuoso di queste procedure. La situazione relativa al terremoto, con commissari esterni e trafile burocratiche, è l'esempio chiaro che quel metodo è totalmente fallimentare. Adesso abbiamo bisogni reali e dobbiamo avere la capacità di ripartire da un valore umano dove lo Stato rimette al centro la persona, iniziando da chi è più sul fronte e che sa interpretare e conosce bene la situazione intorno a sè. Cominciano ad esserci i poveri da Coronavirus, da questa tragedia bisogna ridisegnare nuove prospettive di sviluppo con al centro l'essere umano che negli ultimi anni è stato offuscato dai numeri e dai profitti generati fino ad ora senza considerare tutto ciò che ci ruota intorno. Domani inizieremo a sanificare le parti esterne delle aziende che stanno lavorando, questo perché a livello locale sappiamo le esigenze e ci adoperiamo ascoltando e confrontandoci per risolvere le problematiche con la massima velocità. Auspico che la lettera possa scuotere non tanto l'aspetto politico ma l'aspetto emotivo ed umano di chi è al Governo, sperando di far capire che il mio era un grido di dolore per evitare che non si spengano i sogni delle persone. Abbiamo bisogno di risorse e della silenziosa Europa con misure concrete. Quel credito va utilizzato dando potere ai territori per avere redistribuzione, misure che permettono di rifare strade e sbloccare cantieri per avere un'Italia più sicura. Non è solo un mio pensiero ma dopo 30 giorni ho cercato di interpretate ciò che ogni cittadino, tramite qualsiasi mezzo. mi ha segnalato, e suggerito. E' la voce di tutti i cittadini che però non hanno l'opportunità di farsi sentire. Dobbiamo ridisegnare una nuova Italia fatta con uno Stato presente ovunque, anche nelle piccole frazioni e nei piccoli borghi di montagna. Tutto questo mi ha portato e prendere carta e penna ed a scrivere al premier Conte. I cittadini non devo aspettare dalla politica ma devono essere protagonisti del rilancio e della ripartenza. Alle 15 domani sarò con il vescovo D'Ercole e pregheremo insieme, in totale solitudine, per chi è venuto a mancare a causa del Coronavirus. Abbiamo dato disponibilità per accogliere, tramite i servizi cimiteriali, salme da cremare provenienti dalle città del Nord. Abbiamo inoltre pubblicato l'elenco delle attività che effettuano consegne a domicilio, una lista che verrà aggiornata in maniera continuativa, quindi segnalateci se qualcuno di voi fa questo servizio e provvederemo ad inserirlo inviando una mail a ser.commercio@comune.ap.it (CLICCA QUI PER ELENCO).  Concludo con un ringraziamento a tutti gli operatori di Picena Ambiente che anche ieri, con la problematica aggiuntiva della neve, hanno eseguito in maniera impeccabile il loro servizio". 





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