Coronavirus, Istituto Superiore Sanità: “Fase 2? Serve grande cautela. Andremo al parco ma niente feste”

Redazione Picenotime

24 Aprile 2020

Silvio Brusaferro

"La curva si è piegata, possiamo guardare con fiducia al futuro, ma con cautela. Il virus circola ancora, guai a pensare che la battaglia sia vinta". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza all'inaugurazione dell'Edificio Alto Isolamento dell'Istituto Spallanzani di Roma.

Gli fa eco il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro nella consueta conferenza stampa del Venerdì: "La curva epidemica mostra che si riducono i sintomatici un po' ovunque, ma ci sono ancora casi, anche questi però sono in riduzione. Si riduce anche la quota di pazienti critici. Sta crescendo l'uso dei tamponi sul territorio, che vanno ad intercettare precocemente i casi. Crescono gli asintomatici o coloro che hanno patologie lievi e si riducono i pazienti critici. Le età più avanzate, con più patologie, sono a maggior rischio mortalità. La maggior parte delle infezioni si verificano dove si concentrano sostanzialmente le persone anziane e i disabili, poi c'è il livello familiare - ha aggiunto Brusaferro -. Da Aprile è aumentato il numero delle donne contagiate. Quanto ai decessi, l'età media delle donne è più elevata e si conferma il fatto che le donne muoiono meno rispetto ai maschi nel nostro Paese. Anche nelle zone a bassa circolazione del virus ci sono comunque dei focolai, come nel Lazio, in Calabria, in Sicilia. Globalmente l'intensità di circolazione si è molto ridotta, ma rimane la circolazione del virus. Questo è il motivo per cui anche quando parliamo di allentare alcune misure si esprime sempre la cautela e la necessità di muoversi passo passo. Facciamo 60mila tamponi al giorno. Siamo tra i Paesi europei che fanno più tamponi al giorno. Sono 106 i comuni italiani dichiarati zona rossa per l'emergenza Coronavirus. Molte zone rosse sono in fase di esaurimento nella prossima settimana. Facciamo un passo alla volta: senza cautela l'R0 può risalire in due settimane, anche meno. Il fatto di avere dei dati positivi non vuol dire abbassare la guardia, ci deve essere grande cautela. In poco tempo bisogna verificare che non riparta la curva. Si può rapidamente intervenire se c'è una diffusione focalizzata, più difficile con una diffusione ampia. Bisogna riorganizzarsi, anche nella vita quotidiana. Ci si può muovere, ma rispettando rigorosamente alcune regole. Si potrà andare al parco, ma non fare feste in sintesi. Noi ci immaginiamo che il Paese progressivamente riprenda delle attività, secondo una logica di grande prudenza ma anche di inesorabilità. L'idea è: apriamo attività produttive, commerciali, una mobilità a supporto, e vediamo se riusciamo a mantenere questi numeri. Andiamo progressivamente ad articolare una nostra vita che certamente non sarà come prima, fino a quando non avremo terapie, ma soprattutto il vaccino". 

In merito alla ripartenza dei campionati di calcio ha poi preso la parola Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. "Una ripresa del campionato di calcio? Credo sia una decisione difficile da prendere, ma per questo sport non ci sono condizioni di rischio zero e in questo caso c'è anche un contatto fisico. Il rischio non è zero. Far ripartire il calcio dopo la fine del lockdown è una decisione politica. Dal punto di vista tecnico, il calcio come altri sport implica un contatto diretto, quindi la necessità di controlli molto stretti su un numero di persone relativamente ampio, anche se non si discute che si gioca a porte chiuse. Attorno ai 22 calciatori ci sono 200 persone circa, i controlli sarebbero in carico delle squadre da quello che ho capito, a scadenze molto strette. Non ho letto il protocollo Figc, non posso dare una opinione in merito, ho solo sentito parlare di un tampone ogni quattro giorni o qualcosa del genere - ha dichiarato Rezza -. I giocatori dovrebbero stare isolati rispetto alla comunità e alla famiglia, tutta una serie di norme per ridurre al minimo il rischio di contagio. È una decisione molto difficile da prendere, non mi sembra che ci siano le condizioni per un rischio zero, ma nessuno attività che riprenda è a rischio zero. In questo caso il distanziamento sociale mi sembra scarsamente applicabile, certo il rischio non è zero. Facendo una analisi dei costi e dei benefici si possono prendere decisioni, ma non sta a noi decidere”. 



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Commenti (1)

Profeta 24 Aprile 2020 22:20

CAMPIONATI. SONO SUBITO DA. ANNULLARE""""""..........
SI RIPRENDERANNO A ""OTTOBRE""'''
SE SARÀ POSSIBILE...........
.........NON. SI SCHERZA CON LA MORTE..""""""ATTENZIONE!!!!


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