Coronavirus, Calcagno: “Siamo pronti per ripresa anche se Serie C rischia di non ripartire”

Redazione Picenotime

01 Giugno 2020

Umberto Calcagno

Il vicepresidente dell'Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno, intervenuto ai microfoni di “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento, riguardo gli orari delle partite alla ripresa del campionato ha evidenziato che “sono stati fatti dei passi avanti, segno che il problema c’era e si è cercato di risolverlo: evitare di giocare con il caldo pomeridiano era una proposta costruttiva per tutelare la salute degli atleti, reduci da un lungo periodo di inattività e che dovranno oltretutto affrontare un calendario molto compresso. È interesse di tutti la tutela della salute di chi va in campo, anche a salvaguardia dello spettacolo”.

Dietro le quinte abbiamo lavorato tanto - ha proseguito - e siamo pronti per la ripresa: far ripartire il calcio è un bel segnale per tutto il Paese, e per il nostro sistema con tutto l’indotto che crea anche per le categorie minori”.

È stato un periodo molto difficile - ha continuato Calcagno - le cose che si dicevano un giorno venivano smentite il giorno seguente, ma non per colpa di qualcuno in particolare, ma per un virus sconosciuto che ha generato molte incertezze. Credo comunque che, al di là della diversità di vedute tra le varie componenti calcistiche, oggi il nostro mondo si sia ricompattato, tutti si sono messi a remare dalla stessa parte e i risultati si vedono. Non tutti i problemi sono stati risolti e continueremo a lavorare per trovare insieme le soluzioni adeguate”.

Riguardo il problema dei contratti in scadenza al 30 giugno, Calcagno ha detto: “Le indicazioni della Fifa che riguardano la questione del prolungamento dei contratti, non lasciano molto margine rispetto alla contrattazione individuale. Oltretutto abbiamo diverse tipologie di contratti: ci sono calciatori che hanno sottoscritto dei biennali, altri in scadenza, altri ancora hanno già firmato per un’altra società dal 1^ luglio. Ritengo che tutti abbiano bene in mente che la ripresa dovrà comportare sacrifici per qualcuno, si giocherà per un mese e mezzo in più e di questo si dovrà tener conto. Magari chi ha contratti biennali sarà avvantaggiato, altri dovranno sedersi ad un tavolo e trovare soluzioni con più soggetti”.

Lo stato d’animo dei calciatori, in vista della ripresa del campionato, è una situazione soggettiva a seconda di come è stato vissuto questo evento. Alcuni hanno contratto il virus, altri hanno vissute in zone maggiormente colpite e quindi c’è una percezione molto diversa da squadra a squadra. Magari qualcuno avrà minore serenità ed un approccio diverso, ma la comune volontà di riprendere non è mai stata in dubbio: la voglia di tornare in campo, nel momento in cui i protocolli lo permettono, non è mai mancata e oggi l’auspicio è che la situazione generale continui a migliorare e che la curva epidemiologica ci faciliti nelle prossime settimane. Mi auguro in questo senso che presto anche la Serie B e la Lega Pro riescano a ripartire perché dispiacerebbe avere un professionismo che va a due velocità”.

A proposito di Lega Pro, Calcagno ha sottolineato che “la decisione di chiudere anticipatamente la stagione, è stata una scelta politica sbagliata che non permetterà probabilmente di concludere i campionati con l’attuale format, scaricando su 15 società l’errore commesso dall’Assemblea del 7 maggio scorso. Dispiace perché oggi si trova a rincorrere la possibilità di finire i campionati e rischia di essere l’unica lega professionistica a non riuscire a farlo, cosa che poteva gestire in serenità, considerando che c'è tutto agosto a disposizione e specialmente ora che la situazione generale sta migliorando”.

Partiamo dal presupposto che la nostra posizione è sempre stata coerente: ad inizio marzo per primi abbiamo voluto che il calcio si fermasse perché la situazione era pericolosa e questo credo ci sia stato riconosciuto. Da quel momento in poi abbiamo chiesto per tutti, non solo per i calciatori ma anche per chi gravita attorno alla squadra, massima sicurezza, e abbiamo lavorato sette giorni su sette sui protocolli per creare le giuste condizioni per la ripresa. Oggi continuiamo a lavorare uniti per risolvere i problemi che ancora sussistono, al nostro interno non ci sono mai state posizioni differenti”.

Dopo la ripartenza - ha concluso - dobbiamo innanzitutto monitorare che i protocolli vengano messi in atto con tutte le misure richieste. A tal proposito si stanno già muovendo una task force e la procura federale con i dovuti controlli per capire che tutti possano lavorare nel migliore dei modi. Poi auspichiamo che tutti i ragionamenti fatti su altre soluzioni per chiudere la stagione non si debbano mettere in atto: dobbiamo dare valore sportivo ai due terzi dei campionati fin qui disputati e quindi ci auguriamo che i verdetti, per tutte e tre le leghe, avvengano sul campo”.


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