Coronavirus, Ministero Salute: “Sono 259 i nuovi casi. Altri 30 decessi, nessuno nelle Marche”

Redazione Picenotime

26 Giugno 2020

Sono 259 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati oggi in Italia e i morti sono 30. La Lombardia conta 156 nuovi casi. Il numero totale di positivi in Italia è di 17.638, quello dei deceduti è pari a 34.708, il numero di guariti è salito a 187.615 (con un incremento di 890), il numero di ricoverati con sintomi è pari a 1.386 (-129 su ieri), quello dei ricoverati in terapia intensiva è 105 (+2 su ieri), quello delle persone in isolamento domiciliare 16.177 (-508 su ieri). Le regioni con zero casi sono oggi Basilicata, Valle d'Aosta, Sardegna, Provincia autonoma di Bolzano e Sicilia.

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Il Gores (Gruppo Operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie), per l'undicesima giornata consecutiva, non ha fortunatamente registrato nuovi decessi. In totale i deceduti nelle Marche a causa del Coronavirus restano quindi 991 (593 uomini e 398 femmine), il 94.9% con patologie pregresse e con un'età media di 80,5 anni (525 nella provincia di Pesaro-Urbino, 214 ad Ancona, 166 a Macerata, 65 a Fermo e 13 ad Ascoli Piceno) più 8 residenti in altre regioni. 

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REPORT MONITORAGGIO SETTIMANALE

Complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta. E’ la situazione in Italia descritta nel sesto report del monitoraggio settimanale della Fase 2, a cura di Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Cabina di regia.

Punti chiave

  • L’ analisi dei dati è relativa al periodo 15-21 giugno 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, ovvero tra la seconda e la terza fase di riapertura (tra il 25 maggio e il 7 giugno 2020). Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.
  • Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 8/6-21/6) di 5.98 per 100.000 abitanti (in diminuzione). A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, riscontrato sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute e pubblicato sul sito della Protezione civile, sia nel flusso di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Alcune stime Rt questa settimana sono in aumento, riflettendo il lieve aumento nel numero di casi diagnosticato la scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati alcuni focolai. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali.
  • In alcune realtà regionali, continua ad essere segnalato un numero di nuovi casi elevato. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante.
  • In quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune Regioni/PPAA. Tale riscontro in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e
  • monitoraggio dei contatti stretti. Tuttavia, la presenza di focolai, anche di una certa rilevanza numerica, mostra come il virus continui ad essere in grado, nelle attuali condizioni, di trasmettersi in modo efficace. Questo conferma che l’epidemia da SARS-CoV-2 non è affatto conclusa in Italia.
  • È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. È anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.

Conclusioni

Le misure di lockdown in Italia hanno consentito di controllare l’epidemia da virus SARS-CoV-2 sul territorio nazionale. Tuttavia la trasmissione continua ad essere documentata nel Paese con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAA.
La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda fase di transizione, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Sebbene questo descriva una situazione epidemiologicamente fluida che richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico. Al momento i dati confermano il mantenimento della fase di transizione con le misure di prevenzione e controllo adottate dalle Regioni/PPAA.
È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche.



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