Teatro Concordia, arriva Locke di Steven Knight

Redazione Picenotime

24 Novembre 2014

LOCKE di Steven Knight

Martedì 25 Novembre  2014 al Teatro Concordia ore 17.00 e 21.30 va in onda LOCKE di Steven Knight (USA/Regno Unito, 2013). Interpreti: Tom Hardy; durata: 85’.

Un uomo nella notte alla guida della sua macchina corre il più veloce possibile verso Londra. Intanto parla in vivavoce con la moglie, i figli, i colleghi, il capo e una donna che sta per partorire. Non c’è altro, eppure questo è uno dei film più avvincenti del decennio. Un capolavoro di sceneggiatura. Un uomo che si gioca la sua vita in una notte.

Steven Knight costringe Tom Hardy ad un tour de force attoriale di rara efficacia. Chiuso nell’auto del protagonista per tutta la sua durata, Locke ci accompagna per un’ora e mezzo in un viaggio nella notte, lungo le strade che portano da Birmingham a Londra. Raccontata così potrebbe sembrare un’odissea tutta cinefila, ma il film è invece appassionante come un thriller e la scelta di Knight di rispettare le unità di luogo, tempo ed azione non è mai un limite, esaltando le sfumature interpretative del suo protagonista. Ivan Locke è direttore dei lavori di una grande società di costruzioni di Chicago. L’indomani si getteranno le fondamenta di un enorme grattacielo: sarà la colata di calcestruzzo più imponente di sempre, ma Locke non ci sarà. Ha messo incinta una collega, che ora lo aspetta a Londra in ospedale: sta per partorire il loro bambino, due mesi prima del termine.

Il protagonista si mette in auto e sfreccia nella notte, per raggiungere la donna. Nel corso del viaggio dovrà spiegare al suo superiore che non potrà dirigere le delicatissime operazioni del mattino; dovrà confessare alla moglie il tradimento; dovrà parlare con i figli che lo aspettano a casa per vedere la partita in tv e con uno dei suoi operai, a cui ha delegato il controllo di tutto quello che accadrà sul cantiere. Il film è tutto sul volto del suo protagonista, impegnato nella notte più difficile della sua vita, ma costretto a comunicare con tutti solo attraverso il telefono cellulare. 

Il film è stato scritto magnificamente dallo stesso Knight. Ma Locke è molto di più che un esercizio di stile, riesce a coinvolgere ed emozionare, grazie alla precisione dei dialoghi, alla forza della progressione drammatica e soprattutto alla prova mimetica di un Tom Hardy immenso: completamente immerso nel film, ha pochi mezzi espressivi a sua disposizione, solo il volto e le mani, quasi sempre impegnate sul volante, eppure, anche privato della sua fisicità travolgente, riesce a rendere significante ogni sguardo, ogni parola. Ivan Locke è un uomo che vive nell’ombra di un padre che non ha mai conosciuto: deciso a redimere il proprio nome e la propria storia familiare è stato un marito amorevole ed un professionista impeccabile. Una notte, lontano da casa per un lavoro importante, ha commesso un errore, ma il suo senso del dovere non gli consente di fare altro che di esserci: per la sua famiglia e per il suo capo, per il suo operaio e per il bimbo che sta per nascere.

Locke però ha di fronte a sè una scelta. Ed allora decide di correre dalla donna che non ha più rivisto, che a malapena conosce ma che non è in grado di abbandonare, anche a costo di mettere a rischio tutta la sua vita. On the road assoluto, notturno, silenzioso, senza approdo, se non quello dell’emozione. Locke combatte la sua piccola grande guerra privata, tutta in una notte. E noi siamo al suo fianco.        

PTIME

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