VINCENZO CECI: "MIO FIGLIO È SOLO UNA VITTIMA, CHE SIA FATTA GIUSTIZIA"

Redazione Picenotime

02 Novembre 2012


Luca Ceci non ci sta a passare per "dopato" e vuole lottare fino in fondo per dimostrare la sua innocenza dopo la positività alla 4-metil-2-esanamina riscontrata nel corso dei controlli ai Campionati Italiani di ciclismo su pista svoltisi lo scorso 26 Settembre a Montichiari. Il 24enne pistard ascolano ha rinunciato spontaneamente alle controanalisi ed ha deciso di confrontarsi direttamente con la Procura Nazionale del Coni, che lo aveva immediatamente sospeso in via cautelare al pari del compagno di squadra Loris Paoli.

"Ci siamo recati a Roma per far valere le nostre ragioni, con Luca che ha rilasciato una dichiarazione cristallina davanti ai rappresentanti della Procura del Coni con l'obiettivo di fare chiarezza e dimostrare la propria buona fede - ha spiegato in esclusiva a Picenotime.it Vincenzo Ceci, padre del ciclista ascolano e responsabile tecnico del Team Gold Race -. La sostanza in questione altro non è che un eccitante contenuto in un integratore che Luca ha assunto durante i Campionati Italiani, a sua completa insaputa, visto che nel contenitore non era assolutamente riportata la presenza della 4-metil-2-esanamina. Trattasi, tra l'altro, di una sostanza non dannosa e nociva per la salute, che non può migliorare le prestazioni e che volgarmente possiamo paragonare alla caffeina - ha aggiunto Vincenzo Ceci -. Fa parte della lista Wada di minore gravità, solamente dopo un attenta e dettagliata ricerca siamo riusciti a capire da quale integratore potesse arrivare ed abbiamo dovuto far analizzare privatamente il campione per scovarla. Abbiamo mostrato con assolutà trasparenza l'integratore in questione ai membri della Procura del Coni, ora attendiamo una risposta, nel frattempo rimaniamo tranquilli. Luca in questa storia è solamente una vittima, ha subito gravi danni d'immagine e nel momento di massima forma ha dovuto rinunciare ad appuntamenti importanti come i Campionati Europei e le prove di Coppa del Mondo. Speriamo che giustizia venga fatta".

(nella foto, da sinistra, Vincenzo e Luca Ceci)

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