Verdena, esce il tanto atteso “Endkadenz vol.2”

Martina Fabiani

27 Agosto 2015

Endkadenz vol.2
Mancano meno di ventiquattro ore all’uscita di Endkadenz vol.2, seconda parte del nuovo album dei Verdena, trio bergamasco composto dai fratelli Alberto e Luca Ferrari e Roberta Sammarelli. Il primo volume era uscito lo scorso 27 Gennaio dopo una pausa durata quattro anni, lo stesso lasso di tempo trascorso tra Requiem e Wow, i due album precedenti ad Endkadenz.

Così come Wow ai tempi sorprese tutti perché contenente due cd, anche questa volta i Verdena tornano con due volumi, aspettando però qualche mese prima di tirare fuori la seconda parte. Da che mondo è mondo, hanno sempre deciso loro le regole del gioco. Come prime donne si fanno attendere, scomparendo dal mondo mediatico per ritirarsi nel loro “Pollaio” a sperimentare, scrivere, fare jam e la jam “ha il suono giusto”, dichiara Alberto in un’intervista a Televisionet.tv, per cui se vuoi fare il pezzo su un disco devi riuscire a ricrearlo. "È come pescare…devi guardare l’amo, non hai molti pensieri se non l’amo […] lo stesso la jam. E noi peschiamo perché poi quando jammiamoscriviamo i pezzi e quindi è come andare a pescare i pezzi”, continua Alberto nella stessa intervista, accennando sorrisi e gesticolando con le mani. Potrebbero metterci anche dieci anni, ma il risultato deve essere perfetto, almeno per loro. 

Endkadenz Vol.1 è stato come un fulmine a ciel sereno, un’ora di fiato sospeso, un “inno dell perdersi”, perdersi nella dolcezza di “Nevischio” e “Diluvio”, nel synth di “Sci Desertico” o nelle chitarrone di “Derek”. Vedremo che sorpresa ci riserveranno domani, quale viaggio verso l’ignoto ci faranno fare. Ed ecco che sapranno, in un modo o nell’altro, farsi perdonare anche la più lunga delle attese. Per i più impazienti su Rockit è possibile ascoltare già da oggi “Caleido”, estratto da Endkadenz Vol.2.

I Verdena hanno lasciato un’impronta immensa nella storia del rock italiano e sono, ancora oggi, d’ispirazione per chiunque voglia fare musica. Per un loro concerto i ventenni di dieci anni fa, si fanno ancora due ore di strada, si piazzano in prima fila e si accaparrano pure la scaletta. E ve lo dico perché, durante un loro concerto a Padova, la mia ala destra è stata un ragazzo friulano che, partito il riff di Viba, con sguardo estatico, ha affermato: “Non ci credo, facevo il primo liceo quando ascoltavo questa canzone”, e quando, a fine concerto, ci ho scambiato due parole e mi sono permessa di chiedergli l’età, mi sono resa conto che la prima liceo, effettivamente, era passata da un pò di anni. 

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