Polizia di Stato, arrestati sei napoletani per rapina in banca

Redazione Picenotime

01 Ottobre 2015

volante polizia
Alle ore 16:05 di Mercoledì 30 Settembre giungeva alla sala Operativa del Commissariato la richiesta di aiuto di un dipendente di un istituto di credito di Porto San Giorgio, il quale, in stato di forte agitazione, riferiva di essere stato rinchiuso insieme ad altri sette colleghi e due clienti, sotto minaccia di un cutter, all’interno di un angusto stanzino da parte quattro persone travisate con cappucci neri, i quali avevano tentato di perpetrare una rapina ai danni dell’istituto stesso.

Dopo pochi secondi interveniva sul posto personale della Polizia di Stato con una pattuglia della Squadra Volante che acquisiva dai presenti informazioni utili per il prosieguo delle indagini: in particolare modo questi riferivano di aver visto in loco una autovettura SAAB di colore nero probabilmente in uso ai malviventi.

La nota veniva diramata a tutte le pattuglie della Polizia di Stato presenti sul territorio e grazie ad una attività infoinvestigativa già in atto da parte degli uomini del Commissariato e della Squadra Mobile della Questura di Ascoli, finalizzata alla repressione dei reati predatori ed in particolare delle rapine agli istituti di credito, si intuiva che uno dei responsabili potesse essere un basista locale, già da tempo sotto osservazione dagli investigatori.

Pertanto le pattuglie della Polizia convergevano presso l’abitazione di B.G., sessantenne di Comunanza, dove veniva trovata la SAAB segnalata con il motore ancora caldo. A questo punto gli agenti, convinti della validità della loro intuizione investigativa, irrompevano nell’appartamento dove trovavano, oltre a B.G., altri  sei persone, tutte di origine napoletana, con precedenti specifici per reati ai danni di istituti bancari.

Alla vista dei poliziotti, alcuni dei presenti tentavano di darsi a precipitosa fuga da una finestra posteriore facendo uso di lenzuola annodate, tentando nel contempo di disfarsi di un sacco dell’immondizia contenente oggetti collegabili alla tentata rapina (ventose utilizzate per la rimozione dei vetri, borse, passamontagna, guanti e cutter).

Gli indiziati venivano quindi accompagnati presso gli uffici del Commissariato di pubblica sicurezza di Fermo dove si proseguivano gli accertamenti con l’acquisizione delle testimonianze e delle immagine del circuito di videosorveglianza, che suffragavano ulteriormente le prove a carico dei predetti.

Pertanto, al termine degli atti di rito, tutti e sette i rapinatori venivano tratti in arresto per la rapina ai danni dell’istituto bancario, rapina che non veniva consumata in quanto gli stessi rapinatori, dopo aver richiuso dipendenti e clienti, nell’attesa che si sbloccasse il temporizzatore delle casse, venivano allarmati dal passaggio di un’autopattuglia della Polizia in servizio di controllo del territorio. I rapinatori quindi , temendo di essere stati scoperti, si dileguavano prema di potersi impossessare del denaro, lasciando comunque nello stanzino i malcapitati sequestrati; nessuno di loro riportava comunque lesioni.

Gli arrestati sono:

B. G., nato a Napoli nel 1978,  
C. A., nato a Napoli nel 1983,  
M.F., nato a Napoli nel 1972,  
P.A., nato a Napoli nel 1972, 
D.G.S., nato a Napoli nel 1982, 
P.R., nato a Napoli nel 1965. 

L’esito positivo dell’attività di polizia è stato reso possibile dalla sinergia tra l’attività di controllo del territorio, a cui il Questore Della Cioppa ha voluto dare massimo impulso nei territori fermani e ascolani, e l’attività investigativa posta in essere dal personale della Squadra Mobile e del Settore Anticrimine del Commissariato, che ha consentito di attenzionare un “banale” tentativo di effrazione, effettuato nel decorso mese di agosto ai danni di altro istituto bancario di Fermo, e che agli occhi degli investigatori ha rappresentato uno specifico modus operandi di una non meglio specificata banda specializzata in rapine agli istituti bancari.

Commenti (1)

Marco 01 Ottobre 2015 17:02

Albanesi, rumeni e napoletani. Sempre loro.


PTIME

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