Webinar Ascoli Calcio, Uva: “Italia prenda esempio da Germania, occorre ragionare di sistema”

Redazione Picenotime

07 Maggio 2020

Si è svolto nel pomeriggio odierno il secondo webinar dell'Ascoli sul tema "Il calcio ai tempi del Covid-19", quinto appuntamento del progetto "Crescere Insieme". Moderato e coordinato dal vicepresidente vicario Andrea Di Maso, l'incontro online ha visto la partecipazione del vicepresidente dell'Uefa Michele Uva, del presidente bianconero Carlo Neri, del direttore di "Sport Economy" Marcel Vulpis, dell'avvocato Nicola Menardo (Studio Grande Stevens) e di Luca Filipponi (International Senior Area Director della Angelini Pharma S.p.A.). Hanno assistito anche squadra, staff tecnico, dirigenti ed area marketing dell'Ascoli.

ANDREA DI MASO: "Ringrazio tutti i partecipanti ed in particolare il vicepresidente Uefa per averci onorato stasera della sua presenza, avrebbe già dovuto partecipare al meeting al Circolo Canottieri Aniene di Roma dell'11 Febbraio ma poi una riunione internazionale non gli ha permesso di essere presente. Saluto anche il patron Massimo Pulcinelli che stasera, per un impegno professionale, non ha potuto essere protagonista di questo webinar. Siamo vicini al mondo delle aziende ed ai nostri partner che hanno deciso di investire nel calcio per dare maggiore forza al loro brand. Un pensiero anche ai tifosi, so che è difficile non poter essere vicini ai calciatori e non poterli seguire durante le partite. Il calcio, secondo me, dovrà affrontare un ridimensionamento generale e saranno necessari dei sacrifici da parte di tutti. Il prossimo webinar è in programma Giovedì 14 Maggio, parleremo di legalità e marketing sportivo con gli avvocati Giuseppe Cavallaro e Piero Madonia e  l'executive manager di Banca Generali Massimo Castracane, ci sarà anche un ex campione del mondo di cui non svelo per ora il nome".

CARLO NERI: "Cosa è successo nel pomeriggio nell'incontro tra Figc e Comitato Tecnico Scientifico? Non è avvenuto assolutamente niente, continuiamo ad aspettare Godot... Anche come club bisogna adattarsi ai cambiamenti in atto in tutto il mondo. Dobbiamo approfittare di questa fase di stallo a causa dell'emergenza Coronavirus per degli investimenti forieri di identità sociali e culturali. Sono discorsi che come Ascoli avevamo già iniziato prima della pandemia, sia per lo stadio (o di proprietà o con una gestione di 20/30 anni) che per quanto riguarda il centro sportivo. Dovremo avere un rapporto intenso sia con i nostri partner che con i nostri tifosi, con un marketing strategico ed efficace. Non possiamo restare ad aspettare le decisioni che vengono da fuori, ma bisogna alimentare un dibattito interno per far crescere le aziende che ci hanno dato fiducia e per dare ai nostri supporters le soddisfazioni che meritano".

MICHELE UVA: "Grazie per avermi invitato, soprattutto in questo periodo difficile in cui stiamo cercando di analizzare e prevedere il futuro del calcio. E' sempre un piacere confrontarsi. L'Ascoli è una piazza importante di Serie B che vanta tanti anni di Serie A ed a cui auguro di tornarci presto. Per farlo serve una precisa programmazione, a partire dall'impiantistica. Avere un centro sportivo ed uno stadio di proprietà, quest'ultimo in particolare gestito in un medio-lungo periodo, porta sicuramente stabilità per una società, sia a livello sportivo che sociale ed economico. In Italia siamo oggettivamente indietro da questo punto di vista, ci sono tre impianti con standard europei (Juventus, Udinese e Frosinone) ed a breve si aggregherà anche l'Atalanta. Il sistema sportivo è un'economia complementare, non prettamente competitiva. Non ci possono essere velocità e disciplina di una singola azienda, queste sono caratteristiche che spettano alle varie Leghe. Il calcio tedesco, per dire, dal punto di visto sportivo negli ultimi giorni ha dato l'ennesima dimostrazione di ragionare assolutamente come sistema. Da noi purtroppo si continua a "giocare a ping-pong" rimpallandosi continuamente le responsabilità, così si fa solamente il male del calcio. L'Ascoli, per fare il suo spettacolo, ha bisogno delle altre 19 squadre di Serie B. Il club bianconero dimostra di avere voglia di confrontarsi e di crescere come testimonia questo webinar, ma se domani mattina la Lega dovesse decidere di non giocare più lo stesso Ascoli avrebbe poi da affrontare tutta una serie di problematiche, soprattutto economiche. Potenzialità calcio femminile? Ho scritto anche un libro su questo tema, è un settore in grande crescita. A livello Uefa stiamo lavorando molto sul calcio femminile, con un nuovo format della Champions League e con tanti club prestigiosi che si stanno impegnando in tal senso. In Italia si è creato molto interesse, anche da un punto di vista televisivo. Va aumentato il numero delle tesserate, è un percorso culturale e sociale assai rilevante. Il futuro del calcio? Lo si costruisce con gli investimenti, non ci sono alternative, è una facile equazione. Gli investimenti hanno bisogno di competenze, idee e fatti. Le parole ormai non servono più. Il calcio non era pronto ad uno shock come quello del Coronavirus. Per ripartire bisognerà lavorare tutti insieme, senza paura ma con grande coraggio". 

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LUCA FILIPPONI: “Partecipo con estremo piacere a questo webinar, sono ascolano purosangue, nato e cresciuto ad Ascoli, prima di andare all’Università. Sono tifoso dell’Ascoli Calcio e l’attaccamento è ancor più forte ora che non vivo più lì. Ci sono molti modi di affrontare le contingenze, che a volte possono essere trasformate in opportunità. Nel 2020 affronteremo un periodo di recessione, simile a quella avuta dal 2007 al 2011. Studi interessanti hanno dimostrato che le aziende con un trend di crescita in fatturato hanno avuto due caratteristiche comuni: eccellente disciplina e velocità decisionale. Questo significa che bisogna prendere decisioni toste, veloci e su sfide complesse. Velocità e disciplina consentiranno un rapido ritorno alla cosiddetta “normalità”, ma vanno considerate altre due variabili: le regole di ingaggio, ovvero le azioni, che i governi attueranno per fronteggiare le sfide economiche che si presenteranno e un cambiamento dei modelli di business tradizionali, adeguandoli alle nuove attitudini dei consumatori. Le aziende che saranno disciplinate e veloci avranno addirittura la possibilità di emergere nel futuro prossimo”.

MARCEL VULPIS: “Quando ho iniziato a occuparmi di economia dello Sport, nel 1992, lavoravo per Italia Oggi, secondo giornale economico del nostro Paese. Ricordo che, quando iniziai a proporre articoli di marketing sportivo, non si percepiva ancora il perché bisognasse dare una connotazione economica allo Sport, che fino ad allora era stato puro divertimento. Ho dovuto combattere almeno otto anni prima di convincere il mio Direttore a creare la prima rubrica di marketing sportivo, attiva da 13 anni. Non c’è una vera dignità dell’industria Sport, le aziende di calcio sono atipiche, basti pensare al valore di ammortamento di un calciatore, non paragonabile all’ammortamento nel settore industriale. C’è stato bisogno di una vera rivoluzione culturale per comprendere questo. Durante il periodo Covid anche i giornali hanno aumentato il numero di articoli sull’economia dello sport perché hanno capito che, chiudendo tutto il business del calcio, sarebbe finito tutto. Lo Sport ha bisogno di una sua identità, di un suo valore, perché produce 60 miliardi di euro fra economia diretta e indiretta. Competenza e merito vanno messi al servizio anche nel mondo dello Sport. Ripartenza dei campionati? La Bundesliga ripartirà, a conferma del fatto che in Germania ci sono imprenditori del mondo del calcio che vogliono assumersi il rischio. Non ho nulla contro Spadafora, ma non è uomo di Sport, in questo Paese dobbiamo iniziare a mettere le persone giuste nei posti giusti. Ridimensionamento economico? C’è bisogno di un patto economico di business fra club, emittenti e sponsor”.

AVV. NICOLA MENARDO: “Sulla questione della responsabilità dei club, in caso di positività al virus di un proprio tesserato/dipendente, va fatta una premessa. L’elemento normativo, relativo alla disciplina sulla sicurezza del lavoro, è il ‘testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro’, che ha portata universale e, quindi, comprende anche l’attività sportiva. In base al testo, è obbligo del datore di lavoro adottare le misure di prevenzione per ridurre al minimo il rischio infortuni. Il Decreto Cura Italia ha introdotto una disciplina specifica: il rischio di contagio da Covid all’interno di stadio o centro sportivo va trattato come rischio normativo e, quindi, vanno adottate misure di prevenzione e di massima sicurezza possibile. In caso di contagio, avvenuto all’interno delle strutture sportive, si può configurare una responsabilità anche di natura penale nei confronti dei rappresentanti del Club. Nel caso limite di decesso, non è escluso il reato di omicidio colposo”.

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Commenti (3)

San Marco 07 Maggio 2020 20:17

COMPLIMENTI. Iniaziative molto importanti che contribuiscono a far crescere l'immagine Ascoli Calcio in Italia ed in tutto il mondo sportivo. Sempre ForzaAscoli.


Dario 07 Maggio 2020 20:27

Ma portano anche soldi questi webinar? Non capisco il senso, sono dei dibattiti finalizzati a cosa??


Andrea 07 Maggio 2020 22:05

Grandissima società, abbiamo un management di altissimo livello, lo stesso Uva vice presidente UEFA si è sentito lunsingato di partecipare, ha parlato di Ascoli come un marchio importante nel calcio italiano, la prossima settimana ci sarà un'altro webinar, fantastico.
Programmazione, ambizione i prossimi anni saranno di successo per Ascoli, patron Pulcinelli ci porta in seie A. San Siro rifatti il look stiamo arrivando. fac


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