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Lores Varela: “Ad Ascoli progetto importante. A Palermo sono stato bene, sento ancora Dybala”

di Redazione Picenotime

giovedì 28 settembre 2017

E' Ignacio Lores Varela uno degli ex della gara Ascoli-Palermo in programma Sabato 30 Settembre allo stadio "Del Duca" per la settima giornata del campionato di Serie B. Il 26enne fantasista uruguaiano, già autore di due reti con la maglia bianconera, ha esordito nel campionato italiano proprio con il club rosanero collezionando 6 presenze in Serie A nella stagione 2011/2012. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate in esclusive al sito Mediagol.it

Come sto vivendo questo mio momento ad Ascoli? Abbiamo vinto una partita fondamentale in trasferta contro il Cesena, arriviamo molto carichi perché in casa abbiamo perso le ultime due gare; quindi il match contro il Palermo è molto importante per noi. E’ importante perché il Palermo non ha ancora perso una gara in campionato ed è pur sempre una delle squadre favorite per la promozione finale, poi per me è una partita speciale – ha dichiarato Lores Varela -. I loro punti deboli? Stiamo preparando la nostra partita facendo e lavorando al massimo come sempre. Vedendo le ultime gare giocate dai rosanero in campionato contro il Foggia e contro la Pro Vercelli ho notato che possono andare in difficoltà, ho visto una certa sofferenza nei primi 45 minuti. Il Palermo però ha diversi giocatori di esperienza che sanno soffrire, calciatori come Rispoli e Morganella. Sono grandi giocatori, al livello della Serie A, che sanno gestire le partite. Maresca? Sia per lui che per mister Fiorin è un match molto importante, so che Enzo ha fatto la promozione con i rosanero ed è sicuramente una gara importante per lui. E’ sempre bello giocare contro il Palermo. Ascoli? Per fortuna ho trovato una società importante, vogliono fare bene ed hanno un progetto importante. Non ci fanno mancare nulla, abbiamo a disposizione un centro sportivo bellissimo e hanno costruito una squadra proiettata per un progetto. Sono molto contento. Sogno nel cassetto? Voglio continuare ad imparare, sono arrivato a Palermo molto giovane e sinceramente a volte era dura lì perché anche se stai in una bellissima città se non giochi è brutto. Il calciatore ha bisogno di giocare, ora sto giocando ed imparando tanto e voglio crescere. Che ricordi ho di Palermo? A Palermo ho giocato poco per tanti motivi, ma è stata comunque una bella esperienza. Mi ricordo che quando sono arrivato in città c’era Palermo-Inter ed i rosanero hanno vinto con i gol di Miccoli, Hernandez e Pinilla. Già avevo capito che si trattava di una bellissima piazza, mi dispiace che ora la gente va meno allo stadio perché prima era bellissimo. A Palermo ho avuto la sfortuna di arrivare e subire il cambio di allenatore, prima c’era Pioli, poi Mangia che mi ha fatto giocare e dopo ancora Mutti che mi ha fatto giocare meno forse perché non ero pronto tatticamente. Ho avuto anche un periodo di fatica per adattarmi al lavoro, purtroppo i sudamericani ne soffrono molto. Comunque sono sempre stato molto bene. Dybala? Si vedeva che era forte, era ancora un bambino quando è arrivato a Palermo. Per un periodo è rimasto a casa mia mentre cercava abitazione. Si vedeva che era fortissimo, aveva i colpi e fortunatamente è esploso bene. L’ho sentito da poco e gli ho detto che se continuerà così toglierà anche il 10 a Messi nell’Argentina (ride ndr.). Paulo è rimasto molto umile, questo è un valore importante. Il momento grigio di Gonzalo Higuain, potrebbe nascondere una piccola gelosia nei confronti di Paulo? La stella Dybala sta facendo un po’ ombra al Pipita? Può essere, però non può essere solo questo perché Paulo è molto sincero: quando gioca Gonzalo, Dybala lo cerca spesso per fargli fare gol. In questo momento lui è due giocate avanti a tutti, ora deve essere Higuain bravo a cercare di aiutare Paulo perché lui è molto giovane. Gattuso? Per me è stato molto importante nella mia carriera, mi ha dato più fiducia di tutti e lo ringrazierò sempre. Anche quando era a Palermo mi ha fatto giocare di ritorno dal prestito e una volta mi ha anche detto che Zamparini lo voleva mandare via perché mi aveva fatto giocare (ride, ndr). Devo tutto il mister, è sempre stato molto onesto con me è mi ha insegnato ad avere fiducia e la voglia di lottare. Ha tanta umiltà e molti valori. Aneddoti con lui? Ad ogni partita, al minimo errore, lanciava le bottiglie nello spogliatoio come fossero non so cosa. Lui è molto passionale, una volta ricordo che mi stavo urlando insulti e io facevo finta di non sentirlo, un giocatore della Salernitana mi ha fatto notare la cosa e io gli ho detto che lo sapevo. Come è finita? Rientrati negli spogliatoi mi ha lanciato una bottiglietta e mi ha detto che quando parlava lui lo dovevo guardare negli occhi (ride, ndr). Dietro c’è sempre stata comunque la stima. Penso che sia un tecnico all’altezza di coronare il suo sogno e sedere un giorno sulla panchina del Milan in prima squadra. E’ un allenatore molto umile, preparato e cura al massimo i dettagli. A Pisa ricordo che se non ci fosse stato lui non ci sarebbe stato nulla, ci ha dato tutto. Lui tratta tutti come fossero uguali”.


Nacho Lores Varela

Nacho Lores Varela

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