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Ascoli Calcio, Scamacca: “Non riprenderei finchè situazione non si calma, guai a scherzare con salute”

di Redazione Picenotime

lunedì 20 aprile 2020

"Club importanti sulle mie tracce? In questo momento le mie priorità sono altre. Allenarmi, stare bene e pensare a quando si ricomincerà. Se si ricomincerà". Parole di Gianluca Scamacca sulle colonne dell'edizione odierna del "Corriere dello Sport". Il 21enne attaccante romano, giunto in prestito secco dal Sassuolo la scorsa estate, ha realizzato 11 reti in 25 presenze stagionale con la maglia dell'Ascoli tra campionato di Serie B e Coppa Italia.

"Pronto per la Nazionale maggiore? Ho tanto da lavorare sinceramente, adesso non ci penso, ragiono per step. Ovvio che sei arrivasse la convocazione, sarebbe un sogno - ha aggiunto Scamacca -. Futuro del calcio? Spero che tutto torni come prima, se non meglio, però è difficile fare delle previsioni. L'unica cosa che si può fare è pensare alla nostra salute, poi al resto provvederà Dio. Se si tornerà a giocare credo che le partite di disputeranno a  porte chiuse, poi in base a come si svilupperà il Coronavirus, si procederà al passo successivo. Credo e spero che dopo mesi e mesi si tornerà alla normalità. Sembra, comunque, di essere in un film. A porte chiuse ovviamente non ha molto senso, i tifosi sono l'energia di questo sport, sono la cosa più bella, soprattutto i nostri. Capisco però che ci si debba adeguare alla situazione ed al momento che stiamo vivendo, quindi se sarà necessario giocare senza pubblico, lo faremo. Non so che sensazione proverei, ancora non mi è capitato, a pensarci mi fa un effetto veramente strano. Per noi sarebbe assolutamente uno svantaggio. Per il girone di ritorno avevamo calcolato che avremmo giocato le sfide più difficili in casa, dove ci avrebbero spinto i tifosi. Senza tifosi non sarebbe più calcio ma una fredda esibizione in campo. Ridurmi qualche mensilità per aiutare il club? Si troverebbe senz'altro un modo per essere tutti soddisfatti".

Scamacca ha poi raccontato come sta vivendo queste settimane di stop dell'attività agonistica: "La mattina mi sveglio alle 10, porto fuori il cane, un Amstaff Pitbull di nome Ettore, poi gioco a burraco con mamma Cristiana e nonna Simonetta. Pranzo alle 13, un'ora di playstation, quindi alle 16 mi alleno. Ho comprato una bike, seguo il programma di Nazzareno Salvatori e dei prof, faccio corsa, circuiti e appunto bike. In questo giorni sto rivedendo un po' di partite dell'Ascoli, la gara col Livorno e quella col Cosenza quando ho segnato due gol. Ho un po' di nostalgia, mi mancano quei momenti. Mi manca la spensieratezza di stare nello spogliatoio, farsi due risate. Insomma, la quotidianità - ha detto ancora Scamacca -. Il protocollo della Figc? Penso che possa essere impegnativo per i club medio-bassi di Serie A, figuriamoci per la Serie B. Il nostro è un gioco di contatto: cosa fai quando vai a marcare dentro l'area, stai a distanza? Siamo giocatori e viviamo di contatto fisico, o si riprende in sicurezza assoluta o meglio lasciar stare. Finchè la situazione non si calma, ma deve calmarsi tanto, non farei riprendere nulla e non rischierei. Con la salute non si scherza, basta poco per ricominciare tutto daccapo. Giocare sapendo che ogni giorno muore ancora tanta gente non fa piacere, sarebbe più consono giocare con la tranquillità e la spensieratezza che abbiamo sempre avuto. Cosa prometto ai tifosi dell'Ascoli? Che porterò sempre la mascherina, ma non in partita...".


Gianluca Scamacca

Gianluca Scamacca

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Commenti

Andrea
lunedì 20 aprile 2020

Bravo Scamacca, il campionato di calcio non è la priorità, tutti gli sport hanno chiuso definitivamente i tornei. Se girano soldi non ci interessa, di sicuro nessuno muore di fame se stanno qualche mese fermi senza stipendio. Poi francamente noi dobbiamo pregare che non riparta il campionato perché sarebbe la nostra condanna.