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Ascolanità, cibo e cultura del territorio. Per la Festa di Sant’Emidio un primo piatto dedicato al Patrono

di Redazione Picenotime

lunedì 02 agosto 2021

Si avvicina il 5 agosto e la città di Ascoli Piceno è già in fermento: con gli echi della Quintana che ancora risuonano per le vie, la Festa del Patrono è alle porte.Un momento che ogni ascolano DOC vive con molta emozione e che attira sempre tantissime persone.

«La Festa di Sant’Emidio per noi è sempre stata una ricorrenza speciale – afferma lo chef del Ristorantino Ci.Bo in Corso Trento e Trieste - e ho sempre avuto il desiderio di contribuire a questo spirito di pura ascolanità in ogni ambito che mi vedeva impegnato». Collegato con il Ristorantino è anche Palazzo dei Mercanti, un antico convento, ora elegante Dimora Storica & Spa, che sottolinea in maniera profonda il passaggio del tempo e l’importanza della storia della cittadina picena, rappresentata così a tutto tondo tra gastronomia e cultura.

 L’arte culinaria ascolana ha certamente un fiore all’occhiello: le olive fritte sono un imperativo categorico per chiunque venga a visitare la città e motivo di anatema per un ascolano che non mangi questa prelibatezza almeno una volta alla settimana!

«Abbiamo pensato che fosse un piatto da riproporre sotto una veste diversa – commentano ancora da Ci.Bo, che, aperto dal 2017, ha subito recentemente una felice metamorfosi, da panineria a ristorantino - per far apprezzare la genuinità delle materie prime che proponiamo nei piatti del nostro menù. Una piccola variazione sul tema, per celebrare il patrono e per offrire ai nostri avventori questa squisitezza, sempre in linea con la filosofia del ristorantino: una ricetta con personalità, pochi ingredienti e sapori sinceri che evocano con il cibo l’essenza del nostro territorio, cosa mettono in tavola gli ascolani. Emozione e gusto, con un pizzico di creatività».

 Lo chef di Ci.Bo è Mauro Gaspari, anche lui ascolano doc come la perla fritta che incanta il mondo, e propone la sua personale versione in un primo piatto, scomponendo gli ingredienti e unendoli in maniera diversa ma sfiziosa. Dalla Tenera Ascolana, al pane grattugiato come ottimo condimento per il Boccolottone del pastificio locale Baldoni di Grottammare.

Protagonisti anche i tre i tagli di carne che compongono la farcitura della classica oliva fritta: manzo, pollo e maiale, insieme agli aromi classici del soffritto. Una volta spadellati si lasciano riposare e poi, cotta la pasta, si condisce con questo profumato ragù bianco. Sopra va messa la regina del piatto: l’oliva tagliata a spirale e fritta.

«Non vi possiamo svelare tutti i segreti del nostro chef – conclude lo staff di Ci.Bo - perché sono stati tramandati da generazioni. Ve ne possiamo dire solo uno, ossia la nostra ricerca di produttori locali. La nostra missione è quella di far conoscere ai clienti la tradizione e la storia ascolana attraverso i nostri menù: la vera innovazione è che la proposta cambia ogni giorno. Ci vuole estro, esperienza e profonda conoscenza dei prodotti. Genuini, freschi, schietti e sinceri. Per Sant’Emidio abbiamo fatto un’eccezione, anticipando questa piccola news del menù, per celebrare in maniera diversa e creativa la Festa del Patrono».


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