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Giornate FAI di Primavera, a Montefiore dell’Aso i ''percorsi del tempo''

di Redazione Picenotime

lunedì 18 marzo 2024

Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese: 750 luoghi in 400 città saranno visitabili a contributo libero. Anche nel Piceno sono tanti i luoghi che sarà possibile visitare, grazie ai presìdi FAI attivi sul territorio. Il gruppo FAI Giovani San Benedetto del Tronto quest’anno ha scelto Montefiore dell’Aso, proponendo tre aperture sotto il tema dei “Percorsi del Tempo”.

Il borgo piceno, che fa parte della rete delle “Città del tempo delle Marche”, ospita infatti dal 2013 il Museo dell’Orologio, un’eccellenza locale che conserva oltre 200 orologi, compresi interi orologi meccanici da torre come quello del 1931 proveniente dalla Torre Civica di Montefiore, oltre a orologi e sveglie di tutti i tipi, materiali per la comprensione del funzionamento degli orologi solari, calendari, testi e documenti legati al tempo. Partendo da questo spunto è nata l’idea di aprire alle visite nelle Giornate FAI, oltre al Museo stesso, anche i tanti orologi solari e meccanici presenti a Montefiore, tra cui un raro emiciclo romano (orologio solare del I-II sec. d.C.).

Non poteva poi mancare un’altra eccellenza montefiorana: qui è nato, infatti, il grande artista Adolfo De Carolis, di cui quest’anno si festeggiano i 150 anni dalla nascita, sempre rimasto molto legato al territorio marchigiano (è suo, ad esempio, il disegno sull’etichetta dell’Amaro Sibilla). Grazie alla disponibilità della famiglia Egidi, proprietaria dell’immobile, verrà aperta alle visite la Casa natale di De Carolis, appena restaurata, con l’esposizione di alcune sue opere legate al tempo e al territorio Piceno, oltre a pubblicazioni del prof. Claudio Egidi, “ingegnere del tempo” e padre dell’ora esatta nazionale (era sua la voce che dall’Istituto G. Ferraris di Torino ogni sera, prima del telegiornale, annunciava l’ora esatta sulla Rai Tv).

Le due giornate saranno così organizzate: il punto di accoglienza sarà posizionato in borgo Giordano Bruno (vicino piazza Antognozzi). Da qui partirà l’apertura del “Borgo di Montefiore”, con varie tappe tra gli orologi e i beni di Montefiore legati al tempo: gli orologi della chiesa di San Filippo, della Torre Civica, dell’ex convento delle domenicane e della Collegiata di Santa Lucia, il portale della Pinnova nell’abside esterna della Collegiata, la chiesa di San Francesco con i suoi splendidi affreschi trecenteschi del Maestro di Offida, e l’emiciclo romano. Ci saranno poi, sempre nel centro storico di Montefiore, altre due aperture riservate agli iscritti FAI: il “Museo dell’Orologio”, in piazza Risorgimento, e la “Casa natale di De Carolis”, in largo De Vecchis.

Per tutte e tre le aperture gli orari saranno i seguenti (sia sabato 23 che domenica 24 marzo): dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura). Non è necessaria la prenotazione. Ai partecipanti verrà proposto un contributo a partire da 3 € che andrà a sostegno della missione e delle attività del FAI. Sarà inoltre possibile iscriversi al FAI o rinnovare l’iscrizione. Per l’elenco completo dei luoghi visitabili durante le Giornate FAI e ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.giornatefai.it.

Oltre alle visite proposte dal FAI, nelle due giornate Montefiore dell’Aso si vestirà a festa, proponendo altri eventi culturali e visite ad altri beni: i partecipanti alle Giornate FAI potranno infatti visitare a costo ridotto il Polo museale di San Francesco, che ospita il meraviglioso “Polittico di Montefiore” di Carlo Crivelli, oltre alle opere di De Carolis, Domenico Cantatore e Giancarlo Basili. Verrà inoltre aperto dai proprietari Palazzo Montani, splendida dimora privata edificata nell’800 a ridosso delle mura cinquecentesche del borgo, inglobandone una delle torri. Le attività presenti nel borgo offriranno infine sconti ai partecipanti alle Giornate FAI.

Per Ilario Di Luca, capogruppo FAI Giovani San Benedetto del Tronto, «capire e restituire il significato della cultura del territorio piceno è l’obiettivo che descrive le iniziative del nostro gruppo: quest’anno, con Montefiore dell’Aso, abbiamo scelto di raccontare due peculiarità del borgo tra i tanti tesori che esso custodisce: la Casa Natale di Adolfo De Carolis e il Museo dell’Orologio».

«L’amministrazione comunale», dichiara Lucio Porrà, sindaco di Montefiore dell’Aso, «ha accolto la proposta del Gruppo FAI Giovani di San Benedetto del Tronto, condividendo l’obiettivo di promuovere i beni culturali non solo istituzionali ma di tutta la comunità. Il nostro sostegno va all’originalità dell’iniziativa, per questo abbiamo attivato tutte le risorse a disposizione per facilitare l’itinerario pensato a Montefiore nei suoi luoghi ancora in parte sconosciuti, seppure di grande valore storico e culturale. L’obiettivo che intendiamo raggiungere, anche grazie alla luce proiettata dal FAI, è di richiamare il valore dei beni custoditi nel nostro territorio, sia come incentivo per le presenze turistiche sia per motivare la comunità a tutelare i propri valori originali».

«Il mio obiettivo – sottolinea Ilaria Cruciani, assessore alla Cultura di Montefiore dell’Aso - è stato dal principio quello di rendere fruibile ogni bene e risorsa del nostro territorio. È stato facile quindi accogliere le richieste del FAI in merito alla nostra disponibilità per le Giornate di Primavera 2024. Ringraziamo il FAI per avere scelto Montefiore e le sue bellezze e per aver collegato al tema anche la figura di Adolfo De Carolis, del quale festeggiamo i 150 anni dalla nascita».

«Il tempo – afferma Oronzo Mauro, direttore del Museo dell’Orologio - rappresenta un elemento con il quale ognuno di noi si deve confrontare ogni giorno. Il Museo dell'Orologio da 10 anni permette a chiunque di avere questa possibilità, che va oltre la visita stessa al nostro museo».

Massimo Egidi, proprietario della Casa Natale di Adolfo De Carolis e già rettore dell’Università LUISS Guido Carli, racconta infine: «La relazione tra la mia famiglia e quella di Adolfo De Carolis è vecchia proprio come le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita dell'artista. La riapertura della casa natale di De Carolis rappresenta per me un momento di continuità con il passato, all'insegna di una fruizione futura sempre più culturalmente intensa».


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