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La Vinea si appresta a celebrare i dieci anni della Docg Offida

di Redazione Picenotime

martedì 20 luglio 2021

Sono passati già dieci anni dalla istituzione ufficiale della Docg Offida, la denominazione di origine che ha reso ancor più prestigiosi i vitigni autoctoni del territorio. Un risultato importante, frutto di un lavoro capillare e certosino portato avanti per anni e anni con grande impegno dalla Vinea di Offida, che da vari decenni affianca i viticoltori nella loro attività. Per ottenere risultati bisogna essere certo concreti, ma anche un pò visionari. Come il presidente della Vinea Ido Perozzi lo era quando tenti anni fa girava le aziende agricole parlando della necessità di avviare un percorso di lotta integrata, in un periodo quando quasi nessuno sapeva cosa fosse. La Docg Offida rappresenta uno degli obiettivi più importanti centrati dalla Vinea e ovviamente verrà celebrato con un programma ricco di eventi di qualità, che coinvolgerà etichette del territorio, enologi famosi, esperti di turismo enogastronomico e che si svilupperà all’interno dei bellissimi spazi dell’Enoteca Regionale di Offida, sede appunto della Vinea. 

Il programma prenderà il via mercoledì 21 luglio con una degustazione a cura di Assoenologi, nel corso della quale verranno selezionate una decina di etichette tra le numerose Offida Docg del territorio, per individuare quelle che prenderanno parte alla degustazione vera e propria che si terrà lunedì 26 luglio, alla quale parteciperà in videoconferenza anche Riccardo Cotarella, uno tra gli enologici più famosi d’Italia. L’intera giornata di martedì 27 luglio sarà dedicata ai sommelier marchigiani appartenenti alle varie associazioni che si cimenteranno nella degustazione di numerose etichette tra Offida Docg Passerina, Offida Docg Pecorino e Offida Rosso Docg per poi stilare una sorta di classifica tra i migliori vini del territorio. Mercoledi 28 luglio nel pomeriggio il programma delle celebrazioni della Docg Offida sarà concluso da un convegno sul tema “Turismo enogastronomico e sostenibilità ambientale” che vedrà la partecipazione di Roberta Garibaldi, una tra le più illustri esperte di Europa di turismo enogastronomico, docente presso l’Università di Bergamo e autrice di numerose pubblicazioni e saggi sul turismo gastronomico e sull’enoturismo. Al convegno prenderanno parte anche l’assessore regionale Guido Castelli, il sindaco di Offida Luigi Massa, il presidente della Vinea Ido Perozzi, il responsabile dell’area tecnica di Vinea Pompilio d’Angelo e Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano Enogastronomico. Questo importante momento di riflessione costituisce un’occasione unica per discutere di evoluzione del segmento del turismo enogastronomico nel Piceno, una grande opportunità per le aziende del settore turistico e agricolo dell’entroterra. Ma tutte le valutazioni su questo tipo di turismo esperienziale non si possono fare in maniera disgiunta dal concetto di sostenibilità ambientale, perché i turisti che scelgono un territorio per il cibo, il paesaggio e la cultura del territorio, sono sempre più attenti alla salubrità dell’ambiente e alla cura dei particolari. 

La sostenibilità ambientale è un aspetto che da tempo è concetto di base imprescindibile di tutti i progetti e le iniziative di Vinea – spiega Ido Perozzi -  e fonte di ispirazione. Soprattutto in questa fase di ripartenza dopo i danni provocati dal Covid nel settore del turismo, è necessario puntare in maniera sempre più decisa sulla sostenibilità ambientale, che può diventare una sorta di marchio per un territorio”.

Tra i vari progetti della Vinea che fanno della sostenibilità un concetto centrale troviamo Piceno Open, progetto di filiera che promuove i prodotti a marchio e in particolare il biologico. Un progetto che viene portato sul territorio con eventi di vario genere. 

I risultati incoraggianti forniti dal progetto Piceno Open – conclude Perozzi – ci spingono a sollecitare le varie istituzioni per incentivare le filiere di altri prodotti, come ad esempio la Mela Rosa dei Sibillini, le patate dei Sibillini, il Tartufo dei Sibillini, olio di qualità, il Rurale dei Sibillini, la filiera della pasta legata ai cereali biologici e quella dell’ortofutta. L’obiettivo della filiera deve essere quello della giusta distribuzione del reddito, tra produttori, trasformatori e commercianti, attraverso accordi pluriennali che garantiscano la qualità, tracciabilità e genuinità dei prodotti”.


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