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Ascoli Piceno si conferma palcoscenico privilegiato della collezione Massimo Caggiano

di Elisa Mori

mercoledì 16 giugno 2021

Ascoli Piceno è ancora una volta, dopo l’apertura della mostra dedicata alla raccolta Cavallini Sgarbi, palcoscenico privilegiato per l’esposizione della collezione Massimo Caggiano, in un ideale dialogo tra l’antico di Palazzo dei Capitani e il contemporaneo della Sala Cola dell’Amatrice.

Da sabato 19 giugno fino al 31 agosto, infatti, la Sala Cola dell’Amatrice accoglierà 31 selezionatissimi capolavori firmati da grandi maestri della pittura e della scultura nazionali e internazionali, realizzati tra gli ultimi decenni del XX secolo fino ad arrivare ai tempi più recenti, provenienti dalla raccolta del celebre collezionista e designer, salernitano di nascita e romano di adozione, Massimo Caggiano.

“La mia passione per l’arte nasce dall’attenzione per il bello”, così Massimo Caggiano sintetizza oltre trent’anni di collezionismo che lo hanno portato a costruire una raccolta che oggi vanta più di 350 opere d’arte e quasi ottanta artisti presenti in essa.

Il genere che più lo appassiona è certamente la figurazione, italiana e straniera, come si evince da alcuni dei lavori esposti nella sede ascolana. La figurazione di matrice post-dechirichiana, con particolare attenzione alle correnti dell’Anacronismo e della Pittura Colta, ampiamente investigate da studiosi di straordinaria autorevolezza come Maurizio Calvesi, scomparso lo scorso anno. Tra i nomi in mostra spicca anche quello di Salvo Russo, uno dei primi artisti a dare inizio alla formazione della collezione, acquistato dalla celebre Galleria Gian Ferrari di Milano.

Dalla raccolta di Caggiano si deduce la grande passione del collezionista per la ritrattistica e per i temi sacri, proprio a quest’ultimo ambito è improntata l’esposizione ascolana che vuole essere una celebrazione solenne della vita di Gesù, in cui ben 20 artisti, italiani e stranieri, si sono confrontati con i momenti più significativi e salienti dell’esistenza del Messia.

Ad Ascoli Piceno, Massimo Caggiano desidera far entrare il visitatore in una porzione della sua raccolta che è generalmente conservata nella sua dimora romana, una sorta wunderkammer improntata al bello dell’arte contemporanea che rimanda all’olimpo pittorico settecentesco dei celebri dipinti del piacentino Giovanni Paolo Pannini.

Venti appunto i nomi degli artisti che trovano la loro collocazione negli spazi espositivi che si affacciano sul Chiostro Maggiore di San Francesco, tra questi Carlo Bertocci, Paola Gandolfi, Livio Scarpella, Stefano Di Stasio, Lily Salvo, John Kirby, Eleonora Ciroli, Angelo Fabbri e altri ancora.

Eleonora-Ciroli - Natività II - 2011 - olio-su-tela - cm 136x111

La mostra “Il cammino di Gesù tra noi” ha l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico una selezione dell’imponente patrimonio artistico di un collezionista come Caggiano, il più delle volte celato nelle stanze della sua abitazione, estendendo quel dialogo silenzioso tra le opere finanche a comprendere il visitatore, inaugurando una nuova stagione di eventi culturali da poter godere finalmente in presenza.

 

Stefano di Stasio, Nozze di Cana, 2020

Stefano di Stasio, Nozze di Cana, 2020

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