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Pellegrini: “Vorrei un'Olimpiade senza doping”. Magnini: “Russi e cinesi...”

di Redazione Picenotime

venerdì 22 luglio 2016

"Sarà senz'altro per me un'Olimpiade molto diversa da tutte le altre. Già adesso mi emoziona, e nel contempo mi inorgoglisce, l'idea di sfilare come portabandiera azzurra alla Cerimonia di inaugurazione del 5 agosto". Così Federica Pellegrini a poche ore dalla partenza dall'aeroporto di Fiumicino per i Giochi di Rio. "La marcia di avvicinamento alla vasca olimpica proseguirà ora con un collegiale che faremo in una città vicina a Rio. Dopo di che - ha aggiunto - si apriranno i Giochi e noi saremo pronti". Chiamata a commentare l'ultima bufera doping, che ha visto salire a 98 il numero degli atleti risultati positivi nei nuovi test sui campioni prelevati alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012, la Pellegrini ha detto: "Queste sono cose che devono valutare e criticare gli altri. Vorrei, però, che questa Olimpiade non fosse toccata da queste polemiche doping. Sono polemiche - ha concluso - che devono rimanere a casa e gli atleti devono partire sereni".

"Spero di non essere stato uno di quegli atleti penalizzati da chi ha fatto uso di doping". Così Filippo Magnini, alla partenza dall'aeroporto di Fiumicino per le Olimpiadi di Rio, ha commentato la notizia riguardante la nuova bufera doping con 45 atleti positivi tra i Giochi di Londra e Pechino. "Alle Olimpiadi di Pechino sono arrivato due volte quarto con le staffette. Davanti, in entrambe le gare, avevo russi e cinesi. Il doping - ha aggiunto - è un problema molto serio. Noi, sportivi puliti, ci teniamo a vincere o a perdere con le nostre forze". Sulla quarta Olimpiade che si appresta a vivere, Magnini ha detto che "rispetto alla mia prima partecipazione nel 2004, dove ho potuto conoscere un mondo tutto nuovo, ora sono ovviamente abbastanza abituato al clima olimpico ma rimane pur sempre un'Olimpiade e l'emozione c'è sempre".




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