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Dieci anni dal sisma, Cna Picena: "Guardare al futuro rilanciando davvero le aree interne"

di Redazione Picenotime


Sono trascorsi ormai dieci anni dalla notte del 24 agosto 2016 e dalle terribili scosse che hanno cambiato per sempre il volto delle aree interne del Piceno e dell’intero Appennino centrale. Dieci anni nei quali alle ferite provocate dal terremoto si sono aggiunte le difficoltà di una ricostruzione inevitabilmente complessa, in un contesto sociale messo a dura prova dallo spopolamento, dall’invecchiamento della popolazione e dalla progressiva desertificazione dei servizi.

Le ferite del sisma restano ancora evidenti, ma la voglia di ripartire e lasciarsi una volta per tutte alle spalle il dolore e le macerie degli ultimi anni hanno unito le comunità del cratere e le istituzioni nel segno della ricostruzione, non solo in termini edilizi ma anche economici e soprattutto sociali e umani.

In quest’ottica, fin dalle prime ore di emergenza e paura, la CNA di Ascoli Piceno si è immediatamente attivata garantendo agli abitanti di Arquata del Tronto e degli altri comuni colpiti dal territorio assistenza e servizi essenziali, intraprendendo così un percorso all’insegna della solidarietà coltivato anche negli anni a venire con le famiglie e le imprese locali. La Cittadella delle attività produttive, inaugurata ad Arquata pochi mesi dopo il sisma, ha rappresentato uno dei primi segnali concreti di ripartenza, nonché l’esempio più luminoso dell’impegno profuso dall’associazione e dagli imprenditori locali per il bene del territorio.

Da allora, la ricostruzione ha compiuto passi importanti. Nonostante le inevitabili difficoltà e la stringente burocrazia che in più di un’occasione hanno rallentato le operazioni, al 31 maggio 2026 le pratiche approvate per la ricostruzione privata erano 24.650, a fronte di 36.149 richieste, con contributi concessi per 12,59 miliardi di euro su richieste da 17,82 miliardi. Le liquidazioni avevano superato gli 8 miliardi e i cantieri autorizzati erano complessivamente 23.361, con 8.393 lavori in corso e 14.968 conclusi (64,1%). Anche la ricostruzione pubblica ha mostrato un avanzamento significativo: al 30 aprile 2026 erano programmati 3.667 interventi per un valore complessivo superiore a 4,85 miliardi di euro, con il 97,5% degli interventi avviato almeno a livello procedurale e lavori in corso e conclusi che rappresentano ormai circa il 40% dell’intera programmazione, contro il 34,4% del 2025.

Numeri importanti, documentati nell’ultimo Rapporto sulla ricostruzione aggiornato a maggio 2026, che tuttavia non possono essere letti come un punto di arrivo e che, al contrario, raccontano una ricostruzione entrata in una fase decisiva. A questo proposito, per la CNA di Ascoli Piceno, oltre alla ricostruzione fisica diventa fondamentale ricreare le condizioni ideali affinché le persone possano scegliere di restare e continuare a investire nel proprio territorio. Accanto alla ricostruzione degli edifici, deve quindi procedere con la stessa determinazione il ripristino e il rafforzamento delle attività e dei servizi fondamentali per le comunità, come negozi, attività di prossimità, uffici, servizi sanitari e assistenziali, scuole e trasporti, ossia l’infrastruttura sociale ed economica indispensabile per la vita dei piccoli centri. Lo stesso vale per le imprese, che senza un contesto territoriale vivo e dotato dei servizi essenziali faticano a offrire il proprio contributo in termini di sviluppo e occupazione.

È in questa prospettiva che si innesta l’impegno della CNA di Ascoli Piceno, iniziato fin dalle primissime ore dopo il terremoto e proseguito negli anni attraverso un’attività costante di supporto e consulenza alle imprese sulle diverse opportunità a disposizione del territorio. Tra queste spicca ovviamente NextAppennino, che ha affiancato alla ricostruzione fisica una vera politica di rilancio economico e sociale, mettendo a disposizione con la macro-misura B 625 milioni di euro per i quali sono stati presentati 2.353 progetti di investimento, per un valore complessivo di 2 miliardi e 541 milioni di euro, con la richiesta di 1 miliardo e 490 milioni di euro di contributi. Al di là di NextAppennino, l’impegno di CNA è proseguito accompagnando le imprese nei bandi nazionali, regionali e camerali e attraverso il confronto con istituzioni e soggetti coinvolti nella ricostruzione.

Per la CNA, ora, la sfida è fare in modo che questo patrimonio di risorse e progettualità non rimanga frammentato. Servono maggiore coordinamento e una visione territoriale condivisa, anche sul fronte turistico. Le aree interne del Piceno hanno bisogno di una maggiore capacità di fare sistema, coordinando promozione, percorsi, patrimonio culturale, enogastronomia, attività outdoor e offerta ricettiva, definendo insieme una strategia in grado di valorizzare l'entroterra come parte integrante dell'offerta turistica dell'intero Piceno.

«Abbiamo vissuto questi dieci anni in prima linea, dalle prime ore dell'emergenza fino al sostegno quotidiano delle imprese che ancora oggi affrontano le difficoltà della ricostruzione - dichiarano Francesco Balloni e Arianna Trillini, direttore e presidente della CNA di Ascoli Piceno - I segnali che arrivano dal territorio sono significativi, ma sappiamo che mancano ancora dei tasselli decisivi. Se vogliamo che tra qualche anno i nostri borghi continuino ad accogliere famiglie e attività, dobbiamo costruire oggi le condizioni perché questo accada. E dobbiamo farlo ricordando sempre che, come è stato ribadito anche dal Commissario Castelli, non esiste ricostruzione senza sicurezza. Il ripristino e il potenziamento di servizi e attività di prossimità deve procedere di pari passo con la ricostruzione. Siamo convinti che sia questa la vera sfida da affrontare e vincere da qui in avanti».




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