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di Redazione Picenotime
A Busan, in Corea del Sud, la 48°
sessione del Comitato UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio
Mondiale il sito “ Il sistema dei teatri condominiali all’italiana
dell’Italia centrale del XVIII e XIX secolo” promossa dalla
Regione Marche, con il coinvolgimento delle Regioni Emilia-Romagna e
Umbria.
Le Marche raggiungono uno straordinario e unico
traguardo nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico,
culturale e architettonico: il riconoscimento Unesco dei Teatri
condominiali dell'Italia centrale consacra definitivamente la
‘regione dei teatri’. Un risultato straordinario, frutto di un
importantissimo lavoro portato avanti in questi anni, che rappresenta
un ulteriore, prestigioso riconoscimento internazionale dell'identità
culturale delle Marche.
“Un motivo di enorme orgoglio, una
grandissima emozione e un risultato storico per le Marche e per
l'intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale –
dichiara il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli -
Questo riconoscimento conferma il valore universale di un patrimonio
unico al mondo e rafforza l'identità delle Marche come regione dei
teatri, territorio nel quale si concentra la maggiore densità di
teatri condominiali al mondo. L'iscrizione del sito seriale nella
lista a patrimonio mondiale sosterrà l’intera rete regionale dei
teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la
candidatura UNESCO. Oggi scriviamo una pagina storica che nasce da un
lungo e rigoroso lavoro istituzionale e che porterà un richiamo
internazionale all’intera rete dei teatri storici disseminati nel
territorio marchigiano e di conseguenza a tutta la nostra Regione. Un
lavoro portato avanti con il supporto prezioso e la sinergia del
Ministero della Cultura per il quale mi sento di ringraziare il
Ministro Alessandro Giuli e il Governo Meloni che ha sostenuto questa
candidatura. Voglio ringraziare anche tutti coloro che hanno reso
possibile questo risultato che rimarrà saldo nella memoria e nel
cuore della nostra comunità, a partire dalla struttura regionale e
dagli esperti che vi hanno lavorato. Altresì ringrazio il Ministero
degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per il
contributo ad un percorso di candidatura che abbiamo avviato
all'inizio della scorsa legislatura insieme all'allora Assessore alla
cultura Giorgia Latini".

Un iter al quale l'on. Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e segretario regionale della Lega Marche, ha contribuito in prima persona, prima come assessore alla Cultura della Regione, e in seguito anche attraverso una mozione parlamentare a sostegno della candidatura, approvata dal Parlamento italiano e successivamente recepita dal Governo.
"Il riconoscimento UNESCO dei teatri
storici delle Marche è il coronamento di un sogno che, per molti,
sembrava irrealizzabile e che oggi diventa finalmente realtà. È un
percorso che viene da lontano. Ho avuto l’onore di avviarlo quando
ero assessore alla Cultura della Regione Marche, insieme al
presidente Francesco Acquaroli, con la convinzione che questo
straordinario patrimonio meritasse il più alto riconoscimento
internazionale" ha dichiarato con soddisfazione l’on. Giorgia Latini
-.
Il riconoscimento è avvenuto oggi,
domenica 26 luglio, nel corso della 48ª sessione svoltasi a Busan,
in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026, durante la quale è stato
ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale ‘Il
sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo
nell’Italia centrale’. Per la Regione Marche ha partecipato il
Sottosegretario alla Presidenza, Silvia Luconi, insieme alla
Dirigente della Direzione Cultura Daniela Tisi. L’Italia con
l'iscrizione del sito mantiene così il primato mondiale nella lista
rappresentativa dell’UNESCO per il maggior numero di siti iscritti
arrivando a 62.
"Desidero innanzitutto esprimere la mia
più profonda gratitudine al Presidente Francesco Acquaroli che mi ha
delegata per questo importante momento per la nostra regione. - ha
dichiarato il Sottosegretario Silvia Luconi - Un riconoscimento che
valorizza l'intera rete dei teatri marchigiani che scaturisce da un
rigoroso percorso di valutazione di un sito seriale sicuramente
complesso iniziato nel 2020. I teatri all’italiana con le Marche
capofila rappresentano la nostra storia, la nostra identità, la
testimonianza del valore architettonico racchiuso in luoghi
meravigliosi che sono il cuore pulsante delle nostre
comunità.L’iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale non
rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di un rinnovato impegno
per la tutela, la conservazione e la trasmissione dei valori
racchiusi in questo patrimonio diffuso che abbiamo la fortuna di
custodire nelle Marche. Un messaggio esce molto forte: quello
dell’importanza della cooperazione internazionale, del dialogo tra
culture e della responsabilità condivisa nella salvaguardia dei beni
che testimoniano la ricchezza e la diversità della nostra
civiltà"
Le Marche custodiscono una concentrazione di
teatri storici unica nel panorama nazionale. Diffusi nei borghi e
nelle città della regione, questi edifici furono realizzati tra il
XVII e il XIX secolo secondo la peculiare formula del teatro
condominiale, finanziato attraverso l'acquisto dei palchi da parte
delle famiglie locali. Per secoli hanno rappresentato non solo luoghi
di spettacolo e cultura, ma anche motori di sviluppo economico,
sociale e identitario delle comunità.
Nati infatti per mezzo
della partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano
proprietà, gestione e fruizione, hanno dato un apporto decisivo alla
crescita della vita culturale e sociale dei territori. Costituiscono
un patrimonio diffuso, fatto di edifici di raffinata eleganza e di
una tradizione civica che ha trasformato il teatro in un elemento
distintivo dell’identità delle comunità.
Il riconoscimento
UNESCO costituisce un'opportunità straordinaria sotto molteplici
aspetti: rafforza la visibilità internazionale del patrimonio
culturale marchigiano, favorisce nuove azioni di tutela e
conservazione, incrementa l'attrattività turistica dei territori e
promuove attività di ricerca, studio e formazione. Un riconoscimento
che valorizza che l'intera rete dei teatri storici delle Marche,
consolidando il ruolo della regione come uno dei più importanti
paesaggi culturali europei dedicati all'arte teatrale.
Con
questo traguardo, le Marche vedono riconosciuta a livello
internazionale una tradizione che da oltre tre secoli vive grazie
all'impegno delle comunità locali, delle amministrazioni, delle
istituzioni culturali e di tutti coloro che hanno contribuito a
preservare e tramandare la magia del teatro come patrimonio vivo,
condiviso e identitario.
La candidatura è stata promossa
dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto
tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la
Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio UNESCO.
Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni
Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a
partire dai Comuni, e alle realtà locali dell’Italia centrale,
dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia
diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,
che ha curato i rapporti con l’UNESCO.

Nella lista dei gioiellini figura anche il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno e il Serpente Aureo di Offida. "Un riconoscimento che dà ulteriore prestigio al Massimo Cittadino e alla nostra Ascoli - è stato il commento del sindaco Marco Fioravanti - Una fantastica notizia per la nostra città, e immenso orgoglio per tutte le Marche. Un ringraziamento alla Regione, a partire dal presidente Francesco Acquaroli, e all'On. Giorgia Latini che già da assessore aveva portato avanti questo importante percorso".
"Oggi Offida entra nella storia del mondo - ha annunciato il sindaco Luigi Massa - Non è il premio a un edificio, ma il riconoscimento a una comunità intera: a chi riempie la platea, a chi vive il teatro come casa. Il Serpente Aureo non è un museo, è casa nostra. E da oggi è anche casa dell'umanità. Un rigraziamento al Ministero della Cultura e alla Regione Marche per il lavoro di promozione e coordinamento della candidatura dei teatri marchigiani. Per un Sindaco ha sottolineato Massa - vivere un momento simile insieme alla propria comunità è un'occasione più unica che rara" . Il teatro, ricostruito nell'Ottocento e oggi ancora sede di stagioni teatrali, concerti e del tradizionale Carnevale, entra così ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale.