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Ascoli Piceno, svolta per Ponte Ancaranese: presentato progetto per rifacimento. A fine mese rimozione del semaforo

di Davide Ciampini

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Quello del Ponte dell'Ancaranese è uno dei temi più dibattuti del momento. La sua chiusura ha infatti arrecato molteplici disagi alla cittadinanza, fra ritardi, code e danni alle aziende locali. Balzato agli onori della cronaca da anni, rappresenta uno dei punti nevralgici per la viabilità fra la Provincia di Teramo e quella di Ascoli Piceno. Da qui le ragioni che hanno portato ad indire una conferenza stampa, svoltasi stamane presso il Palazzo della Provincia di Ascoli Piceno. L'incontro è stata l'occasione per presentare i contenuti e le caratteristiche dell'opera di rifacimento del siffatto ponte. Di particolare rilievo è stata inoltre la presentazione del progetto, il quale mira a rafforzare le sponde del Tronto, rafforzando altresì la viabilità. Il costo complessivo sarà di quindici milioni di euro totali, di cui 3 milioni dell'Anas, 3,20 dalle manutenzioni delle province e 7 dai fondi per il terremoto. Già da fine luglio sarà possibile dare respiro alla circolazione, dovuta nella fattispecie alla rimozione del semaforo. Quanto ai tempi di costruzione, i tecnici attestano le tempistiche a due anni circa.

Per accelerare l’attuazione dell’intervento e ridurre l’impatto sulla viabilità, il progetto è stato suddiviso in due lotti funzionali. Il Lotto 1, del valore di circa 1 milione di euro, riguarda la demolizione dell’attuale ponte in cemento armato precompresso, la predisposizione della viabilità temporanea, la gestione delle interferenze presenti nell’area e tutte le opere propedeutiche necessarie alla successiva costruzione della nuova infrastruttura. Il Lotto 2, del valore di circa 14,7 milioni di euro, comprende invece la realizzazione del nuovo ponte sul fiume Tronto, le opere di adeguamento viario, le sistemazioni idrauliche e tutte le infrastrutture complementari necessarie al completo ripristino della continuità stradale. Dal punto di vista tecnico il nuovo Ponte Ancaranese rappresenta un’opera di elevata qualità ingegneristica e architettonica. La struttura sarà costituita da un ponte ad arco in acciaio sviluppato su tre campate, con impalcato misto acciaio-calcestruzzo, soluzione che assicura elevate prestazioni strutturali, durabilità nel tempo e una significativa qualità estetica. La nuova infrastruttura sarà realizzata a doppio senso di marcia e progettata secondo i più moderni criteri di sicurezza sismica e stradale. L’opera consentirà inoltre di migliorare il comportamento idraulico dell’attraversamento e di ridurre le vulnerabilità legate alle piene del Tronto. Per esigenze legate alle nuove fondazioni e all’ottimizzazione strutturale, il ponte verrà realizzato con una traslazione di circa nove metri rispetto all’attuale manufatto, mantenendo tuttavia lo stesso corridoio infrastrutturale e garantendo un corretto inserimento nel paesaggio della Vallata del Tronto.


"Parleremo di un progetto particolarmente importante, relativamente ad problema che ha interessato le due province e la vallata tutta - ha esordito il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Fabio Salvi -. Questa situazione ci ha penalizzato da tempo e oggi presentiamo qui le soluzioni. L'attività è stata volta a rendere minimo l'impatto sugli utilizzatori della costruzione. I disagi devono essere infatti limitati, e per fare ciò il nostro lavoro è stato corroborato dall'ufficio alla ricostruzione. Le province devono fare sentire la loro presenza, cercando di trovare soluzione alternative allorquando le condizioni non sono delle migliori".





"Quello del ponte dell'Ancaranese - ha proseguito l'On. Lucia Albano - è un passaggio essenziale, dunque siamo felici di vederne il progetto. La presenza delle istituzioni verso i territori colpiti dal sisma è fattiva e tangibile. A tal proposito, fra pochi giorni sarà il decimo anno da questo infausto evento. Siamo da sempre attenti alle loro esigenze di ricostruzione, rappresentata in questo caso dal ponte. Un momento di rinascita, dunque, sia dal punto di vista strutturale che infrastrutturale".

"Quello qui presentato - ha precisato l'Assessore al bilancio della Regione Marche Francesca Pantaloni - è un progetto essenziale e strategico, considerando il posizionamento di un'area fondamentale per il Piceno. È stato dunque necessario garantire la efficacia della viabilità: il progetto è arrivato in tempi solerti, segno evidente che, nelle unità di intenti, i risultati arrivano. Tale risultato deve fungere da stimolo per le istituzioni ad essere unite per il territorio".

"Quella ottenuta - ha detto il Presidente della Presidente della Provincia di Teramo Camillo D'Angelo - è la soluzione ad problema annoso: i cittadini hanno infatti subito file, danni alle aziende, alle proprietà. La risposta politica ci è stata, ma, a mio avviso, è stata assai tardiva. Si può fare naturalmente di più, e per fare sì che ciò si avveri sarà necessaria una sinergia fra competenze. Il fine ultimo è collegare due realtà per costruire, nel centro Italia, un vero e proprio fiore all'occhiello. Certo che questo momento sarà replicato e replicabile nel contesto di altre opere".



"Il piano revita - ha detto il Commissario alla Ricostruzione Sisma Guido Castelli - è il piano di ricucitura del centro Italia nei confronti di tutta la penisola. Un miglioramento della viabilità concernere Fabriano, L'Aquila così come Ascoli e Castel di Lama. Non solo: coinvolgerà anche la Salaria il miglioramento viario che ci porta a Spoleto. Il ponte, s'intende , è un pezzo di una strategia più ampia. Siamo riusciti a superare un cavillo apparentemente insuperabile, ovvero quello che del PNRR, il quale prevederebbe la possibilità di costruire strade. Alla fine, il costo sarà quello di 15 milioni, e nel merito delle tempistiche ci attestiamo a due anni per la costruzione".



"Il mio merito - ha dichiarato Giuseppe Laureti, dirigente soggetto attuatore e ordinanze speciali Usr- si è limitato nella costruzione della squadra: abbiamo voluto l'architetto Cardinale, unitamente al Prof. Siviero come consigliere architettonico".

"Il ponte, lo sappiamo, andavo sistemato - ha precisato Enzo Siviero, tra i maggiori esperti internazionali nella progettazione dei ponti, che ha affiancato il RUP nelle valutazioni progettuali e nello sviluppo della soluzione architettonica e strutturale dell’opera. -. La scelta non poteva non ricadere sull'arco con delle pile che fungono da spalle. Una scelta vincente, che implica un altro vantaggio, ossia quello di valorizzare il ponte esistente. Dobbiamo infatti avere rispetto del passato, e volevamo, a tal proposito , mantenere la permeabilità visiva. Un processo lineare, benché con qualche problematica con le sovrintendenze. Il dettaglio da sottolineare è che le tre arcate sono uguali, il che ci dà la cifra della corsa e del rientro, donando altresì un senso di ulteriore leggerezza. Nella vicinanza della spalla abbiamo lavorato con l'arcata, perché il gioco della stessa forma non un occhio specchiandosi nell'acqua, effetto che concorre a creare una illusione ottica. Ritengo pertanto che questo sia un salto di qualità, che non sarebbe stato possibile senza l'ausilio della struttura commissariale. Abbiamo posto naturalmente attenzione a non snaturare il progetto architettonico. Il ponte non unisce solo due territori, ma culture, realtà, persone".





autore Davide Ciampini****

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Commenti

alessandro
sabato 18 luglio 2026

complimenti al professor Siviero che ha progettato un ponte architettonico come serviva per la vallata del Tronto